Soliphen, Gardenale e Fenobarbitale: galenica veterinaria

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Come fare a ottenere un dosaggio preciso al milligrammo di Soliphen (fenobarbitale uso veterinario), se non con il Farmacista? 🙂

Da Marzo / Aprile 2017 è stato commercializzato in Italia un farmaco ad uso veterinario chiamato Soliphen® 60 compresse da 60 mg a base di fenobarbitale (costo 16.00€), da utilizzare nella prevenzione delle crisi dovute a epilessia generalizzata nel cane.
Fino ad oggi, non esistendo una specialità medicinale ad uso veterinario, il Medico Veterinaio prescriveva (in base alla “cascata” prevista dal D.lgsl. 193/2006) il corrispondente (e famoso) farmaco ad uso umano Gardenale®, compresse da 50mg o 100mg.
In questo articolo, Farmagalenica SNC spiegherà come la Galenica può risolvere alcuni problemi legati alla gestione del corretto dosaggio del fenobarbitale uso veterinario, sostanza stupefacente che richiede quindi la massima precisione nella somministrazione a cani, gatti o altri animali di piccola taglia.

Da dove nasce il problema del dosaggio del Soliphen® e del Gardenale®?

Il Soliphen è un farmaco destinato ai cani e venduto in Italia (attualmente) in confezioni con 5 blister da 12 compresse. Le compresse sono divisibili, ossia è possibile dividerle a metà per ottenere 2 mezze-compresse da 30mg di fenobarbitale cadauno o 4 compresse da 15mg di fenobarbitale cadauno.

In generale, il fenobarbitale negli animali di piccola taglia come i cani, viene dosato in base al peso corporeo dell’animale: dai piccolissimi (4-5 Kg) ai più grossi (50-60Kg). Poichè esiste questa grande variabilità, è fondamentale per il Veterinario poter somministrare la dose con assoluta precisione onde evitare effetti collaterali (da sovradosaggio) o inefficacia del farmaco (da sottodosaggio).
In alcune circostanze, con le compresse divisibili è “solo” possibile avvicinarsi al valore corretto richiesto dal Veterinario, ma soprattutto nei cani di piccola taglia, anche mezza compressa divisa (15mg di fenobarbitale) possono essere troppi. Discorso analogo in caso di aggiustamenti legati a problemi epatici.
A maggior ragione, nel foglietto illustrativo è indicato di non somministrare il Soliphen (fenobarbitale uso veterinario) in cani di peso inferiore ai 6 Kg.

È scientifico e terapeuticamente sicuro che il Veterinario chieda al proprietario dell’animale di spezzare “a occhio” una compressa, senza avere idea del dosaggio reale che andrà a dare all’animale?
È sicuro (inteso come incolumità fisica) per il paziente, manipolare direttamente polveri di fenobarbitale?

Come la Galenica può risolvere il problema del dosaggio?

La risposta è semplice: partendo dal Soliphen® acquistato dal proprietario dell’animale (legalmente parlando si vende il Soliphen® al paziente e lo si fa riconsegnare per eseguire la preparazione), il Farmacista può realizzare capsule o compresse alla dose esatta di fenobarbitale prescritta dal Veterinario (es. 6mg, 13mg, 20mg, 43mg, ecc…).
Il farmacista può infatti micronizzare le compresse in polvere impalpabile, uniforme e ridiluirla con analogo eccipiente; in questo modo è possibile:

  1. ottenere un farmaco alla dose esatta, senza che divisioni maldestre o errate causino errori di dosaggio
  2. aumentare la compliance della terapia
  3. garantire una scadenza della capsula a nuovo dosaggio superiore ai 3 giorni normalmente indicati, dato che la polvere di Soliphen in essa contenuta viene protetta da luce, aria, umidità.

Ma se il cane o l’animale è allergico a uno degli eccipienti presenti nel Soliphen®?

È uno dei problemi possibili, legati ai diversi eccipienti che compongono il farmaco e, tra i quali, potrebbe esserne presente uno a cui l’animale è allergico o intollerante.
In quel caso il Veterinario potrebbe (sempre in base al D.lgsl 193/2006) prescrivere il farmaco ad uso umano Gardenale compresse (50 o 100mg) e richiedere comunque al Farmacista Galenista la ripartizione della dose di fenobarbitale secondo necessità (es. 17 mg), considerando che il Gardenale NON permette una pratica e precisa suddivisione delle compresse.

In teoria il Farmacista potrebbe realizzare un farmaco purissimo partendo dal fenobarbitale uso veterinario materia prima, ma è difficilissimo reperire la materia prima come polvere pura; motivo per il quale, l’alternativa reale al Soliphen® è il farmaco ad uso umano Gardenale® (in questo modo, è anche rispettata la “cascata prescrittiva” del D.lgsl 193/2006).

Cosa serve per richiedere la divisione di dosaggio personalizzato del fenobarbitale uso veterinario al Farmacista?

Innanzitutto è necessaria una ricetta medico veterinaria non ripetibile in copia semplice che richieda l’acquisto del farmaco industriale Soliphen compresse. Nella stessa ricetta (o in altra accompagnatoria) il Veterinario dovrà indicare di ripartire le compresse nella dose prescritta (es. 8 mg) oltre che  al numero totale di capsule/compresse da realizzare con quel dosaggio.
La ricetta ha validità di 30 giorni escluso quello di emissione ed essendo non ripetibile, può essere utilizzata una sola volta.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire capsule (o compresse) a dose personalizzata di fenobarbitale ripartite da Soliphen® o Gardenale®, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Phenibut: cos’è e dove comprare il farmaco

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Il phenibut si può acquistare in Italia, grazie al Farmacista Galenico

A volte ritornano: se stai cercando informazioni aggiornate sul phenibut o “fenibat” (phenibut cos’è, come funziona, a cosa serve, dove si acquista in Italia), allora sei nel posto giusto: alcune Farmacie di Farmagalenica sono infatti in grado di realizzare farmaci a base di phenibut, essendo ora disponibile la materia prima pura che, lavorata dal Farmacista nel Laboratorio Galenico della Farmacia, può realizzare un medicinale a base di questa sostanza (v. fine articolo per accedere alla lista delle farmacie di Farmagalenica).
Non stiamo parlando, infatti di un farmaco “di marca” acquistabile come tale, ma che può essere preparato come farmaco galenico magistrale grazie all’Arte del Farmacista.

Cos’è il Phenibut e a cosa serve

Il phenibut (Noofen®, nome commerciale del farmaco all’estero) è un farmaco neuropsicotropo derivato dal GABA (Acido Gamma Amino Butirrico), un neurotrasmettitore inibitorio naturale.
Venne sintetizzato per la prima volta nel 1964 in Russia, ed è stato testato come farmaco tranquillante e sedativo, in quanto ha mostrato la capacità di ridurre l’ansia, migliorare il sonno e diminuire il nistagmo. Inoltre riduce i sintomi dell’astenia, la cefalea, mentre migliora la capacità lavorativa, la memoria, l’attenzione, la velocità di reazione e la precisione.
Per questo, trova applicazione principalmente nel trattamento di: astenia e instabilità emotiva, ansia e stati neurotici, insonnia, stress pre-chirurgico, enuresi, balbuzie e tic nei bambini, sindrome di Meniere, profilassi della cinetosi e, in associazione a farmaci specifici, nella disassuefazione da alcool.

Perchè non si trovava il phenibut in Italia

Esatto, non si trovava! Ma ora è assolutamente possibile e legale acquistare in Italia il phenibut in farmacia come farmaco galenico, ossia farmaco preparato estemporaneamente dal Farmacista.
Non è infatti reperibile come farmaco industriale (le “scatolette” che si acquistano sempre in Farmacia), ma va realizzato su indicazione medica nella dose e quantità stabilita dal Medico.
Ora, invece, è possibile disporre di un canale sicuro e certificato (la Farmacia) che, acquistando la materia prima purissima da un fornitore italiano autorizzato, è in grado di realizzare capsule o compresse a base di phenibut a qualsiasi dosaggio e qualsiasi quantità.

Grazie al Farmacista Galenista, quindi è possibile:

  1. ottenere un farmaco altrimenti non reperibile in Italia (se non illegalmente)
  2. ottenere un farmaco a qualsiasi dosaggio il Medico ritenga necessario (es. 100mg, 250mg, 483mg, ecc…)
  3. ottenere un qualsiasi numero di capsule o compresse a seconda della durata della terapia (10 capsule, 50, 100, 785, ecc…)
  4. realizzare il farmaco senza determinati conservanti o eccipienti a cui il paziente è allergico o intollerante

Sull’attività del phenibut esistono tantissimi studi (si veda ad esempio https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11830761 o ),

Va sottolineato inoltre, che il phenibut non è un farmaco stupefacente o psicotropo e risulta testato in diversi scenari:

  • ansia (in alcuni casi, con efficacia superiore al diazepam)
  • astenia
  • potenziamento degli effetti dei farmaci neurolettici e anti-parkinson, suggerendo come l’associazione con il primo possa permettere di ridurre i dosaggi dei secondi
  • stress post-traumatico e balbuzie
  • ipocondria
  • depressione
  • insonnia (ha effetto ipnoinducente)
  • nootropo
  • aumento dell’attenzione, in generale e nell’ADHD
  • Sindrome di Meniere, cinetosi, disfunzioni vestibolari
  • diverse altre patologie

Posologia del phenibut: come assumerlo e quando

Premessa: in genere un farmaco galenico ha una posologia strettamente personale o comunque non generalizzabile. In questo caso, pur essendo prodotto in Italia come farmaco galenico, il phenibut esiste in altri stati Europei come farmaco industriale, ad un dosaggio fisso per compressa di 250mg (si ricordi comunque che il Farmacista può allestire QUALSIASI dosaggio).

La posologia del phenibut varia a seconda della patologia per la quale è prescritto; Il Medico saprà dire qual è la più adatta in base al problema, ma alcuni suggerimenti (presi dalla vasta bibliografia disponibile) possono essere i seguenti:

  • somministrarlo massimo 3 volte al giorno, dose massima prodose (singola capsula) 750mg
  • durata della terapia variabile da 1 a 3 settimane a seconda della patologia o comunque a discrezione del Medico curante
  • assumerlo contemporaneamente ai pasti

In caso di necessità, è possibile chiedere direttamente al Farmacista un depliant informativo sul phenibut e le patologie più note, oltre che informazioni su farmacocinetica e farmacodinamica.

È tutto oro quello che luccica. Ovviamente no….

Come tutti i farmaci, anche il phenibut ha effetti collaterali e interazioni con altri farmaci.

In generale, aumenta l’effetto dei farmaci ipnoinducenti, tranquillanti, ansiolitici e antiepilettici. La cosomministrazione va quindi attentamente monitorata dal Medico.
Anche se in caso di sovradosaggio, il phenibut è generalmente ben tollerato (gli effetti indesiderati rari), negli adulti sono stati osservati:

  • disturbi gastrointestinali e nausea (a inizio terapia)
  • sonnolenza (a inizio terapia)
  • cefalea
  • vertigini
  • epatotossicità (in caso di somministrazione prolungata di alte dosi)
  • rash cutaneo e prurito

Ci sono avvertenze particolari per chi deve assumere il phenibut?

Anche qui, come sempre, trattandosi di un farmaco, ci sono certamente alcune cose da tenere in considerazione, che il Farmacista saprà ricordare al momento della dispensazione. Principalmente:

  1. non somministrare in caso di ipersensibilità al farmaco.
  2. si consiglia di non somministrare il phenibut durante la gravidanza o l’allattamento
  3. può irritare il tratto gastrointestinale, perciò occorre somministrarlo con cautela nei pazienti con disturbi a questo apparato (es. ulcere, gastriti, colon irritabile ecc.)
  4. somministrare con cautela nei pazienti con insufficienza epatica
  5. può influire sulla capacità di guida e di conduzione di macchinari
  6. non esistono dati concernenti l’impiego nei bambini sotto i 3 anni

Come acquistare il phenibut in Italia?

Per l’acquisto del phenibut in una Farmacia Galenica è necessario presentare una ricetta medica ripetibile, valida 6 mesi per un massimo di 10 preparazioni.
Può essere redatta da qualsiasi Medico e non richiede formalismi particolari se per le indicazioni mediche autorizzate del Noofen®, se non l’indicazione della sostanza, della dose in mg (es. 250mg) e del numero di capsule (es. 50 capsule).
Con questa, il paziente può acquistare a pagamento il farmaco, che il Farmacista preparatore realizzerà in base alle indicazioni contenute in ricetta medica.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire phenibut capsule o compresse, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

CBD capsule, farmaco galenico puro in Farmacia

Ottenere CBD capsule o olio legalmente, senza problemi è possibile: grazie alla Galenica del Farmacista!

Stai cercando come acquistare legalmente capsule di CBD a dosaggio personalizzato, che il Medico ti ha richiesto? Sappi che in Italia è perfettamente legale per le Farmacie realizzare farmaci a base di CBD puro in cristalli al 99% oppure da estrazione da Cannabis Terapeutica.

Ottenere CBD capsule è possibile grazie al Farmacista che può realizzarle nel proprio Laboratorio Galenico (v. in fondo all’articolo per la lista completa di tutte le Farmacie).

In questo articolo si parlerà esclusivamente di CBD capsule ottenute per lavorazione dei cristalli di CBD puri al 99%, non di estrazioni (es. oleose o alcoliche) da cannabis per i quali è già stato scritto un articolo dedicato.

Cos’è il CBD e cos’è il CBD puro

Il CBD è un componente non psicoattivo (e non stupefacente) della cannabis, presente sia nella cannabis terapeutica che in quella industriale (“canapa”); ditte specializzate possono estrarre questa sostanza isolandola completamente da qualsiasi altro componente presente nella cannabis (dal THC, altri cannabinoidi, cere, lipidi, alcaloidi) ottenendo un prodotto purissimo (valore medio attorno al 99%) che si presenta o in cristalli o in una polvere, chiamato appunto CBD puro o CBD isolato.

A seconda della purezza, della provenienza della cannabis (certificata o meno), del processo di estrazione, delle condizioni in cui vengono svolte le varie attività per ottenere il CBD puro, si possono ottenere 3 tipi di destinazioni d’uso per il CBD:

  • uso tecnico o di ricerca
  • uso alimentare
  • uso farmaceutico

Tipi e qualità di CBD puro

Uso tecnico: si tratta di CBD di scarsa qualità, non destinato alla somministrazione umana in alcun modo, ma prodotto esclusivamente per essere utilizzato in test analitici, sperimentali, ecc… Può contenere contaminanti o sostanze secondarie senza che questo costituisca un problema o sia pericoloso, dato che non va somministrato ad alcun organismo.

Uso alimentare: si tratta di CBD di buona qualità, certificato all’uso alimentare (es. impiegato per arricchire oli di canapa) ed idoneo anche alla realizzazione dei tanti prodotti presenti sul mercato (internet per lo più). Deve essere esente da contaminanti o sostanze secondarie, e deve rispondere a determinati requisiti di sicurezza, ad esempio per quanto riguarda la presenza di radiazioni, metalli pesanti, pesticidi, ecc…

Uso farmaceutico: si tratta di CBD di altissima qualità, certificato in GMP (good Manufacturing Practices) che ne sancisce l’idoneità ad essere utilizzato per la realizzazione di farmaci (galenici o industriali).
Essere certificato GMP implica una assoluta purezza, una corrispondenza totale alle indicazioni della monografia di Farmacopea ovvero una totale (o quasi) assenza della benché minima traccia di metalli pesanti, contaminanti, aflatossine, pesticidi, radiazioni, ecc…
Poichè ha un costo maggiore degli altri CBD, in Italia attualmente è impiegato solo dalle Farmacie nella realizzazione di CBD capsule o CBD oli.

Tutti i vantaggi nell’uso del CBD farmaceutico nella realizzazione di CBD capsule

Come anticipato, poiché il CBD è classificato come materia prima ad uso farmaceutico (API) dalla Farmacopea Tedesca e come cosmetico in Europa, è possibile per il Farmacista Galenista acquistarlo e realizzare farmaci secondo necessità, TUTTI con ricetta medica.
Attualmente NON è possibile per il farmacista realizzare farmaci a base di solo CBD puro e venderli senza ricetta medica, anche se si tratta di farmaci NON stupefacenti.

Il Farmacista Galenista, quindi, dispone della materia prima (CBD puro) e la può lavorare per ottenere CBD capsule alla dose desiderata, con precisione assoluta (più o meno 1 milligrammo). Questo permette:

  • realizzazione di un farmaco non disponibile in commercio
  • garanzia della precisione e della qualità del CBD impiegato
  • possibilità di realizzare QUALSIASI dosaggio in capsule, resina, olio o crema: esempio,  si possono richiedere capsule da 20mg, 240mg, 783mg, eccetera oppure emulsioni/creme allo 0,2%, 1%, 30%, ecc…
  • la realizzazione di un farmaco meno costoso rispetto ad un omologo ad analoga concentrazione, ma ottenuto da estrazione di cannabis terapeutica.

A titolo informativo, il CBD puro farmaceutico permette al Farmacista di aumentare la concentrazione in oli o resine di CBD ottenute da estrazione di Cannabis Terapeutica (es. Bedrolite o Bediol).

* Va anche detto però, che l’uso del CBD puro (es. CBD capsule pure) non permette di disporre del c.d. “effetto entourage” che spesso viene indicato come importante (se non fondamentale) per l’attività terapeutica.
Alcuni produttori però, stanno cominciando a produrre cristalli di CBD contenenti terpeni e altre parti del fitocomplesso della pianta, in modo da “superare” il limite dell’uso del CBD puro.

Come ottenere CBD puro in capsule o olio in maniera assolutamente legale?

Per richiedere al Farmacista capsule di CBD puro o olio di CBD puro AD USO UMANO (interno o esterno, cioè orale o cutaneo), ATTUALMENTE la normativa “galenica” impone la presentazione di una ricetta medica ripetibile redatta secondo la Legge 94/98, artt. 4 e 5 poichè non esistono indicazioni terapeutiche autorizzate per il CBD, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni.
Per facilitare la redazione della ricetta, si rende disponibile al download un facsimile per capsule di CBD puro con relative istruzioni per il Medico Chirurgo.

Per richiedere al Farmacista capsule di CBD puro o olio di CBD puro AD USO VETERINARIO, è necessaria una ricetta medica non ripetibile, valida 30 giorni per il numero di preparazioni indicate dal Medico Veterinario (solitamente 1).
Per facilitare la redazione della ricetta, si rende disponibile al download un facsimile per capsule di CBD puro con relative istruzioni per il Medico Chirurgo.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire CBD capsule pure o CBD olio, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

POTABA bustine, capsule, farmaco galenico in Italia

Dove trovare il POTABA bustine in Italia? Grazie al Farmacista, un aiuto per la fertilità e per la malattia di Peyronie

Se stai cercando un farmaco o integratore a base di potassio para-aminobenzoato ( POTABA bustine, capsule, ecc..) ad una dose personalizzata, sappi che può essere preparato su misura direttamente dal Farmacista Galenista, nel suo laboratorio Galenico.  Infatti, alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire delle capsule (o bustine) a base di POTABA, fornendoti poi tutte le informazioni di cui necessiti per la terapia (vedi in fondo all’articolo per la lista delle Farmacie).

Cos’è il potassio para-aminobenzoato o POTABA?

Il potassio para-aminobenzoato (POTABA) è un elemento vitaminosimile essenziale per diversi processi metabolici in quanto, sottoforma di acido para-amino benzoico (PABA), risulta essere un componente costituzionale dell’acido folico (vitamina B9).
L’assunzione di POTABA sembra essere utile nel trattamento di diverse patologie tra le quali la sclerodermina, la vitiligine e la malattia di Peyronie.

Cos’è la malattia di Peyrone, per cui usare il POTABA?

Per la malattia di Peyronie, il POTABA bustine o capsule sembra avere un ruolo chiave nel contrastarne la patogenesi ed i sintomi ad essa correlati. La malattia di Peyronie è caratterizzata dalla formazione di placche di materiale fibrotico all’interno dei corpi cavernosi del pene, le quali ne contrastano la normale elasticità determinando alterazioni erettili associate a dolore localizzato.
La causa di tale patologia non è nota, seppur i piccoli traumi, sportivi o accidentali, sembra ricoprano un ruolo fondamentale nella sua insorgenza.
L’utilizzo del PABA e del suo derivato (POTABA) sembra anche essere in grado di contrastare l’infertilità, attraverso la stimolazione dell’attività estrogenica, anche se non è da escludere l’importante ruolo che ricopre questa sostanza come agente antiossidante. Diversi studi hanno constatato una diretta correlazione tra uso di PABA e POTABA bustine ed aumento della fertilità femminile.
Per chi volesse approfondire, ecco alcuni link:

I Farmacisti preparatori di Farmagalenica.it possono allestire delle capsule o bustine a base di potassio para-aminobenzoato (POTABA) a diverso dosaggio (importantissimo!), specifici per ogni tipologia di patologia precedentemente descritta.
La preparazione di bustine o capsule galeniche a base di questo attivo permette di:

  1. realizzare delle capsule con un dosaggio personalizzato di Farmaco (il dosaggio giornaliero può variare dai 100 mg ai 3 grammi totali ripartiti in diverse somministrazioni giornaliere), a seconda dell’indicazione medica
  2. l’associazione con altri principi attivi o sostanze che possono supportare l’azione farmacologica, ad esempio la vitamina E e/o del gruppo B
  3. l’assenza di sostanze allergizzanti o intolleranti per il paziente (es. lattosio); addirittura è possibile ottenere dosi di farmaco puro, senza alcuna sostanza aggiuntiva
  4. la realizzazione di un numero di capsule o bustine congruo alla durata della terapia
  5. l’allestimento di un Farmaco non rinvenuto nel normale ciclo distributivo

Quali sono i dosaggi terapeutici del POTABA?

Il dosaggio è variabile in base al tipo di patologia e sarà il Medico a decidere quale sarà la dose più adatta per il caso in esame.
Normalmente l’organismo può tollerare un dosaggio fino a 3 grammi giornalieri, seppur in diversi studi sono stati sperimentati gli effetti del Farmaco con dosaggi ben superiori (fino a 12 g/die) oltre ai quali insorgono inevitabilmente effetti indesiderati (dovuti principalmente all’iperkalemia) che includono: nausea, vomito, ipoglicemia, disfunzioni renali ed epatiche.
L’uso del POTABA bustine a dosaggi minimi di 300-400 mg giornalieri, somministrati per almeno 7 mesi, sembra tuttavia già essere sufficiente nel contrastare l’infertilità femminile.
(http://www.babymed.com/blogs/sitesuper/what-paba-and-how-can-it-help-conceiving).
Un altro studio ha messo alla luce l’efficacia del PABA nell’infertilità ad un dosaggio ancora più basso, più precisamente di 100 mg suddivisi in 4 somministrazioni giornaliere: http://natural-fertility-info.com/paba-study-shows-75-success-rate.html.

Ѐ consigliabile assumere le capsule o bustine durante i pasti e ripartire la dose totale in 3 – 4 assunzioni giornaliere, in particolar modo quando sono prescritti dosaggi totali giornalieri molto alti (v. http://www.nutritional-supplements-health-guide.com/paba-side-effects.html).
L’assunzione del medicinale è sempre sconsigliata in gravidanza o durante la terapia con antibiotici sulfamidici o con trimetoprim (es. Bactrim®) o dapsone.

Come ottenere il POTABA bustine o capsule nelle Farmacie italiane

Per la realizzazione di bustine o capsule a base di potassio para-aminobenzoato è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire POTABA bustine o capsule (potassio para-aminobenzoato), consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Ronidazolo gatto, farmaco galenico in Farmacia

Il ronidazolo gatto veterinario è finalmente disponibile in Italia. Grazie alla Galenica!

Se stai cercando un farmaco in Italia a base di ronidazolo, sappi che è finalmente possibile reperirlo. Infatti, da Marzo 2017, alcune Farmacie di Farmagalenica.it disporranno della materia prima pura per poter allestire, nei loro Laboratori Galenici, farmaci ad uso veterinario a base di ronidazolo gatto, cane, piccioni o altro (vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è il ronidazolo e per cosa è usato il ronidazolo

Il ronidazolo è un principio attivo che risulta essere altamente efficace nel trattamento di infezioni condotte da Tritrichomonas foetus, noto per la capacità di indurre aborto ed infertilità nei bovini. Negli ultimi anni tale patogeno è stato più volte associato ad infezioni del tratto gastrointestinale del gatto, che determinano nel felino colite cronica, forti scariche diarroiche e flatulenza.
Molto spesso le condizioni generali del gatto rimangono buone, aspetto che porta spesso a sottostimare l’effettiva gravità del problema, il quale può perdurare per molto tempo. In questo modo, aumentano drasticamente le probabilità di contagio della malattia, specie in ambienti in cui convivono più gatti, dal momento che la trasmissione del patogeno avviene per via orofecale.
La malattia tuttavia può determinare gravi conseguenze nei gattini giovani, specie se non trattata in tempo e può essere anche causa di co-infezioni come quella da Giardia o Cryptosporidium (http://icatcare.org/advice/cat-health/tritrichomonas-foetus-infection-cats )

È possibile reperire il ronidazolo gatto o cane in Italia?

In Italia non esiste un farmaco industriale gia pronto a base di ronidazolo gatto o cane e, nel caso il Veterinario volesse utilizzarlo (magari perchè unica terapia efficace), non avrebbe possibilità se non richiedere l’importazione dall’estero.
Ma non disperare! Grazie al Farmacista Galenista è possibile disporre di tale farmaco, realizzato su misura direttamente dal Farmacista che, lavorando la materia prima pura, può realizzare il farmaco nella forma e quantità necessaria; in parole povere:

  • permettere il trattamento della diarrea causata dal T.foetus in modo efficace
  • creare farmaco con un dosaggio specifico di farmaco in relazione all’età ed al peso del gatto (es. 10mg, 30mg, 60mg, eccetera)
  • fornire un numero sufficiente di capsule per il trattamento (solitamente ls durata è di due settimane, v. dopo)
  • aromatizzare le capsule per rendere più appetibile e pratica la somministrazione
  • evitare l’uso di eventuali eccipienti o conservanti che possono risultare intolleranti o a cui il cane, gatto o altro risultasse allergico
  • possibilità di realizzare, oltre che capsule, paste appetibili aromatizzate o altre forme farmaceutiche per rendere pratica e precisa la somministrazione del ronidazolo gatto o cane.

Come scritto, il Farmacista Galenista può aromatizzare le capsule o la pasta orale con (esempio) manzo o pollo, per favorire l’assunzione da parte del gatto; è sconsigliata, invece, l’apertura della capsula e la solubilizzazione del principio attivo nel cibo o bevanda, a causa del sapore amaro del ronidazolo.

Quali sono i dosaggi del farmaco ronidazolo?

Il dosaggio di assunzione suggerito è di 20 – 30 mg/kg una volta al giorno per due settimane, limite oltre il quale si può facilmente incorrere in disturbi di natura neurologica, quali letargia, atassia e convulsioni. In caso di disturbi epatici il dosaggio può scendere a 10 mg/kg con le stesse modalità di utilizzo.
Ovviamente, sarà il Veterinario a calcolare il dosaggio necessario in base alla situazione e a redigere la ricetta veterinaria corrispondente.

L’assunzione del Farmaco va evitata in caso di gatte in gravidanza, per il possibile effetto teratogeno del ronidazolo, e nei gattini di età inferiore alle 12 settimane di età (per approfondimenti si veda http://www.vetjournal.it/item/1638-i-tritrichomonas-foetus-i-nel-gatto-studio-retrospettivo.html e http://www.esccap.org/uploads/docs/lsbn9a5j_ESCCAPItaly_Protozoi_6_2012.pdf e http://www.aivpafe.it/wp-content/uploads/2014/05/RASSEGNA-3-2013.pdf)

Norme igieniche complementari all’uso del ronidazolo gatto o cane

Ѐ importante pulire e disinfettare efficacemente la lettiera e tutti gli oggetti con cui è venuto a contatto l’animale, al fine di scongiurare la trasmissione della malattia o addirittura una sua recidiva.
Anche se ad oggi non si ha un’adeguata documentazione in relazione ad una eventuale trasmissione dell’infezione dal gatto all’uomo, è comunque buona norma disinfettare tutto il materiale che può essere causa di possibile contagio.

Il ronidazolo in polvere è indicato per il trattamento di infezioni da trichomonas nei piccioni, mentre non è registrato in Italia per l’utilizzo nel gatto. Per tale motivo il Farmaco può essere prescritto, come preparato galenico veterinario con

  • una ricetta veterinaria non ripetibile, della durata di trenta giorni dalla data di prescrizione se destinato ad animali nDPA (cani, gatti, ecc..)
  • una ricetta veterinaria non ripetibile in triplice copia, della durata di dieci giorni lavorativi dalla data di prescrizione se destinato ad animali DPA (es. bovini)

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire capsule a base di ronidazolo gatto o cane, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Itraconazolo collirio, farmaco galenico in Farmacia

Itraconazolo collirio? SI! Per i funghi assassini degli occhi

Itraconazolo collirio? Esiste davvero? Ebbene SI 🙂 e, aggiungiamo, fortunatamente per chi soffre di determinate infezioni fungine all’occhio. Alcune Farmacie di Farmagalenica.it possono infatti allestire questo farmaco sterile nei loro Laboratori Galenici (vedere in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è l’itraconazolo e per cosa viene utilizzato?

L’itraconazolo è un farmaco ad azione antimicotica (antifungina) che, a seconda della via di somministrazione adottata, viene utilizzato per il trattamento di infezioni fungine a livello cutaneo o sistemico.
Questo principio attivo agisce dal punto di vista farmacologico mediante l’inibizione della sintesi dell’ergosterolo, componente fondamentale della membrana cellulare del fungo, rendendola meno resistente e permettendo al sistema immunitario di combattere più facilmente l’infezione fungina.
Solitamente gli antifungini come l’itraconazolo vengono utilizzati per il trattamento di infezioni sistemiche (Es. capsule per via orale ) o topiche (creme), applicando il Farmaco direttamente sulla pelle oppure a livello oculare, attraverso uno specifico collirio.
Nelle infezioni fungine oculari, come ad esempio la cheratite fungina, gli unici Farmaci utilizzabili per il trattamento dell’infezione sono i colliri con principi attivi ad azione antimicotica.

Cos’è la cheratite fungina?

La cheratite rappresenta una reazione infiammatoria a carico della cornea che può colpire adulti e bambini e si distingue in diverse tipologie a seconda della causa eziologica da cui deriva, distinguendosi in virale, batterica e fungina. La cheratite micotica (o fungina) è causata da un’infezione da parte di patogeni quali l’Aspergillus, il Fusarium e la candida. Specie la cheratite da candida, può sopraggiungere in pazienti immunodepressi e richiede un trattamento specifico al fine di evitare di incorrere nel rischio di cecità permanente se non si interviene in tempi brevi (http://www.aspergillus.org.uk/content/aspergillus-keratitis).

In Italia è reperibile itraconazolo collirio?

Non esiste in commercio un farmaco pronto (industriale) come collirio di itraconazolo. La cura sarebbe quindi impossibile, ma grazie al lavoro del Faramcista Galenista, è possibile richiedere la creazione di questo farmaco mediante l’uso della materia prima pura e l’uso di cappe a flusso laminare che permettono di ottenere un farmaco sterile come da normativa (http://www.scielo.br/pdf/rbof/v72n2/en_14.pdf)
I vantaggi dell’allestimento in Farmacia dell’ itraconazolo collirio sono molteplici:

  • l’allestimento di un farmaco non reperibile in commercio in Italia
  • la possibilità di allestire un collirio con una specifica concentrazione di antimicotico che può essere qualsiasi il medico voglia (es. 0,5%, 1%, eccetera)
  • la preparazione di quantitativi specifici secondo le esigenze del paziente (solitamente o 5 o 10 ml)
  • la possibilità di non utilizzare alcun conservante o preservante in caso di occhio particolarmente problematico o allergia/intolleranza del paziente.

Come e quanto usare itraconazolo collirio?

La posologia dipenderà dallo stato della malattia e dalla sua tipologia, tuttavia comunemente è richiesta l’instillazione di 2 – 3 gocce di collirio all’1% ogni ora per i primi giorni di trattamento, fin quando non si nota un evidente miglioramento clinico delle lesioni e dello stato infiammatorio (consultare https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15829804, http://emedicine.medscape.com/article/1194167-treatment).
L’itraconazolo per uso oculare raramente determina l’insorgenza di effetti indesiderati gravi, tuttavia a causa del possibile assorbimento sistemico del Farmaco (sempre in minime quantità) è importante prestare attenzione qualora si utilizzino farmaci quali antibiotici, antistaminici, calcio-antagonisti, benzodiazepine o antidepressivi.
In questo caso è necessario avvertire immediatamente il medico prescrittore.

Il collirio all’itraconazolo deve essere conservato ad una temperatura compresa tra i 2 °C e gli 8 °C per un tempo massimo di 30 giorni dalla data di allestimento (non dall’apertura: allestimento ossia dalla data di preparazione!).

L’ itraconazolo collirio può essere richiesto in Farmacia con ricetta medica ripetibile, valida sei mesi dalla data di prescrizione; tale ricetta può essere redatta da qualsiasi medico, non solo un oculista.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire il collirio all’itraconazolo, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Vendita cannabis in Farmacia: situazione 2017

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2015?

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2016?

I Farmacisti di Farmagalenica preparano Cannabis Sativa e Indica, da quando è permessa, legalmente, la vendita cannabis in Farmacia (ossia da inizio 2013).

A distanza di oltre 4 anni, si ritiene utile riepilogare molte domande che sono state poste, soprattutto in un periodo in cui il clamore mediatico è alto e sempre più si parla dell’uso terapeutico della cannabis senza nemmeno sapere che già da tempo è legalmente autorizzato.
Tutte le risposte fornite in questo post sono date da un Farmacista che lavora ogni giorno a stretto contatto con la realtà della vendita cannabis in Farmacia.

CANNABIS TERAPEUTICA: ASPETTI GENERALI

La cannabis è legale in Italia (MARZO 2017)?

SI per uso terapeutico o medico, NO per uso personale o ricreativo. Non c’è alcuna depenalizzazione o liberalizzazione (v. domande più avanti).

Da dove proviene la cannabis legale ad uso terapeutico per la quale è consentita la vendita cannabis in Farmacia?

TUTTA la cannabis legale circolante sul suolo Italiano proviene dall’Olanda, da serre farmaceutiche olandesi e dalla coltivazione italiana da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

La cannabis olandese è “chimica” o OGM?

Assolutamente no, ANZI! È di coltivazione “biologica”, viene coltivata in serre chiuse (indoor) controllate e computerizzate, senza alcun pesticida o fitofarmaco proprio perché l’ambiente è automatizzato e i parametri sono mantenuti costanti e ottimali per permettere lo sviluppo della pianta (che viene clonata, non seminata) ed evitare lo sviluppo di infezioni; per il controllo degli infestanti si usano insetti predatori.

È possibile acquistare legalmente cannabis ad uso terapeutico – medico senza ricetta?

No, la cannabis terapeutica Olandese/Italiana può essere acquistata sempre e solo con ricetta medica, essendo classificata come stupefacente (anche se a basso tenore in THC).

Dove è possibile acquistare la cannabis ad uso terapeutico?

La cannabis ad uso medico può essere acquistata presso Ospedale/AUSL o presso le Farmacie aperte al pubblico che effettuano preparazione di farmaci galenici e che ne dispongono in giacenza.
Per cercare quali Farmacie italiane di Farmagalenica preparano e vendono cannabis ad uso terapeutico – medico, cliccare QUI (si apre una nuova pagina).

Che tipo di ricetta serve per l’acquisto di cannabis uso medico a pagamento presso una Farmacia Galenica?

Per l’acquisto è necessaria una ricetta “bianca” (su ricettario privato) redatta da un QUALSIASI Medico (specialista, non specialista, di base, pediatra, eccetera) iscritto all’Ordine dei Medici Italiani che andrà redatta secondo particolari modalità previste dalla legge Di Bella (Legge 94/98). Contattando le Farmacie di Farmagalenica, sarà possibile richiedere anche facsimile di ricette già pronte e precompilate, con tutte le istruzioni per il Medico.
Nella Regione Emilia Romagna, la prescrizione PUO’ ANCHE avvenire attraverso il sistema SOLE, ossia ricetta dematerializzata.

Quali varietà di cannabis sono disponibili legalmente in Italia?

Ad oggi tutta la cannabis legale in Italia arriva solo ed unicamente dall’Olanda. Esiste una sola varietà INDICA (detta Bedica), mentre tutti gli altri strain (varietà) di cannabis venduti in Farmacia sono SATIVA.
La situazione sulle disponibilità è quindi:

THCCBDVarietà
Bedrocan22%< 1%SATIVA
Bediol6%8%SATIVA
Bedica14%< 1%INDICA
Bedrobinol12%< 1%SATIVA
Bedrolite< 0,4%9%SATIVA
FM25-8%7,5-12%SATIVA

CANNABIS TERAPEUTICA: COSTI E MUTUABILITA’

In quali regioni italiane è legale prescrivere cannabis terapeutica?

A pagamento, in TUTTE LE REGIONI DI ITALIA! TUTTE! Al di la di quello che si legge o comprende da giornali e trasmissioni televisive o su Internet, sono quasi 4 anni che la cannabis terapeutica può essere prescritta per l’acquisto a pagamento in tutta Italia, incluse Regioni Autonome o a Statuto Speciale.
Per la prescrizione a carico del Sistema Sanitario (Regionale), leggere dopo.

È possibile ottenere la cannabis GRATIS per uso medico – terapeutico?

Attualmente, solo poche Regioni (Toscana, Puglia, Liguria, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto) riconoscono pienamente la possibilità di fornire gratuitamente la cannabis uso terapeutico.
La situazione rimborso però o molto disomogenea in tutta Italia: al di la delle singole Regioni, alcune AUSL di varie Regioni permettono l’importazione dei cannabinoidi direttamente dall’Olanda richiedendo al paziente solamente il pagamento di una quota per le spese burocratiche di importazione e gestione della richiesta. La maniera CERTA per sapere se la propria AUSL di residenza rimborsa i cannabinoidi è contattarla direttamente e chiedere.

L’istituto Farmaceutico Militare di Firenze sta coltivando la cannabis. Questo permetterà di abbassare i costi? Sarà possibile acquistarla direttamente?

In breve: si e no.

La cannabis “italiana” prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze consiste in una sola varietà (chiamata FM2) che “ricorda” il Bediol Olandese.
Sarà disponibile da Gennaio 2017 e potrà essere acquistata sia da Farmacie pubbliche che private, oltre che AUSL e Ospedali.
Il prezzo di acquisto da parte di Farmacie e Ospedali (quindi NON prezzo di vendita al pubblico) è di 8,39€ (6,88€ + IVA 22%) al grammo che, come fanno notare alcuni addetti ai lavori, è più alto di quello di importazione diretta dall’Olanda da parte di Ospedali (al costo di 6€/grammo + IVA 22%)

Per gli ultimi aggiornamenti, leggere questo post.

Quali sono i costi della cannabis uso terapeutico – medico?

Risposta: i costi (inteso quanto paga il paziente con ricetta bianca) sono riportati in questo post. Sono costi INDICATIVI, ma danno un’idea sull’ordine di spesa:

  • circa 18-20€ al grammo (come quella reperibile illegalmente) per la cannabis OLANDESE.
  • circa 15,14€ al grammo per la cannabis ITALIANA prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.

Chi parla di 40€/45€/60€ al grammo o mente sapendo di mentire (o è stato truffato).

 

CANNABIS ITALIANA FM2

Se adesso pago la cannabis olandese, quando arriverà quella “italiana” FM2 (dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze) potrò non pagarla?

Assolutamente NO. Non cambierà una virgola. Se la patologia è non rimborsata, la cannabis si paga sempre e comunque, indipendentemente che sia olandese, italiana, marocchina o altro…

Ho letto che la cannabis FM2 sarà disponibile solo in una Farmacia di Vicenza…

Ma assolutamente no! È disinformazione.
Qualsiasi farmacia italiana può ricevere la cannabis FM2 facendone richiesta con appositi moduli. Non ci sono distinzioni o preferenze o esclusività di sorta.

La cannabis italiana FM2 e la cannabis olandese Bediol sono la stessa cosa?

Assolutamente no! Sono 2 varietà accomunate (si fa per dire) solo dal fatto che entrambe contengono sia THC sia CBD.
Non sono gli stessi livelli di THC e CBD, non hanno genetica in comune, non hanno stesso profilo terpenico, ecc…

La cannabis Italiana FM2 è “migliore” di quella olandese?

Premesso che, in base alla risposta sopra, è errato fare paragoni, anche solo valutando il titolo in THC e CBD è impossibile affermare che sia migliore, anzi.
Se ad esempio si considera il CBD (sostanza di grande interesse farmaceutico), sostenendo che nella cannabis FM2 ce ne è di più (in teoria fino al 12%) rispetto a quella Olandese (in teoria 9%), in realtà la concentrazione reale del primo lotto è di 8.7% (quindi inferiore a quella olandese).
Non è certo “migliore”, al massimo “simile”.

PERCHè LA CANNABIS FM2 SONO INFIORESCENZE macinate?

Interessante domanda.
E’ stato spiegato che macinare le infiorescenze con granulometria inferiore a 4 mm è servito a “uniformare” il contenuto in principio attivo (come riportato dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare).
L’osservazione principale che viene da fare è: la triturazione rompe i tricomi, causa fuoriuscita degli oli della cannabis, aumenta la superficie di esposizione. In pratica, si ha potenziale perdita di principio attivi (cannabinoidi, ma non solo) e invecchiamento più rapido a opera di luce e aria (ossidazione).

Qual è la reale concentrazione del primo lotto di cannabis commercializzato?

Dal (per ora unico) certificato di analisi ricevuto dalle Farmacie, risulta che:
THC 5.6%
CBD: 8.6%

Se ho una ricetta medica che prescrive Bediol, può il farmacista sostituirla automaticamente con cannabis FM2?

No, non è possibile in nessun modo. L’unica maniera è che il medico rifaccia la ricetta indicando la varietà cannabis FM2 al posto di Cannabis Bediol.

Assumevo Bediol. Il mio medico è OBBLIGATO a prescrivermi la FM2?

A pagamento c’è assoluta libertà di scelta, quindi il problema non sussiste.
A carico SSN, a seconda della Regione, il medico NON è obbligato a prescrivere FM2 al posto del Bediol, se il Medico dichiara che il paziente NON può assumere FM2 (magari con una sintetica motivazione).
Altrettanto, nelle richieste di importazione diretta di cananbis, se si deve importare Bediol, il Medico deve indicare sul modulo che il paziente NON può assumere la FM2, ma il Bediol.

 

PATOLOGIE PER LA CANNABIS TERAPETUICA

Per quali patologie è possibile prescrivere la cannabis?

Se si parla di cannabis a pagamento, la risposta è “per qualsiasi patologia per la quale esista un minimo di letteratura scientifica accreditata“.
Se si parla di cannabis a carico SSR (Sistema Sanitario Regionale), la risposta è “per le sole indicazioni terapeutiche che la Regione ha accreditato come riconosciute“. Attualmente, gli utilizzi (diverso da indicazioni terapeutiche) riconosciuti dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuitamente a carico SSR sono: sclerosi multipla, dolore oncologico  e cronico, cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia), vomito e inappetenza da chemioterapici, glaucoma, sindrome di Tourette*.
Importante: ogni Regione è AUTONOMA nel decidere quali patologie rientrano nella distribuzione gratuita e quali no.

sono affetto dalla patologia XYZ. Potrò avere gratuitamente la cannabis terapeutica (infiorescenze, olio, eccetera) Olandese o prodotta dallo Stato italiano?

No, a meno che la patologia XYZ non sia tra le poche indicazioni riconosciute (v. domanda precedente), andrà acquistata a pagamento indipendentemente che sia di importazione Olandese o produzione Italiana.

Il medico mi ha prescritto cannabis da assumere per vaporizzazione. Quali dispositivi MEDICI esistono?

Premesso che esistono tantissimi vaporizzatori, gli unici 2 attualmente certificati per l’uso medico (ossia viene garantita la quantità e riproducibilità dell’estrazione) sono della ditta Volcano (consigliata dal Ministero Olandese): esiste in versione Digital Medic e, da Giugno 2016, in versione portatile Volcano Mighty.

 

ACQUISTARE CANNABIS TERAPEUTICA

Quali formulazioni di cannabis possono essere acquistate?

La cannabis acquistabile nelle Farmacie galeniche può essere preparata in cartine (per vaporizzazione o tisana), tinture alcoliche, resine ed estratti oleosi, capsule apribili micronizzate per tisana, colliri, capsule ad uso orale già pronte, supposte, liquido con THC e CBD per sigarette elettroniche (sperimentale*), gel transdermico.

Come è possibile acquistare (con ricetta medica) i flaconcini da 5 grammi di cannabis olandese (con tappo giallo?)

Non è possibile, in quanto è illegale: al momento dell’acquisto, è apposto un sigillo su ogni confezione che riporta come il Farmacista NON possa cedere i 5 grammi come tali; altrettanto, ad ogni acquisto, il Farmacista deve firmare sul DDT una certificazione in base alla quale non cederà nessuno dei flaconi da 5 grammi come tali.
La legge prevede, inoltre, che un farmaco possa essere venduto solo a dose e forma di medicamento.

Ma le AUSL o Ospedali forniscono proprio questi flaconi con tappo giallo sigillati che…

È illegale!

Ma anche alcune Farmacie, che fanno pagare qualche € in meno, forniscono la cannabis NON in cartine, ma in grossi barattoli, senza dividerla.

È illegale! Se la Farmacia a cui il paziente si rivolge, fornisce dosi NON ripartite in cartine/bustine, magari il paziente avrà risparmiato qualcosa, ma dall’altro lato dovrebbe chiedersi: il Farmacista ha preferito commettere un illecito già una volta; per quale motivo allora dovrebbe essere onesto nel consegnare effettivamente cannabis farmaceutica (Bedrocan, Bediol, ecc…), piuttosto che una mescolanza con cannabis di strada o altro (!), allo scopo di lucrare ulteriormente sulla salute del paziente?

OLIO DI CANNABIS E RESINE

È possibile acquistare LEGALMENTE l’olio di cannabis in Italia?

Si, tramite le farmacie e con ricetta medica, come spiegato in questo post (con concentrazioni, ricette, spiegazioni, eccetera…).

È vero che da Dicembre 2015 NON è più possibile preparare in Farmacia olio di cannabis o altri estratti?

NO, non è vero. Il DM 9/11/2015 ha imposto un vincolo molto pesante per le farmacie, ossia di titolare (calcolare la concentrazione di THC e/o CBD) ogni singola preparazione galenica magistrale di estratto (alcolico, oleoso, ecc…). I macchinari e i costi da sostenere sono assolutamente proibitivi per la maggior parte delle Farmacie, eccetto alcune che potranno continuare a preparare cannabis olive oil, resine e altri estratti. Alcune Farmacie di Farmagalenica in grado di continuare a preparare l’olio sono reperibili su Cercagalenico.it.

Il Medico dice che non può prescrivere l’olio perché non si può più fare.

Vedi sopra: il Medico sbaglia in quanto può continuare a prescrivere qualsiasi estratto esattamente come prima, solo che bisogna rivolgersi ad una delle (poche) farmacie dotate della strumentazione necessaria prevista dal Decreto 9/11/2015.

È possibile acquistare legalmente online (su Internet) olio di cannabis (CBD oil) con solo CBD?

No, non è legalmente possibile perché in Italia, estratti ad uso orale contenenti solo CBD e 0.x% THC non sono recepiti e classificati come (es.) integratori alimentari o parafarmaco, ma ritenuti alla stregua di un qualsiasi estratto di cannabis con THC.
Il CBD è stato riconosciuto come sostanza cosmetica e alcuni Stati (Gran Bretagna) hanno cominciato a interrompere la commercializzazione di prodotti a base di CBD in quanto riclassificati come “dotati di proprietà terapeutiche”: potranno essere venduti solo come medicinali (con tutto l’iter del caso).
Per la normativa italiana, attualmente le uniche parti della cannabis utilizzabili nella realizzazione di integratori alimentari sono i semi.

Se volessi ottenere un prodotto a base solo di CBD o arricchito in CBD ad uso meDIco, come posso fare?

La risposta (positiva) è in questo post.

Come posso calcolare il dosaggio corretto dell’olio di cannabis (numero di gocce o ml) sapendo la dose di THC o CBD che devo assumere?

Utilizzando un pratico calcolatore online reperibile QUI su Farmagalenica.

DOMANDE VARIE

E’ possibile guidare dopo l’assunzione di cannabis terapeutica?

Ni.
Da Dicembre 2015, il DM 9/11/2015 ha sancito che

I soggetti in terapia [dei cannabinoidi, ndr.], inoltre, dovrebbero essere esentati dalla guida di veicoli o dallo svolgimento di lavori che richiedono allerta mentale e coordinazione fisica per almeno 24 ore dopo l’ultima somministrazione con cannabis per uso medico.

La parola dovrebbero non rappresenta un obbligo, ma una raccomandazione. Per questo non è possibile sostenere che è categorico NON guidare.
In caso di incidente automobilistico dal punto di vista civilistico/penalistico, dato che è possibile rilevare tracce di cannabinoidi a distanza di settimane dall’assunzione, è necessario essere consapevoli che comunque potrebbe aprirsi un contenzione in cui sarà necessario dimostrare (con copia delle prescrizione e etichette del farmaco) che l’assunzione è avvenuta a scopo terapeutico.
Attualmente però non è prevista una legge precisa sulla guida per chi assume cannabis terapeutica, anche se il seguente post è di grande aiuto per orientarsi.

Posso chiedere una copia della ricetta al farmacista, al fine di dimostrare che la cannabis utilizzata è legale e ad uso terapeutico?

Certamente si, anzi, con il DM 9/11/2015 il Farmacista ha l’obbligo di fornire sempre una copia datata, timbrata, prezzata e firmata, anche senza che il paziente la chieda.

Come mai a volte si fa fatica a reperire Cannabis terapeutica, intesa come disponibilità in farmacia?

Ormai c’è ampia disponibilità di cannabis, alcune Farmacie di Farmagalenica (clicca per avviare la ricerca) dispongono di ampie scorte per sopperire alla mancanza e permettere di non interrompere le terapie, non ci sono più periodi “scoperti” in cui la cannabis non si trova. Bisogna solo cercare una Farmacia che ne disponga: ce ne sono sempre, 24/7.

Alcune AUSL pretendono certi formalismi sulla ricetta che prima non chiedevano.

Se il Farmacista o la AUSL vi dicono che la ricetta che avete per l’acquisto di cannabis a pagamento, non va bene perché:

  • non riporta il consenso informato
  • deve essere limitata a 30 giorni di terapia anche se a pagamento
  • è necessario avere obbligatoriamente la carta di identità per poterla ritirare
  • serve un ricettario speciale (ministeriale a ricalco)

cambiate AUSL/Farmacia. Nessuna di queste richieste è legittimamente supportata dalla normativa (si ribadisce, nella dispensazione a pagamento).

Ho sentito che ci sono 2 tipi di cannabis Bedrocan, uno al 19%, l’altro al 22%. E’ vero?

No.
Fino a Giugno 2014 il metodo analitico strumentale della ditta Bedrocan BV per calcolare il THC, calcolava un THC del 19%; la Bedrocan BV si è accorta che questo metodo era impreciso e, con il nuovo metodo, la cannabis Bedrocan è risultata con una concentrazione del 22% di THC. NON SI TRATTA di 2 Bedrocan diversi, ma sempre dello stessa cannabis, ma con metodi analitici differenti.
L’Olanda ha risolto immediatamente aggiornando tutti i certificati in quanto la definizione “formale” 19% ha cessato di esistere. In Italia (figuriamoci) il Ministero della Salute non ha aggiornato le “carte”: il valore del THC è, infatti, il parametro legale per differenziare le varie varietà di cannabis terapeutica. Ne consegue che in Italia resta legale il Bedrocan 19% e non è “contemplato” il Bedrocan 22%, che viene ribadito, è la stessa identica cosa (per chi mastica fisica quantistica, pensi al gatto di Schrödinger: contemporaneamente vivo e morto. Il Bedrocan in Italia è uguale: contemporaneamente 19% e 22%).
Per questo motivo, la Bedrocan BV produce dei certificati d’analisi ad hoc per l’Italia in cui indica che il Bedrocan è 22% con la nuova metodica, ma anche contemporaneamente 19% con la vecchia metodica.
Quando si legge Bedrocan 19% o Bedrocan 22% in ricetta, dal Medico o dal Farmacista, si sta parlando della stessa identica cosa (al reale valore di 22% in THC).

Con la depenalizzazione a Gennaio 2016, è cambiato qualcosa nel consumo ad uso terapeutico o autocoltivazione della cannabis, dato che si è parlato di “depenalizzazzione”?

NON È CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NULLA!
La depenalizzazione di cui si è parlato a metà Gennaio 2016 riguardava solo ed ESCLUSIVAMENTE i soggetti autorizzati a coltivare cannabis per scopo terapeutico, ossia l’Istituto Militare di Firenze e il CRACIN di Rovigo, trasformando eventuali future mancanze (errori) da reato (quindi penale) a sanzione amministrativa. NULLA è stato variato per autocoltivazione, spaccio, legalizzazione, ecc.. Rimane tutto illegale come sempre. Depenalizzazioni e uso personale non sono state minimamente sfiorate e non sono neppure in agenda di Governo. I giornalisti non sanno di che parlano e fanno solo grande confusione.

Questo vuol forse dire che è possibile coltivare cannabis ad uso terapeutico da rivendere a farmacie o industrie farmaceutiche?

In teoria SI, in pratica NO per 2 motivi:
1. come prevede il Decreto 9/11/2015, si tratta di autorizzazioni che rilascia l’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute, cosa che non avverrà per i successivi 2 anni.
2. sempre come prevede il Decreto citato, la produzione di cannabis deve avvenire in ambiente GMP (Good Manufactoring Practice) alla pari di un’industria farmaceutica, con tutte le autorizzazioni del caso.

POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO CON ULTERIORI DOMANDE.
Scrivere la domanda nei commenti o inviatele tramite email.

Divieto preparazioni dimagranti: la posizione di Farmagalenica

Dopo il divieto preparazioni galeniche a scopo dimagrante, una analisi a caldo

Dopo il divieto preparazioni galeniche a scopo dimagrante, una analisi a caldo

Farmagalenica SNC esprime nel seguente articolo (aggiornato a Gennaio 2017… i motivi sono esposti sotto), la sua posizione sulle preparazioni dimagranti a seguito di quanto deciso recentemente dal Ministero della Salute a proposito del divieto di allestire preparazioni galeniche a scopo dimagrante, cioè prescritte dal Medico e preparate dal Farmacista in un Laboratorio Galenico.

Cosa succede alle preparazioni dimagranti galeniche, cioè preparate dal Farmacista su indicazione medica?

Il DM (Decreto Ministeriale) del 10 Agosto 2015, lo ricordiamo, ha imposto che le seguenti sostanze

  • bupropione
  • clorazepato di potassio
  • fluoxetina
  • furosemide
  • metformina
  • topiramato
  • TRIAC (acido triiodoacetico)
  • efedrina (da 11 Dicembre 2015) ANNULLATO dal TAR Lazio 10/01/2017

e il Decreto del Ministero della Salute del 22 dicembre 2016 “Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina ed altri” (in vigore dal 2 Gennaio 2017):

  • sertralina
  • buspirone
  • acido ursodesossicolico
  • pancreatina
  • 5-idrossitriptofano
  • te’ verde e.s.
  • citrus aurantium e.s.
  • sinefrina
  • fucus e.s.
  • iodio totale
  • tarassaco e.s.
  • inulina
  • aloe e.s.
  • boldo e.s.
  • boldina
  • pilosella e.s.
  • teobromina
  • guaranà e.s.
  • rabarbaro e.s.
  • finocchio e.s.
  • cascara e.s.
  • 1-(beta-idrossipropil) teobromina
  • acido deidrocolico
  • bromelina
  • caffeina
  • cromo
  • d-fenilalanina
  • deanolo-p-acetamido benzoato
  • fenilefrina
  • fucus vesciculosus e.s.
  • L-(3 acetiltio-2(S)-metil propionil)-L-propil-L-fenilalanina
  • senna
  • spironolattone
  • teobromina
  • L-tiroxina
  • triiodotironina
  • zonisamide
  • naltrexone
  • oxedrina
  • fluvoxamina
  • idrossizina
  • inositolo
  • L-carnosina
  • slendesta

non siano più utilizzabili da sole o in associazione quando prescritte per terapie di controllo del peso (o anche non per il controllo peso).

Perchè sono stati emanati questi Decreti?

Si tratta, a nostro avviso, di un provvedimento ingiusto, che va a colpire chi non ha responsabilità in merito (farmacisti) e, anzi, introducendo alcuni elementi contraddittori che verranno esplicati di seguito.
A quanto risulta, tutto è iniziato a seguito di una segnalazione di 2 (due) morte sospette (sospette!) a causa di uno dei componenti utilizzato nella prescrizione di farmaci galenici (la fenilpropanolamina o norefedrina) che nel Maggio 2015 e Luglio 2015 poi, ha dato il via a tutto questo.

Di seguito una tabella esplicativa su cosa è possibile preparare o meno a seguito dei vari decreti:

Possibilità prescrittive di alcuni principi attivi
A scopo dimagranteNon a scopo dimagrante
 Metformina, TRIAC,
Buproprione, ecc..
(da soli)
 NON AMMESSO AMMESSO
  Metformina, TRIAC,
Buproprione, ecc..
(associati tra loro)
 NON AMMESSO NON AMMESSO
 Pseudoefedrina AMMESSO AMMESSO
Fenilpropanolamina
(norefedrina)
 NON AMMESSO NON AMMESSO
Efedrina AMMESSO AMMESSO
Tutte le sostanze del DM 2/1/17
(da soli)
 NON AMMESSO AMMESSO
Tutte le sostanze del DM 2/1/17
(in associazione)
NON AMMESSONON AMMESSO

Quali le contraddizioni di questi ultimi decreti?

1. il caso della PSEUDOEFEDRINA

ATTENZIONE: in data 11/01/2017 il Tar del Lazio, con sentenza N. 00450/2017 ha annullato il Decreto 27/7/15. La pseudoefedrina torna liberalmente prescrivibile anche per scopi dimagranti.
Rimane il testo sottostante a memoria storica.

Nel DM del 27 Luglio 2015 viene vietata QUALSIASI (lo ripetiamo: qualsiasi) preparazione galenica a base di pseudoefedrina, principio attivo definito “pericoloso per la salute pubblica“.
Il testo del DM recita infatti:

Ravvisata la necessita’ di emanare un provvedimento cautelativo urgente che disponga l’immediato divieto di prescrizione di medicinali galenici e preparazioni contenenti tale principio attivo, in quanto ritenuto pericoloso per la salute pubblica.

La domanda sorge spontanea: se il rischio è della sostanza in se, tale per cui sia vietata in toto (e non solo per preparazioni dimagranti) come mai sono ancora in commercio farmaci industriali che la contengono? Esempio: Actifed®, Actigrip®.
Si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche?
Il sospetto è ancora più marcato se si pensa a preparazioni ad uso veterinario o umano dove la pseudoefedrina veniva usato come analettico cardio-respiratorio.
Siamo CERTI che si tratta solo di una svista o di tempi tecnici, per cui celermente il Ministero della Salute interverrà a tutela dei cittadini Italiani, impedendo la commercializzazione di farmaci a base di pseudoefedrina (o la sua riammissione nelle preparazioni galeniche).

2a. piuttosto che intervenire su chi emette le prescrizioni (Medici), si colpiscono tutti indistintamente (Medici, Farmacisti, pazienti)

Inutile nascondere che in alcune realtà, esisteva la prescrizione e preparazione “facile” di questi farmaci, ma con questo divieto preparazioni dimagranti si è attestata l’incapacità di circoscrivere e limitare solo quei soggetti che abusavano.
Si è voluto (ci sia concesso usare questa metafora) buttare il bambino con l’acqua sporca:
la normativa (94/98, “Legge Di Bella”) prevede che il MEDICO, sapendo in scienza e coscienza se il preparato galenico è usato per scopo dimagrante (o comunque off label) DEVE (imperativo) redigere la ricetta in una certa e precisa maniera, differente dalle normali ricette “bianche” (v. fine articolo per facsimile di esempio), con l’acquisizione del consenso informato, uso di codice alfanumerico e motivazione della prescrizione. Ovviamente, se il MEDICO, sapendo che in scienza e coscienza i principi attivi sono utilizzati secondo le loro indicazioni terapeutiche (in label), redige una normale ricetta “bianca”.
Il Farmacista è obbligato per legge a spedire ricette mediche formalmente corrette, prive di iperdosaggi e di incompatibilità chimico fisiche, senza porsi il problema dell’in label o off label.
D’altro canto, recenti sentenze (2013), hanno stabilito che il Farmacista NON è (aggiungiamo giustamente) da ritenersi in alcun modo responsabile della conoscenza e/o accertamento dell’indicazione terapeutica di un farmaco galenico, essendo questa una competenza del Medico.

2b. non solo non si agisce all’origine del problema, ma si aprono nuovi dilemmi e scaricano responsabilità al Farmacista.

[si ringrazia ASFI per la segnalazione]
Poiché per legge le ricette magistrali ripetibili non sono intestate ad un singolo paziente (nome e cognome sono auspicabili, ma non obbligatori), come fa il farmacista a distinguere se due ricette con sostanze diverse, tra quelle disciplinate dal decreto, sono o meno destinate alla stessa persona?

3. divieto di allestire preparazioni singole con 1 solo dei 7 principi attivi quando usati a scopo dimagrante

Come detto nel punto precedente, un medico può comunque continuare a prescrivere i principi attivi (solo singolarmente) se usati per indicazioni terapeutiche diverse dal dimagrimento/controllo del peso corporeo.
Domanda: considerando quanto esposto sopra, se un medico redige una prescrizione “bianca” normale, senza riferimenti alla Legge Di Bella, come fa un farmacista a sapere se è per dimagrimento o no? Ma sopratutto, lo deve sapere? Come scritto, recenti sentenza hanno stabilito di no (a tal proposito, ASFI ha dichiarato di chiedere lumi al Ministero).
Quindi nessuno vieta ad un Medico di prescrivere 3 preparazioni singole, ognuna con 1 principio attivo, senza specificare l’indicazione terapeutica, far andare il paziente in 3 farmacie diverse per procurarsi i medicinali.
Si comprende come il punto di partenza è sempre quello? Cioè da dove partono le prescrizioni?

4. nessun limite per la vendita di specialità medicinali industriali

I Decreti vanno a colpire solo ed esclusivamente (anche con paradossi, come nel caso della pseudoefedrina) le preparazioni galeniche magistrali realizzate dal Farmacista, non intervenendo in alcuna maniera sui preparati industriali a base dei singoli principi attivi (che, si ricorda, sono vietati come prescrizione galenica quando utilizzati a scopo dimagrante).
E’ quindi legittimo per un medico prescrivere farmaci industriali come il Topamax (topiramato), Lasix (Furosemide), Metforal (metformina), Transene (Clorazepato) a scopo dimagrante, magari associando una singola preparazione galenica di capsule di buproprione, aggirando in questo modo il Decreto.
Anche qui, la domanda è la stessa: si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche?

5. il provvedimento è valido solo per l’Italia, quindi negli altri stati d’Europa questo limite non esiste

Ci si chiede quindi se un Medico francese, tedesco o spagnolo abbiano potere prescrittore diverso rispetto ad uno italiano o se tali sostanze siano pericolose solo se usate (a scopo dimagrante e non) su suolo Italiano.

6. il DM vieta l’uso del bupropione nelle terapie dimagranti, mentre l’EMA ne raccomanda l’approvazione per tale indicazione

[si ringrazia ACEF per la segnalazione]
Suona paradossale il divieto del Ministero di utilizzare il bupropione nelle terapie dimagranti, mentre in America l’FDA approva Mysimba compresse (associazione naltrexone + bupropione) e l’EMA (l’ente Europeo che regola quali farmaci possono essere commercializzati in Europa, Italia compresa) ne raccomanda addirittura l’approvazione.
Ancora una volta: si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche? O si tratta di una “svista”?

7. non ci sono “cose strane” nell’elenco delle sostanze?

Ad esempio:

  1. “pancreatina FU IX ed”: è l’unica sostanza a riportare la descrizione della Farmacopea IX… che non esiste più, siamo alla XII. La dizione è, infatti, un residuo di alcuni software gestionali del laboratorio che stampano in etichetta la vecchia dizione.
  2. fucus vesciculosus: sarà un errore di stampa, ma è vesiculosus. Copiato male sempre da una etichetta?
  3. L-(3 acetiltio-2(S)-metil propionil)-L-propil-L-fenilalanina: che sostanza è? Non esiste in alcun database di chimica…
  4. slendesta: è un nome commerciale (l’unico della lista) che non identifica una sostanza in quanto tale, ma un composto registrato a base di estratto di patata. Basta usare un altro estratto di patata e non si incorre nel divieto del Decreto…

8. per la normativa in vigore sui componenti di origine vegetale, i prodotti salutistici rimangono perfettamente allestibili

Tralasciando la “pericolosità” di capsule contenenti (es.) carciofo, senna e aloe (!), mentre queste sono vietate nella preparazione galenica magistrale (cioè su ricetta del medico), il Farmacista, così come l’industria di integratori, può tranquillamente realizzarli come officinali anche con claim salutistici relativi al peso corporeo.

In conclusione, quale il futuro per le preparazioni dimagranti nella galenica?

È molto probabile che (purtroppo) nulla cambierà lo stato delle cose attuali, perché sono ormai tante, tantissime, le frecce che puntano nella direzione contraria alle terapie dimagranti, con o senza anoressizzanti:

  • l’Europa (nella funzione dell’EMA) ha ormai tolto dal commercio qualsiasi farmaco industriale con indicazione terapeutica anoressizzante.
  • l’ultimo anoressizzante “famoso” è stata la fendimetrazina, tolta dal commercio nel lontano 2010. Da allora, nonostante cause in corso, ricorsi e vie legali, è tutto fermo. Se tanto ci dà tanto…

Quali soluzione Farmagalenica SNC ritiene sarebbero state necessarie adottare?

L’unica vera soluzione del caso “preparazioni dimagranti”, che avrebbe anche risolto i “problemi” citati nelle motivazioni dei Decreti, quali

  • foglietto illustrativo assente
  • minor segnalazioni relative ai preparati galenici

e cioè l’obbligo per i Medici di ricorrere alla giuste modalità di compilazione della ricetta per gli offlabel, ossia secondo gli artt. 4 e 5 della Legge 94/1998 (legge “Di Bella”), in cui il MEDICO dovrebbe (avrebbe dovuto):

  • acquisire il consenso informato, dando spiegazioni al paziente sul trattamento off label, evidenziando rischi e controindicazioni – ecco risolto il problema della mancanza del foglietto illustrativo
  • redigere la ricetta riportando il codice numerico/alfanumerico e la motivazione della prescrizione

mentre il Farmacista avrebbe dovuto, in seguito alla preparazione del farmaco nel Laboratorio Galenico,

  • spedire mensilmente copia della prescrizione alla AUSL che a sua volta la avrebbe inviata al Ministero della Salute per fini statistici e di controllo sul territorio – ecco risolto il problema dell’impossibilità di controllo delle prescrizioni da parte del Ministero della Salute

Certo, servirebbe un lavoro di informazione medica, l’uso di risorse, il cambiamento di abitudini forse troppo consolidate.
Farmagalenica dà il suo contributo allegando di seguito alcuni esempi di facsimile di ricette mediche galeniche redatte correttamente secondo la Legge Di Bella, al fine di cominciare a far prendere coscienza delle corrette modalità di prescrizione di determinate terapie.

Facsimile prescrizione Efedrina in label (indicazioni terapeutiche autorizzate)


Facsimile prescrizione Efedrina off label (indicazioni terapeutiche non autorizzate) – CONSIGLIATO

Ci sia permesso concludere con una nota amara: ad oggi (Luglio 2015), nessuna delle principali associazioni dei Farmacisti (ad eccezione di ASFI) ha pubblicamente commentato in maniera decisiva questa situazione delle preparazioni dimagranti. La Galenica, sarà anche di nicchia, ma rimane sempre l’Arte (e l’Anima) del Farmacista.

Desmopressina collirio veterinario: farmaco galenico in Farmacia

Un bel desmopressina collirio per il cagnolone tanto bravo 🙂

Sei alla ricerca di desmopressina collirio uso veterinario per cane (o altro animale)? Il veterinario ha bisogno di un dosaggio che non si trova in Italia? Sappi che alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire un particolare collirio per il tuo cane/gatto a base di desmopressina acetato, nei loro Laboratori Galenici della Farmacia (vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è la desmopressina

La desmopressina (usata come desmopressina acetato) è un farmaco analogo sintetico dell’ormone vasopressina (ADH), che presenta una maggiore durata di azione. Viene utilizzato nel trattamento del diabete insipido. L’assente secrezione ipofisaria di vasopressina può essere ascrivibile a diverse cause quali:

  • tumore ipofisario
  • operazioni neurochirurgiche
  • malattie autoimmuni

In tutti casi la patologia determina escrezione di urine abbondanti e molto diluite (poliuria), con la conseguente elevatissima sete. L’assenza di alti livelli di zuccheri nel sangue, permette di differenziare la diagnosi di diabete insipido dal diabete mellito.
Il trattamento richiede la somministrazione di desmopressina ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3893256).

Cosa fa il Farmacista e perché realizza la desmopressina collirio

Tenendo conto della bassa biodisponibilità orale della desmopressina, la terapia viene normalmente attuata attraverso l’utilizzo di spray nasali, o in ambito veterinario attraverso l’allestimento di uno specifico collirio, direttamente dal Farmacista e su misura.
I Farmacisti di Farmagalenica possono infatti allestire un collirio a base di desmopressina adatto alle esigenze del tuo cane o gatto. Questo significa:

  1. la realizzazione di un Farmaco non reperibile in commercio, permettendoti di attuare la terapia
  2. l’allestimento di un collirio a concentrazione specifica e variabile secondo le diverse esigenze dell’animale, adattando la terapia ad ogni situazione, tipologia e peso dell’animale
  3. la preparazione di un quantitativo adeguato al trattamento (es. 5ml, 10ml, 20 ml, ecc…))
  4. l’assenza di sostanze allergizzanti nel prodotto finale.

La concentrazione della desmopressina collirio varia in base alla razza, al peso dell’animale ed all’entità del problema da trattare (assenza o solo iposecrezione di ADH ad esempio). Ma come detto, per il Farmacista Galenista non è un problema realizzare qualsiasi concentrazione che il Medico Veterinario ritenga migliore, in modo da, tra l’altro, ridurre il numero di somministrazioni.

Come somministrare la desmopressina collirio

La posologia è estremamente variabile e l’allestimento nel laboratorio galenico di un collirio specifico per ogni singola esigenza permetterà di attuare la terapia con poche somministrazioni giornaliere (solitamente l’instillazione di una/due gocce per occhio fino a due volte al giornohttp://www.endocrinevet.info/2011/01/how-do-we-make-desmopressin-dose.html

Quali problemi può causare la desmopressina collirio uso veterinario?

La desmopressina può determinare secchezza ed irritazione della congiuntiva e a lungo termine anche ritenzione idrica. Non è consigliabile la somministrazione della desmopressina collirio nel caso di animali cardiopatici o in trattamento con farmaci quali cortisonici (per aumento del rischio di ritenzione idrica), clorpropamide ed urea (per approfondimenti: http://www.wedgewoodpetrx.com/learning-center/medication-information-for-pet-and-horse-owners/desmopressin-acetate-for-dogs-and-cats.html).
Al momento della vendita, comunque, il Farmacista preparatore indicherà come somministrare ed utilizzare il farmaco, il quale va conservato in frigorifero ed utilizzato al massimo entro 30 giorni dalla data di allestimento.

Per richiedere l’allestimento del collirio di desmopressina acetato per uso veterinario per cane o gatto (o altro animale di piccola taglia, non destinato alla produzione di alimenti) è richiesta la presentazione di una ricetta medico veterinaria NON ripetibile valida 30 giorni dalla data di prescrizione.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it che possono allestire la desmopressina collirio veterinario (con desmopressina acetato), consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Prezzo cannabis FM2 italiana di Stato: guida completa

Dopo il crollo prezzo cannabis terapeutica, da 35€ si passa a 19-22€ al grammo!!! E arriva pure la cannabis FM2.

Da quanto la cannabis è diventata legale ad uso terapeutico nel 2013, uno degli ostacoli più grandi lamentati dai pazienti e associazioni è stato il prezzo: chi diceva che si pagava 35€ al grammo, chi 40€, chi 50€, chi 80€, eccetera.
Posto che agli inizi 2013 (appena diventata legale ad uso terapeutico), la cannabis aveva davvero un prezzo di 35€/grammo (mai 40€), ad oggi importi del genere sono legati o a (voluta) disinformazione o situazioni episodiche disdicevoli. Il Farmacista NON può scegliere liberamente a quale prezzo vendere un farmaco galenico (qualsiasi, non solo i farmaci a base di cannabis), ma deve sottostare a una Tariffa ben precisa, ferma al 1992 (!!), dove tutto parte dal prezzo di acquisto della materia prima (cannabis grezza, raw).

Chiarito il concetto che “1 grammo di cannabis” non vuol dire nulla (si legga l’articolo dedicato), vediamo a fine 2106 – inizio 2017 quale è la situazione:

  1. a partire da Marzo 2016, la cannabis terapeutica di provenienza olandese (Bedrocan BV) verrà venduta nelle Farmacie Italiane (incluse alcune di Farmagalenica) ad un costo di circa 19-22€/grammo, un importante crollo del prezzo cannabis, quindi, rispetto agli inizi.
  2. la notizia che molti aspettavano è arrivata: la “cannabis di stato” o “cannabis italiana” o “cannabis dei militari” o “cannabis FM2” (titolata al 5-8% THC e 7-12%CBD), prodotta a Firenze dall’Istituto Farmaceutico Militare sarà acquistabile in farmacia a partire da (fine) Gennaio 2017.

A cosa è dovuto il calo del prezzo cannabis OLANDESE?

In primis e tecnicamente, ad un solo fattore: la diminuzione dei prezzi di acquisto olandesi.
L’Olanda, infatti, vende ad un prezzo più basso ai fornitori Italiani, i fornitori italiani vendono ad un prezzo più basso ai Farmacisti, i Farmacisti vendono ad un prezzo più basso ai pazienti.
I “responsabili” di questo calo sono da identificarsi in alcuni fornitori italiani che si sono attivamente proposti per ridurre il prezzo all’origine e rivalutare il prezzo di vendita all’Italia.

Qual è il prezzo di vendita della cannabis nelle Farmacie galeniche italiane?

OLANDESE: la cannabis olandese viene acquistata dalle Farmacie Italiane ad un prezzo che varia dagli 8€ ai 10€ + IVA 22% al grammo (ossia dai 9.76€ ai 12.2€ IVA INCLUSA).
In base alla Tariffa nazionale, il prezzo di vendita al pubblico della cannabis diventa circa 18 – 22€ al grammo (IVA 10% inclusa).

ITALIANA: il prezzo cannabis è unico e preciso: viene stabilito (Nota del Ministero QUI) che il prezzo di vendita dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze a Farmacie, AUSL e Ospedali è di 6.88€ + IVA 22% = 8.39€ (+ 20.49€ fissi di spese di spedizione). NON è il prezzo di vendita al PUBBLICO, ATTENZIONE! Continuare a leggere!.
Diversamente da quanto si diceva in interviste passate, infatti, sarà lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze a vendere direttamente, SENZA passare da intermediari. Questo incide sul prezzo finale? Si.

Si è sempre parlato in interviste e interventi passati, di un costo finale di vendita al pubblico (al paziente finale) che sarebbe stato composto da 3 fattori (riferendosi a 1 grammo di cannabis terapeutica):

  1. 6€ circa per Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze
  2. 2€ circa per il grossista intermediario
  3. 2-3€ circa per il Farmacista

che avrebbe dovuto portare, in base alla Tariffa sulla Cannabis (citata nell’ultimo articolo del Decreto 9/11/2015), ad un prezzo di vendita finale della cannabis al paziente di CIRCA 10€ + IVA = 12€/grammo.
Invece, ora, la cannabis FM2 terapeutica è venduta direttamente come materia prima dallo Stabilimento Farmaceutico Militare alla Farmacia. Questo vuol dire che

  • essendo in vigore la Tariffa Nazionale dei Medicinali (aggiornata al 1992!)
  • NON essendo in vigore alcuna Tariffa della Cannabis
  • essendo stabilito comunque un prezzo cannabis fisso al grammo ossia non c’è convenienza ad acquistare (esempio) 1000 grammi rispetto 100 grammi rispetto a 10 grammi

il Farmacista si comporta come sempre, raddoppiando il prezzo di acquisto.
In parole povere, dai 6.88€ + IVA 22% = 8.39€ di acquisto, il prezzo cannabis di vendita al paziente della cannabis FM2 è di 15.14€ al grammo (IVA inclusa).

Quali sono i costi sostenuti dalle AUSL o Ospedali per l’importazione diretta della cannabis olandese?

Normalmente sono tra i 5-6€ + IVA 22%.
Si chiarisce ancora: sono i costi per l’acquisto diretto da parte di AUSL e Ospedali, non da parte di pazienti o farmacie.

Che aspetto ha la cannabis FM2 terapeutica italiana dell’Istituto Farmaceutico Militare?

La cannabis FM2 viene definita dal Ministero come

“costituita da infiorescenze femminili non fecondate, essiccate e macinate con granulometria inferiore a 4 mm”

L’aspetto è il seguente:

Barattolo da 5 grammi di FM2, appena aperto. Courtesy of Farmacia Dr. Ternelli

Nota: i lotti disponibili di cannabis FM2 da gennaio 2017 avranno scadenza a MAGGIO 2017.

Quali sono i TEMPI di approvvigionamento della cannabis?

OLANDESE: se parliamo di farmacie “rifornite”, normalmente in pochi giorni/settimana è possibile ottenere la preparazione.
I grossisti e gli ospedali che si devono invece approvvigionare dall’Olanda, possono richiedere 1-2 mesi di attesa a seconda della DISPONIBILITA’.
Va però detto anche che ormai ci sono Farmacie che dispongono di ampi quantitativi di scorte di cannabis terapeutica ed è quindi impossibile rimanerne sprovvisti: i pazienti devono solo cercare la Farmacia con scorte, ad esempio tramite il motore di ricerca galenico Cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

ITALIANA: come precedentemente scritto, lo Stabilimento Farmaceutico militare dichiara che in caso di DISPONIBILITA’, la cannabis FM2 farmaceutica viene fornita in circa 15 giorni lavorativi alla Farmacia/Ospedale.

Da quanto FISICAMENTE e REALMENTE sarà disponibile la cannabis FM2 nelle Farmacie Italiane?

Probabilmente da metà-fine gennaio 2017. Perché non prima? Stando a quanto riportato sul sito dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze e alle dichiarazioni sul portale del Ministero della Salute:

  1. lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze non evade più ordini a partire dal 18 Dicembre 2016 fino al 9 Gennaio 2017.
  2. per poter richiedere la cannabis FM2, la farmacia deve dotarsi di CIG (procedura abbastanza lunga e laboriosa) per ogni singolo ordine.
  3. ogni ordine viene processato in 15 giorni (“stimati”, cit.)

La cannabis FM2 terapeutica italiana potrà essere usata solo per le prescrizioni SSR (gratuite) o anche nelle prescrizioni a pagamento? Solo per cartine o anche per estratti o altro?

Interessante domanda. Il dubbio nasce esclusivamente da un documento tecnico redatto da un gruppo di lavoro del Ministero e UCS, disponibile QUI.
Certamente a pagamento, cioè quando la ricetta è fatta su ricettario privato del medico (c. d. “ricetta bianca”) NON ci sono limiti, essendo stabilita nel Decreto 9/11/2015 la possibilità di utilizzare la cannabis terapeutica per effettuare estratti (olio o resina) di cannabis. Non ci sono inoltre vincoli prescrittivi alla libertà del Medico, che prescrive sempre secondo scienza e coscienza e in base alla Legge 94/98.
A livello SSR la risposta attualmente migliore è che DIPENDE da ogni singola Regione se consentire o meno l’utilizzo della varietà di cannabis FM2 per l’uso in estratti o altri, piuttosto che solo per decotto o vaporizzazione.

Molte testate giornalistiche scrivono che con la cannabis FM2 di “Stato” le regioni cominceranno a permetterne la distribuzione nelle Farmacie. Ma non era già così?

Si, infatti. Si tratta di errori da parte dei giornalisti che (probabilmente) confondo la distribuzione della cannabis a pagamento tramite le farmacie (che già avviene dal 2013) con la distribuzione a carico SSR (che pure avviene da qualche mese in pochissime Regioni) e che partirà in ulteriori Regioni da quando sarà disponibile la cannabis FM2.
Inoltre essa verrà distribuita a partire dalla riapertura del Farmaceutico a Gennaio, non ci saranno “primi” e “ultimi” a riceverla.

Che ricetta serve per poter ottenere cannabis FM2 terapeutica?

Le modalità di prescrizione per ottenere cannabis FM2 italiana dello stabilimento farmaceutico Militare di Firenze sono IDENTICHE a quelle della cannabis olandese, cambia solo il nome.
Questo significa che:

  1. per la prescrizione a pagamento (su ricetta bianca) di cannabis FM2, il medico può scaricare i facsimile dedicati in questa pagina, sostituendo solamente il nome della cannabis Olandese (es. Bediol) con quello della varietà italiana (FM2) e relative percentuali di THC/CBD.
  2. per la prescrizione a carico SSR nelle regioni in cui già era già rimborsata la cannabis olandese, le ricette vengono redatte alla stessa maniera, sostituendo solamente il nome della cannabis Olandese (es. Bediol) con quello della varietà italiana (FM2) e relative percentuali di THC/CBD.

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Su gentile concessione della Farmacia Dr. Ternelli, si rende disponibile al download una scheda riepilogativa sulla Cannabis terapeutica in Italia, incluso un appendice con tabelle di equivalenze tra olio, milligrammi e gocce.

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Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica in grado di allestire preparazioni a base di cannabis (marijuana) terapeutica consultare il motore di ricerca Cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).