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Farmagalenica
Informazione su Galenici e Farmacie che fanno Preparazioni Galeniche

Questo articolo venne scritto la prima volta a fine 2016/inizio 2017 per descrivere un problema: la mancanza cannabis terapeutica o che non si trova cannabis nelle Farmacie Italiane.
Detto in altre parole, i pazienti si recano in una Farmacia Galenica con una ricetta di cannabis medica (cannabis terapeutica) e si sentono rispondere che

  • non c’è cannabis e non si sa quando arriverà
  • non c’è cannabis, si sta aspettando da settimane/mesi, ma non arrivano rifornimenti
  • hanno solo una piccola quantità da dispensare, non si sa se riusciranno a dare tutto il quantitativo in ricetta.

Poiché il tema trattato è ancora attuale, l’articolo è stato aggiornato e verrà fatta una dettagliata analisi della situazione, quali sono i possibili motivi della mancanza cannabis terapeutica e perché Associazioni, Pazienti e Farmacisti lamentino che in certe condizioni non si trova cannabis medica in Italia.

Cosa significa tutto questo? Perché c’è mancanza cannabis terapeutica?

Perché “semplicemente” si ripete, purtroppo ciclicamente, un fenomeno legato alla bassa disponibilità di cannabis medica in Italia.

Ma cosa vuol dire ” non si trova cannabis medica” o “c’è mancanza cannabis terapeutica”?

Si intende quando un paziente di una certa Regione ha problemi nel ricevere (tempi lunghi, quantitativi inferiori, ecc…) la terapia con cannabis medica ordinata dal Medico in ricetta.

La carenza cannabis terapeutica è fonte di sofferenza e dolore in molti pazienti.

Quando è nato il problema e perché a volte non si trova cannabis in Italia?

Storicamente, le prime segnalazioni localizzate di mancanza cannabis terapeutica nelle Farmacie Italiane iniziarono nel 2016 quando ci fu un rapido incremento nelle prescrizioni (e di conseguenza nella richiesta) di cannabis medica.

Carenza nel 2017

A metà 2017, a seguito di comunicazione ufficiale dalla Ditta Bedrocan BV Olandese, si ebbe una carenza cannabis medica varietà Bediol fino a fine Ottobre 2017.
A questa si aggiunse una carenza e/o mancanza di Bedrocan, Bedica e Bedrolite che durò qualche mese e si protrasse fino a inizio Novembre 2017.

Nel 2017, la ditta BedrocanBV (quella che produce la cannabis medica olandese importata in Italia), rispondeva così a chi chiedeva spiegazioni sulla carenza di cannabis medica in Italia (clicca l’immagine per ingrandirla):

Mmmm….

Si segnalava il superamento di metà della quota di importazione concordata a metà anno e che quindi, non sarebbe bastata ad arrivare a fine anno.

Di fatto, il motivo del problema era uno solo: il limite alle importazioni di cannabis medica in Italia, unito ad una insufficiente produzione di cannabis medica in Italia. Per capirlo, è necessario specificare da dove arriva la cannabis medica nelle Farmacie Italiane (v. dopo).

La carenza cannabis medica in Italia si verifica principalmente perché c’è una importazione insufficiente delle varietà (strain) richieste

Carenza nel 2018

Per la mancanza cannabis terapeutica, il Ministero della Salute concretizzò un bando eccezionale per l’importazione di cannabis medica di tutte le 3 principali varietà di cannabis medica (alto THC, basso THC e contenuto dimile di THC e CBD), vinto da Aurora/Pedanios che permise di distribuire concretamente cannabis canadese a partire da marzo 2018.

Verso Maggio/Giugno del 2018, poi, seguì un incontro tra i fornitori (importatori) italiani di cannabis e l’Ufficio Centrale stupefacenti dove veniva concordato di limitare l’importazione mensile a un tot di Kg allo scopo di distribuirla omogeneamente tra Ospedali e Farmacie territoriali.

Sull’argomento, si riporta anche l’intervista rilasciata dal Dr. Marco Ternelli nel 2018 a Farmacista33, che può essere letta a questo link.

Carenza nel 2019

A inizio dell’anno, alcune associazioni di pazienti hanno segnalato la mancanza cannabis terapeutica, tanto da spingere il Ministero della Salute a intervenire con una nota scritta, rivolta a Medici, Farmacisti e rispettivi Ordini Professionali:

Per il Ministero NON risulta carenza di cannabis

Dalla lettura, si evince che per il Ministero della Salute NON risulta che non si trovi cannabis, anzi, che ci siano 20 Kg di cannabis medica italiana inevasa (!) prodotta e stoccata dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze.
Chiede quindi indicazioni e verifiche da parte degli attori coinvolti.

A questa nota, rispondono Federfarma e FOFI (la Federazione degli Ordini dei Farmacisti) dicendo che la carenza c’è, è vero che non si trova cannabis facilmente e che già avevano segnalato la cosa al Ministero.

Update: di fatto, a Giugno 2019 è stato avviato un nuovo bando per l’acquisto, da parte dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze, di 400 Kg in 2 anni di infiorescenze di cannabis (v. oltre per link e informazioni).

Cose da sapere per spiegare la mancanza cannabis terapeutica

Quanti tipi di carenza di cannabis medica esistono?

Occorre fare un importante distinguo quando si parla di carenza di cannabis medica, distinguendo tra carenza

  1. Regionale
  2. Nazionale
  3. della singola Farmacia
  4. di specifiche varietà (strain)

La carenza cannabis medica è costante durante tutto l’anno?

No, se si guardano gli gli ultimi 3 anni, si possono distinguere 3 periodi in cui la cannabis medica manca:

  • Inizio anno (mese di gennaio): a inizio anno, tra festività e rinnovo dei permessi annuali di importazione, passano settimane. Di fatto, le prime forniture di ogni anno, arrivano alle farmacie gli ultimissimi giorni di gennaio o (solitamente) i primi giorni di febbraio.
  • Estate (mesi di Luglio – Agosto): la carenza può esserci sia per chiusura estiva (ferie) degli uffici italiani e olandesi, sia per contingentamento da parte di Olanda (nel 2017) o Italia (nel 2016)
  • Fine anno (mesi di novembre e dicembre): anche qui un ruolo lo hanno le ferie e festività, ma soprattuto il fatto che a fine anno si raggiunge la quota massima di importazione preventivata (v. tabella dopo).

Nelle restanti parti dell’anno la cannabis medica è reperibile, più o meno agevolmente, nelle varie Farmacie.

Da dove arriva la cannabis medica nelle farmacie / Ospedali Italiani?

Da 3 fonti:

  • dall’Italia (coltivata e prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Italiano di Firenze)
  • dal Canada
  • (principale fonte) Olanda

Ora si legga questa tabella esplicativa sulle quantità di cannabis importate (stime) negli anni, incluso il 2019 (dichiarazione ufficiale):

AnnoOlandese
(importata)
Canadese
(importata)
Italiana
(SCFM)
Totale massimo
TEORICO*
2015 100 Kg 0 Kg 0 Kg 100 Kg
2016 150 Kg 0 Kg 0 Kg 150 Kg
2017 200 Kg 0 Kg 100 Kg 300 Kg
2018 450 Kg 100 Kg 150 Kg* 700 Kg
2019 750 Kg 0 Kg ? 200 Kg* 950 Kg

*TEORICO: perché rispetto al dichiarato, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze non riesce a produrre, nel corso dell’anno, la quantità richiesta o per aumento continuo della domanda o per mancanza di serre/risorse per la produzione. Per il 2018, ad esempio, il Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze (Colonnello Medica) ha dichiarato che la produzione sarà di 150 Kg rispetto ai 200Kg inizialmente stimati.

La tabella sopra si può considerare praticamente in linea con i dati diffusi ufficialmente dal Ministero della Salute sulla distribuzione della cannabis terapeutica in Italia nel corso degli anni:

Dati ufficiali. Considerate la linea VIOLA per avere un’idea dell’aumento esponenziale di prescrizioni e richieste di cannabis medica

Chi stabilisce la quantità di cannabis medica disponibile in Italia ogni anno?

In teoria, la quantità totale disponibile per anno è la somma di quella importata + quella prodotta.
Come visto, la prodotta attualmente ha grossi limiti.

Esiste un documento mondiale redatto dall’International Narcotic Control Board, che contiene le stime annuali di consumo di sostanze stupefacenti, ad uso medico e scientifico (di ricerca) inclusa la cannabis. Il documento ufficiale è scaricabile qui.

Il dettaglio:

Somma delle stime di Italia, San Marino e Vaticano: 1,65 tonnellate

Questi sono dati ufficiali e rappresentano la quantità massima di cannabis che un Paese può avere/produrre.

Quindi in Italia, nel 2019 il valore è di 1650 Kg ossia 1,65 tonnellate.
Tolti i 950 Kg potenzialmente previsti ad uso medico, rimarrebbero 700 Kg per studi scientifici e ricerca (????) che, si ricorda, è sempre autorizzata (e quindi tracciata) dal Ministero della Salute.

E’ plausibile che Italia + San Marino + Vaticano richiedano 700 Kg di cannabis per la ricerca, ossia quasi la stesa quantità di cannabis ad uso medico? Oppure anche quelli o parte di quelli sono ad uso medico? Ma allora perché dichiarare solo i 950 Kg?

Come viene importata la cannabis medica in Italia?

Semplificando molto, ma rendendo comunque l’idea, i passaggi per l’importazione di cannabis medica da parte dei fornitori italiani autorizzati, sono:

  1. rilascio dei permessi annuali di importazione (quelli del 2018 vengono rilasciati a partire dal 1 gennaio 2018, non prima) ad importatori/AUSL/Ospedali
  2. accettazione, gestione dell’ordine di importazione/esportazione da parte dei due Uffici Stupefacenti (italiano e olandese)
  3. pagamento da parte dei fornitori italiani in anticipo della cannabis olandese ordinata
  4. spedizione all’Italia, stoccaggio presso fornitore, controlli di qualità
  5. consegna alle farmacie.

Nonostante sembri un meccanismo farraginoso (e forse un po’ lo è), il fatto che ci siano 6 distributori autorizzati che contemporaneamente avviano le procedure di cui sopra, permette di sopperire a rallentamenti che possono insorgere ed evitare (in teoria) che si abbia mancanza cannabis terapeutica

È un meccanismo “a cascata”, ossia se ci si blocca in un punto (es. ritardo da parte dell’Ufficio Centrale Stupefacenti nel rilasciare l’autorizzazione all’importazione), non si procede al punto successivo.

Motivi per i quali c’è carenza o mancanza cannabis terapeutica

Ed eccoci al cuore del problema.

I motivi individuabili del perché non si trova cannabis, possono essere i seguenti, che si presentano in modo variabile, discontinuo e alternato nel corso di un anno:

  • insufficiente disponibilità (importazione e produzione) di cannabis medica
  • insufficiente disponibilità di una specifica varietà
  • problemi produttivi o di consegna
  • recuperare shortage o rotture di stock richiede tempo e ulteriore disponibilità
  • ridotto numero di farmacie che fanno preparazioni galeniche e, più specificatamente, di cannabis medica
  • impossibilità da parte delle Farmacie di informare della disponibilità di cannabis medica
  • gestione della materia prima: quantità, scadenza, costi, acquisti
  • impossibilità di sapere il numero esatto di ricette mediche di cannabis e la loro composizione
  • le quote annuali di cannabis stimate dalle Regioni non sono accurate

Insufficiente disponibilità (importazione e produzione) di cannabis medica

Premessa: la codeina è una sostanza derivata dall’oppio ad azione analgesica stupefacente (contro il dolore). Alcune Farmacie italiane preparano capsule, sciroppi, supposte a base di questa sostanza. Nessuno ha mai segnalato carenze.
Perchè?
Perché la quantità disponibile e reperibile presso i fornitori autorizzati è in grado di coprire (molto) efficacemente la domanda, che proviene dalle prescrizioni mediche.

Che c’entra con la cannabis?
La cannabis medica ha invece il problema che non è sempre reperibile omogeneamente e/o in quantità: ne serve di più. E per averne di più, le strade sono 2:

  • aumentare la produzione (in Italia)
  • aumentare l’importazione (dall’estero)

Aumentare la produzione (italiana)

Ad oggi tutta la produzione è esclusiva dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, anche se in futuro potrebbe essere possibile la collaborazione con privati.
Bisogna aumentare la serre dello Stabilimento (ad oggi solo 4 operative, dati ufficiali), ma trattandosi di un ente Pubblico richiede procedure burocratiche che portano a allungamento dei tempi: i fondi per nuove serre sono stati stanziati nella Legge di Stabilità del 2017. DA lì, a fine 2018 è poi seguito il bando per l’appalto per la costruzione di nuove serre.

Stando poi alle dichiarazioni del sottosegretario al ministero della Difesa, la soluzione più rapida sarebbe aprire ai privati per aumentare la produzione italiana di infiorescenze di cannabis farmaceutica.

Nota: ovunque si legge che lo Stabilimento ha prodotto 150 Kg di cannabis medica nel 2018. I dati ufficiali, infatti dicono che:

dati spiegare mancanza cannabis terapeutica

La riga del 2018 conferma i 146.905 grammi (quindi quasi 150 Kg), ma distribuiti. Non prodotti.
Il fatto è che in quei 150Kg sono inclusi i circa 90-100 Kg canadesi, Aurora/Pedanios. Da cui deduciamo che? Che?

Che nel 2017 sono stati coltivati e prodotti in Italia circa 60 Kg.
Che nel 2018 sono stati coltivati e prodotti in Italia SEMPRE circa 60 Kg a cui si sono aggiunti 90 Kg di importazione Canadese (Pedanios).

Aumentare l’importazione (dall’estero)

La soluzione è quella che nel tempo più breve permetterebbe di avere (molta) più cannabis medica.
Come? Ad esempio:

  • istituendo un nuovo bando
  • aprire le importazioni dirette da parte dei fornitori italiani ad altre aziende produttrici di cannabis medica
  • “sfruttando” già le autorizzazioni concesse ad Aurora/Pedanios

Nell’ultimo caso, le certificazioni sarebbero già compliant al GMP italiano della cannabis (il primo, migliore, ecc…).

Al di là dell’opzione, resterebbe il fatto che senza attendere serre da costruire, tempi di coltivazioni, ecc… aziende già avviate nella produzione di cannabis medica avrebbero già prodotto pronto alla distribuzione.

Update Giugno 2019: si vede che han letto l’articolo (scherzo). È uscito un nuovo bando per l’acquisto di 400 Kg IN 2 ANNI di infiorescenze per il 2019. Realisticamente saranno disponibile verso fine 2019, si vedrà.

carenza cannabis medica non si trova farmacia

Insufficiente disponibilità di una specifica varietà

A rotazione, può mancare qualsiasi varietà di cannabis medica (qui l’elenco), ma solitamente le varietà che sono soggette a non reperibilità sono:

  • Bedrocan (per elevatissima domanda)
  • FM2 (per insufficiente produzione)
  • Bediol (per problemi produttivi al sito olandese)

Parlare di “CARENZA CANNABIS” è come dire “CARENZA DI FARMACI ANTIDOLORIFICI”. Di quali SPECIFICHE molecole o varietà stiamo parlando?

Il punto veramente fondamentale che manca nell’affrontare il tema del non si trova cannabis è che si parla (sbagliando!) di cannabis in termini generali senza specificare quali specifiche varietà di cannabis mancano, che ad oggi è di almeno 10 varietà legali di marijuana terapeutica.

Dire “manca cannabis medica” e dire “mancano FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei)” è la stessa cosa: in entrambi i casi, NON si fornisce una informazione corretta e reale del problema.
Infatti, i FANS possono essere (esempio) nimesulide, ibuprofene, ketoprofene, ketorolac, naprossene, dexketoprofene, rofecoxib, ecc..
Se c’è mancanza di ibuprofene, ma si trovano tutti gli altri, dire “mancano FANS” non corrisponde a verità e non permette di agire efficacemente sulla carenza (che c’è) della singola molecola; al contrario, dire “manca ibuprofene” fa capire immediatamente dove sta esattamente il problema.

Cannabis NON è THC

Così come ogni antinfiammatorio è diverso dall’altro e può essere adatto o meno ad una certa patologia, altrettanto è (dovrebbe essere) per le varietà di cannabis.
In realtà, quando si parla di cannabis, c’è un problema: la maggior parte di chi affronta il problema della mancanza cannabis terapeutica crede che parlare di cannabis o THC sia la stessa cosa, ossia crede che

  1. il THC è l’unica sostanza responsabile dell’effetto terapeutico (sbagliato!)
  2. dal punto di vista chimico, il THC contenuto in una varietà di cannabis è identico al THC di qualsiasi altra varietà (corretto)
  3. è indifferente somministrare THC di provenienza Bedrocan (22% THC) o Bedica (14% THC) o anche Pedanios (22% THC) (sbagliato)
  4. se non c’è una varietà disponibile, basta sostituirla con un’altra che tanto è uguale (sbagliato!)

Con questo concetto in testa, è spiegabile la risposta del Ministero data a inizio 2019 sulla disponibilità di 20 Kg inevasi di cannabis italiana. Parliamo di FM1 o FM2 o di Pedanios (che è distribuita esclusivamente dallo Stabilimento)? Non ricevendo in Farmacia negli ultimi 2 mesi né FM2 ne Pedanios, ordinate da tempo, trattasi necessariamente di FM1.

Il motivo per cui la varietà di cannabis medica FM1 prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è ferma e poco richiesta è perché non è prescritta dai Medici.
Perché non è prescritta?
Perché è una varietà attualmente a medio tenore di THC (circa 14-18% reale) che NON si affianca alle 2 varietà più prescritte (Bedrocan e Pedanios), ad alto tenore di THC (circa il 22%).
A parità di prezzo, perché avere meno THC disponibile?

Idem per la cannabis medica Bedica: è una varietà indica al 14%, insostituibile con qualsiasi altra varietà, poiché tutte sativa o predominanza sativa. Ma è una delle varietà meno importate perchè meno richieste: con il contingentamento delle quote di cannabis, i fornitori preferiscono ordinare varietà ad alta rotazione (es. Bedrocan o Bediol) e il Bedica non viene ordinato o ordinato in piccolissime quantità.

A completezza di informazione, il motivo principale del perché non si trova cannabis FM2 è dovuta all’attuale insufficiente produzione di cannabis (4 serre attive su 10, che dovranno entrare in funzione prossimamente) che non riescono a far fronte all’elevata richiesta.

Problemi produttivi o di consegna

La Cannabis Sativa L. è una pianta e richiede poco più di 2 mesi per completare il ciclo di crescita e raccolta. Può succedere (è statisticamente inevitabile) che un raccolto abbia qualche problema per il quale, al termine della standardizzazione e lavorazione, ci si accorge (solo allora) che il lotto non è conforme e non può essere fornito a importatori/AUSL/ospedali/farmacie.

In una situazione precaria in cui le quantità sono risicate o già carenti, questo causa ulteriore carenza perché viene a mancare quella o quelle varietà.

E purtroppo, l’unica cosa da fare è attendere che il nuovo lotto venga consegnato; nei casi

  • non gravi (es. problema ad una sola serra) può arrivare entro 30-60 giorni
  • gravi (es. problema a tutte le serre) può arrivare solo dopo 5-6 mesi

Oltre a questo, si inserisce il discorso dei tempi di consegna/spedizione da parte dell’Olanda: pur avendo disponibilità, pur avendo ricevuto pagamento dall’Italia, può capitare che per qualche motivo venga ritardata la spedizione verso l’Italia di qualche giorno/settimana. In una condizione precaria di disponibilità, questo può provocare carenza di una determinata varietà.

Recuperare shortage o rotture di stock richiede tempo e ulteriore disponibilità

È una regola generale di “mercato”: quando manca cannabis, succede che

  • i pazienti con ricetta attendono la loro terapia, generando code di attesa
  • nel frattempo vengono instaurate nuove terapie, che si aggiungono alla coda, allungandola ulteriormente

Quando arriva la cannabis, stando a dichiarazioni di pazienti e Farmacie, essa è (quasi) sempre in quantità inferiore a quella richiesta dalla Farmacia. La quantità non è sufficiente o lo è appena a sanare la coda creata, al termine del quale, tutte le nuove prescrizioni che arrivano (rinnovo terapia o nuove terapie) si trovano nuovamente senza o ridotta disponibilità di cannabis e il ciclo ricomincia.

È una legge di economia normalmente utilizzata nel mondo del commercio (approfondimento), ma che si applica anche al caso della mancanza cannabis terapeutica.

Ridotto numero di farmacie che fanno preparazioni galeniche e, più specificatamente, di cannabis medica

Ovvietà, ma meglio esplicitarla: non trattandosi di un farmaco industriale già pronto, ma personalizzato per ogni singolo paziente, non è disponibile nella distribuzione intermedia e ordinabile come un qualsiasi farmaco in qualsiasi Farmacia, ma solo nelle Farmacie che fanno preparazioni Galeniche.

In Italia ci sono circa 19.000 Farmacie tra territoriali, private e comunali (fonte ufficiale). Di queste, dati non ufficiali parlano di circa 3.000 Farmacie che fanno farmaci galenici e di queste circa 1.000 in maniera elevata.
Il dato trova corrispondenza con le farmacie galeniche indicizzate da Cercagalenico.it (1.215 farmacie ad Aprile 2019).

Domanda: quante di queste 3.000 Farmacie galeniche fanno cannabis? Un dato attendibile può essere ottenuto considerando che la cannabis è classificata doping e, per questo, le farmacie che effettuano preparazioni dopanti sono censite (semplificazione per i non addetti).

L’ultimo report antidoping disponibile (2017) segnala che erano 422 le farmacie che hanno realizzato almeno una preparazione di cannabis medica nel corso dell’anno. 422 su 19.000 circa.
La stima è che nel 2018 saranno circa 700 Farmacie su 19.000 circa.

Preparare Farmaci è una competenza professionale elevata, sia che si parli di cannabis che di altro. Non è pensabile che chiunque e dovunque possa preparare un farmaco galenico, sempre e comunque.
Inoltre, servono 2 cose fondamentali per preparare cannabis:

  • attrezzature, molte delle quali non obbligatorie in farmacia (Tabella 6 della Farmacopea Italiana)
  • conoscenza (know how) su cosa fare e saperlo fare. Prendendo in prestito l’esempio, se bastasse leggere un libro di cucina e seguire le istruzioni del testo, saremmo tutti chef stellati…

Soluzione rapida ed efficace: permettere alle Farmacie che fanno cannabis medica, di fornirla ad altre farmacie private, come già fanno con le farmacie ospedaliere.

Impossibilità da parte delle Farmacie di informare della disponibilità di cannabis medica

Nel 2017 circa 7 – 8 Farmacie vennero multate dal Ministero della Salute per presunta propaganda pubblicitaria indiretta a sostanza stupefacente (attualmente tutte le Farmacie sono in attesa di esito dei ricorsi), anche per il solo fatto di informare su siti web o portali che le farmacie erano in grado di allestire preparati magistrali con cannabis.

Se aggiungiamo quindi che al limitato numero di Farmacie che preparano farmaci a base di cannabis medica, non è consentito farlo sapere, come fa un paziente a trovare quella che lo prepara in mezzo alle circa 19.000 Farmacie italiane?

Gestione della materia prima: quantità, scadenza, costi, acquisti

La cannabis medica legale che viene importata/prodotta in Italia in un anno è centellinata (contingentata) tra le varie farmacie perchè non ce n’è abbastanza.

Acquisto della cannabis medica da parte delle Farmacie

Importante: se la richiesta del mercato è 100 e la quantità disponibile è 100, sostenere che “allora ce n’è per tutti e non manca cannabis” è profondamente sbagliato, perchè non si tiene conto del modello distributivo, non della cannabis in se, ma di una qualsiasi materia prima: un fornitore ha l’obbligo di fornirla, ma non è stabilito dove, come, a chi, in che quantità e non si tiene conto del normale stock che una farmacia si premura di costruire per allestire preparazioni “nel più breve tempo possibile” (art. 38 del Regio Decreto 1706/38).

Essendo una sostanza stupefacente, l’acquisto di cannabis terapeutica avviene attraverso un documento (buono acquisto) che la farmacia emette per richiedere al fornitore A una certa quantità (es. 100 grammi).

Se il fornitore A riesce a dare alla Farmacia PincoPallo solo (es.) 30 grammi dei 100 g richiesti, l’ordine viene comunque chiuso definitivamente e la Farmacia Pincopallo deve riemettere un nuovo buono acquisto al fornitore A per i 70 grammi che non ha ricevuto.
Ma nel frattempo, altre farmacie (centinaia) avranno emesso buoni acquisto al fornitore A, che però è senza cannabis (altrimenti avrebbe dato tutti i 100 grammi alla Farmacia Pincopallo).

Alla fine, come intuibile, questo genera un allungamento della coda di attesa da parte della Farmacia nel ricevere la quantità di cannabis richiesta. Ma le prescrizioni arrivano comunque. Carenza.

Scorta e scadenze

Nei periodo di vacche grasse (quando si trova cannabis con continuità), una Farmacia Galenica può decidere di ordinare un surplus per fare stock. Nel farlo però deve considerare:

  1. che ogni singola varietà di cannabis medica è soggetta a prescrizione medica. Ergo, se non arrivano ricette di quella varietà, il farmacista non la può vendere e quindi scade. Conviene quindi fare scorte o scorte grosse?
  2. la cannabis medica ha una scadenza massima di 12 mesi, ma quando arriva alle Farmacie, di solito sono 6-8 mesi residui. Non si parla di anni, ma di mesi. Se non la si utilizza in fretta, va smaltita e rappresenta una perdita.

Quindi, scorte basse o niente scorte = indisponibilità nella Farmacia nel momento in cui arrivano più prescrizioni del “normale”, che dipende solo ed unicamente dal numero di ricette emesse dai Medici (in base ai pazienti).

Le quote annuali di cannabis stimate dalle Regioni non sono accurate

Come previsto dal DM 9/11/2015, entro il 31 Maggio di ogni anno, le Regioni italiane devono comunicare i quantitativi di cannabis stimati per l’anno.

Nonostante l’accesso ai dati delle Regioni non sia pubblico (ma ottenibile con richiesta), le criticità dipendenti dalle Regioni sono:

  1. la maggior parte delle Regioni NON dichiara alcuna quantitativo di cannabis.
  2. le Regioni, basano le loro dichiarazioni sulla fornitura SSR (Sistema Sanitario Regionale) cioè mutuabile (tramite farmacie ospedaliere, importazioni dirette o con ricette mutuabili): questo significa che della quantità di cannabis dispensata in regime privatistico (cioè quando paga il paziente) non hanno alcun dato e quindi non ne viene tenuto conto.
  3. non esiste un metodo unico, nazionale e certificato per raccogliere le quantità di cannabis utilizzate nella Regione nel corso di ogni anno. Alcune Regioni (es. Emilia Romagna) dispongono di un sistema online che però è facoltativo nel caso di prescrizioni a pagamento o di provenienza extraregionale; la maggior parte però, non ha questi sistemi.

La somma dei 3 punti fa sì che al Ministero arrivano quote di cannabis spesso sottostimate.

Cosa fare se non si trova cannabis medica?

Il consiglio è comunque quello di cercare Farmacie (e ce ne sono) dotate di scorte di cannabis tali da soddisfare le esigenze dei vari malati: in fondo all’articolo è presente il link al motore di ricerca Cercagalenico.it per le Farmacie di Farmagalenica che fanno farmaci galenici: contattandole singolarmente, è possibile chiedere se effettuano preparazioni di cannabis medica.

Altre indicazioni possono essere trovate alla fine di questo articolo.

Tenere comunque presente che, in caso di mancanza di una specifica varietà da sostituire con una omologa, sarà necessaria una nuova ricetta che riporti specificatamente la nuova varietà: in altre parole, una ricetta che prescrive “cannabis Bediol” NON può essere utilizzata dal Farmacista per dispensare “cannabis FM2” (e viceversa).

La mancanza di cannabis spinge alcuni pazienti al mercato nero?

Ci sono suggerimenti tecnici per rimediare a questa carenza di cannabis italiana / olandese?

Il primo è quello di provare a contattare una farmacia Olandese (Transvaal pharmacy) e chiedere se è possibile ottenere olio di cannabis o infiorescenze di cannabis con ricetta italiana. NON è possibile avere spedizioni, quindi bisogna acquistarla fisicamente in Olanda.

Il secondo arriva direttamente dalla ditta Bedrocan BV (quella che produce le varietà olandesi di cannabis), ha fornito informazioni ufficiali su come ottenere un “Bediol” miscelando tra loro Bedrocan e Bedrolite (scarica il documento ufficiale):

  • 3.25 parti (grammi) di Bedrolite
  • 1 parte (grammi) di Bedrocan

da cui si ottengono 4.25 parti (grammi) di “Bediol”.
Semplificando, per rapportare a 5 grammi, si ha che:

  • 3.82 parti (grammi) di Bedrolite
  • 1.18 parti (grammi) di Bedrocan

da cui si ottengono 5.0 parti (grammi) di “Bediol”.

Altra possibilità è che il Medico prescriva un preparato galenico composto da cannabis Bedrocan (una delle poche varietà rimaste reperibili) insieme a cristalli di CBD.
In questo modo si può ottenere un farmaco che che contenga un rapporto di THC:CBD simile a quello del Bediol o FM2.

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ATTENZIONE: il testo che segue si riferisce ad un articolo scritto a Ottobre 2014 e non è riferito alla attuale carenza Bediol e cannabis medica del 2017. Rimane a memoria storica.

Infatti, il problema della carenza Bediol in Italia (e tutta Europa) era dovuto all’esaurimento completo della cannabis nel sito di produzione Olandese. Come osservava il Dr. Ternelli Marco in un’intervista, il punto fondamentale da chiarire era che la nuova produzione di Bediol tenesse conto sia delle normali forniture (da Ottobre in avanti) sia delle forniture accumulate dai pazienti nei mesi in cui questa varietà di Cannabis è stata mancante (Maggio – Settembre).
Così (sembra) non è stato.
In poche parole, attualmente il produttore olandese
sta fornendo all’Italia molto meno Bediol di quello richiesto, centellinando le quantità. Ne consegue che alle Farmacie di Farmagalenica sarà consegnata molta meno Cannabis di quella necessaria a soddisfare tutte le attese e nuove prescrizioni.

La “speranza” è che si tratti solo di una prima difficoltà del produttore olandese ad evadere tutti gli ordini accumulati e che, nel giro di poche settimane, possano essere fornita all’Italia e quindi alle Farmacie di Farmagalenica, tutti i quantitativi di Cannabis terapeutica richiesti, senza che si debba di nuovo affrontare una nuova “carenza Bediol”.
Le Farmacie dovranno quindi impostare bene il lavoro di preparazione delle cartine o dell’
olio terapeutico o resina per evitare disagi ai pazienti che da mesi attendono l’arrivo del Bediol.

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Ulteriori informazioni sulla cannabis ad uso medico possono essere reperite sul sito del Ministero della Salute e dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Per cercare e visualizzare la Farmacie di Farmagalenica in grado di preparare cannabis terapeutica, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova pagina).

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