Farmaci dimagranti galenici: situazione 2017

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Facciamo chiarezza su quali farmaci dimagranti NON è possibile prescrivere

Un post riepilogativo per le preparazioni galeniche a base di farmaci dimagranti in Italia, prescrivibili da Medici e realizzabili da Farmacisti.

Un primo (obsoleto) articolo di Farmagalenica è reperibile a questo indirizzo.
Un secondo articolo di Farmagalenica è invece a quest’altro indirizzo.
Tali articoli rimangono a memoria storica, ma la situazione aggiornata sui farmaci dimagranti galenici al 2017 è riportata di seguito.

Ad oggi, dopo che diversi decreti sono stati emanati (l’ultimo è il DM 31 Marzo 2017) e poi (in parte) bocciati dai TAR, le sostanze di cui alla lista, per realizzare farmaci dimagranti non possono mai essere prescritte per uso dimagrante.
Aggiornamento AGOSTO 2017: non c’è pace. A Ferragosto (dal 15 Agosto 2017 quindi) entra in vigore il DM 27 Luglio 2017 che reintroduce divieto di prescrizione di efedrina e pseudoefedrina, quest’ultima oltre i 2,4 grammi per ricetta.

Ad oggi, le sostanze vietate che non possono mai essere prescritte per uso dimagrante (da sole o in associazione tra loro) o anche non ad uso dimagrante se associate tra loro, sono:

Le sostanze vietate che non possono mai essere prescritte per uso dimagrante da sole o in associazione tra loro (ma possono essere prescritte associate se a uso NON dimagrante), sono:

  • sertralina
  • buspirone
  • acido ursodesossicolico
  • pancreatina
  • sinefrina (o oxedrina)
  • acido deidrocolico
  • deanolo-p-acetamido benzoato
  • fenilefrina
  • d-fenilalanina
  • spironolattone
  • L-tiroxina
  • triiodotironina
  • zonisamide
  • naltrexone
  • fluvoxamina
  • idrossizina
  • efedrina
  • pseudoefedrina, se oltre 2400mg a ricetta

E’ stato anche previsto, E FARMAGALENICA LO PROPONEVA GIÀ DUE ANNI FA (che soddisfazione :)) che ogni volta che il medico prescriva una qualsiasi altra sostanza ad uso dimagrante (qualsiasi vuol dire anche l’acqua se per uso dimagrante o una sostanza vegetale come il fucus estratto secco se per uso dimagrante), sulla ricetta medica dovrà:

  1. indicare che la preparazione è ad uso dimagrante
  2. ottenere il consenso informato scritto del paziente al trattamento
  3. specificare le esigenze particolari di trattamento che giustificano il ricorso alla prescrizione estemporanea e le indicazioni d’uso,
  4. indicare un riferimento numerico o alfanumerico che consenta di risalire all’identità del paziente senza riportare le generalità dello stesso

Inoltre, il farmacista dovrà trasmetta mensilmente tali ricette in originale o in copia alla ASL di riferimento (che a sua volta, le invierà al Ministero della salute per le opportune verifiche).
In pratica, si tratta degli adempimenti previsti dagli artt. 4 e 5 della Legge 94/98 (“Di Bella” (la stessa utilizzata per le prescrizioni di cannabis terapeutica).

La seguente tabella ha lo scopo di permettere immediatamente di capire la situazione prescrittiva:

Possibilità prescrittive dei principi attivi
A scopo dimagranteNon a scopo dimagrante
 Metformina, TRIAC,
Buproprione, furosemide,
ecc.. (da soli)
 NON AMMESSOAMMESSO
  Metformina, TRIAC,
Buproprione, furosemide,
ecc.. (associati tra loro)
 NON AMMESSO NON AMMESSO
  Sertralina, buspirone,
pancreatina, sinefrina,
ecc.. (da soli)
 NON AMMESSO AMMESSO
  Sertralina, buspirone,
pancreatina, sinefrina,
ecc.. (associati tra loro)
 NON AMMESSO AMMESSO
 Pseudoefedrina AMMESSO, max 2400 mg/ricetta AMMESSO
Fenilpropanolamina
(norefedrina)
 NON AMMESSO NON AMMESSO
EfedrinaNON AMMESSO AMMESSO

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica in grado di allestire preparazioni dimagranti secondo le nuove modalità indicate dal Ministero della Salute, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Meldonium in Italia (mildronato): farmaco galenico in Farmacia

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Il tuo cuore ha bisogno di meldonium o mildronato? Il Farmacista Galenista può preparartelo!

Se stai cercando come acquistare un farmaco a base di mildronato (o meldonium) per la tua patologia, ma ti sembra impossibile, sappi che può essere preparato come farmaco galenico (cioè preparato direttamente dal Farmacista) presso i laboratori di alcune Farmacie Galeniche di Farmagalenica (vedi in fondo all’articolo per la lista delle Farmacie aderenti).

Che cos’è il meldonium o mildronato e come funziona

Il meldonium diidrato (propionato) è un farmaco ad azione anti-ischemica sviluppato per il trattamento dell’ischemia cardiaca, angina pectoris, cardiomiopatia ischemica e insufficienza cardiaca cronica. Inoltre ha trovato impiego anche nella terapia nell’insufficienza cerebrovascolare acuta e nel recupero dopo disordini circolatori cerebrali e trauma cranico.
Il meldonium (mildronato) agisce regolando il metabolismo energetico abbassando i livelli di L-carnitina, un amminoacido, allo scopo di prevenire l’accumulo di intermedi tossici.

Ma il meldonium è commercializzato in Italia?

Negli anni passati era salito agli onori della cronaca in un famoso caso di doping che aveva coinvolto la tennista Maria Sharapova, poichè si ritiene che il meldonium sia in grado di ridurre la fatica e impedire il riconoscimento dell’uso di EPO (altro doping).
Il meldonium è un farmaco NON venduto in Italia come farmaco industriale, cioè prodotto dall’industria farmaceutica, mentre all’estero si trova in famaci chiamati Mildronate®, Carvecor® e Vasonat®.
Fino ad oggi, quindi, non era possibile utilizzarlo in Italia.
Ma grazie al Farmacista Preparatore ora è possibile ottenere il medicinale, che il Farmacista prepara partendo dalla materia prima purissima e allestendo delle capsule o compresse permettendo ai pazienti di accedere al farmaco.

Il Farmacista infatti può realizzare capsule a qualsiasi dosaggio e in qualsiasi quantità, potendo così creare un farmaco personalizzato per il singolo paziente.

Quali sono i dosaggi e gli effetti collaterali del meldonium o mildronato?

Generalmente il meldonium è ben tollerato e gli effetti collaterali sono rari e di lieve entità. Durante gli studi o nella fase di post-marketing sono stati osservati (come comuni e rari) casi di:

  • reazioni allergiche (solo negli studi clinici)
  • mal di testa (solo negli studi clinici)
  • indigestione (solo negli studi clinici)
  • dermatite allergica, orticaria
  • agitazione, ansia, tremori
  • disturbi del sonno
  • vertigini, andatura anomala
  • alterazioni nella frequenza cardiaca, disturbi del ritmo cardiaco

In letteratura non sono riportati casi di sovradosaggio, tuttavia in caso di assunzione accidentale di un quantitativo eccessivo di meldonium, occorre verificare la funzionalità renale ed epatica.

Il meldonium va assunto ai pasti con abbondante acqua. Dosaggi e posologie sono strettamente individuali e decise dal medico, ma alcuni esempi possono essere:

  • Patologie cardiovascolari (in associazione ad altri farmaci): 500-1000mg in una-due somministrazioni giornaliere per 4-6 settimane.
  • Disturbi cerebrovascolari cronici: 500mg una volta al giorno per 4-6 settimane
  • Stress psico-fisico: 250mg quattro volte al giorno per 10-14 giorni.
  • Sindrome da astinenza nell’alcolismo cronico (in associazione ad altri farmaci): 500mg quattro volte al giorno per 7-10 giorni.

Posto che il farmaco va assunto solo dopo che il medico ha redatto la ricetta medica, la dose va adattata in base alla necessità (la Galenica permette di ottenere qualsiasi dosaggio, come già spiegato), in particolare andrebbe ridotta in pazienti anziani, con moderata insufficienza renale e/o epatica.
Non va utilizzato:

  • in caso di Ipersensibilità al prodotto
  • grave insufficienza renale e/o epatica
  • in pazienti al di sotto dei 18 anni
  • in gravidanza o allattamento

Per ottenere il meldonium (o mildronato) è necessaria una ricetta medica non ripetibile (in quanto doping ad uso orale), valida 30 giorni per una sola volta. Tale ricetta può essere redatta da qualsiasi medico.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica in grado di allestire il meldonium o mildronato (capsule o compresse), consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Zinco solfato sciroppo pediatrico, farmaco galenico

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Zinco solfato sciroppo per il tuo bimbo? Lo prepara il Farmacista! Che bravo!!

Sei alla ricerca di una preparazione di zinco solfato sciroppo per il tuo bambino che ti ha prescritto il pediatra? Vuoi avere informazioni circa il suo utilizzo ed i possibili effetti indesiderati che può determinare? Sappi che nei laboratori attrezzati delle Farmacie di Farmagalenica.it i Farmacisti preparatori possono allestire uno sciroppo a base di questo principio attivo, con materie prime purissime per ottenere un farmaco sicuro e di qualità (vedi in fondo alla pagina per l’elenco completo delle Farmacie).

 

Cos’è lo zinco solfato sciroppo?

Lo zinco solfato è un sale utilizzato sotto diverse forme farmaceutiche (sciroppo, compresse e lozioni per uso esterno) e per varie indicazioni terapeutiche, dal momento che è coinvolto in svariati processi fisiologici e biochimici. Lo zinco è infatti utilizzato nell’organismo da diversi enzimi coinvolti nella crescita e divisione cellulare, nella regolazione del sistema immunitario ed in proteine scavenger dei radicali liberi.

L’utilizzo di zinco solfato sciroppo viene adoperato prevalentemente in ambito pediatrico, trovando indicazione in caso di:

  • sintomi da carenza di zinco, che può facilmente determinare deficit delle difese immunitarie
  • anemia falciforme, in cui l’integrazione di zinco può favorire la crescita e lo sviluppo osseo
  • acrodermatite enteropatica, una malattia rara causata dalla mutazione di un gene specifico che comporta la riduzione dei livelli di zinco con insorgenza di placche squamose in diverse zone della cute
  • sindrome di Wilson, caratterizzata dall’accumulo epatico e cerebrale di rame. L’integrazione di zinco in questo caso stimola la produzione di metallotioneina, la quale lega il rame e ne favorisce l’eliminazione
  • lesioni cutanee, come coadiuvante dell’azione cicatrizzante.

(confronta per approfondimenti: http://www.unilab.com.ph/assets/product-info/e-zinc.pdf https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/23B26245CF0F773E5F1AA19E9800B82B/S0029665100000781a.pdf/zinc-and-the-immune-system.pdf)

Cosa c’entra il Farmacista con lo zinco solfato sciroppo?

Il Farmacista preparatore può realizzare uno sciroppo specifico per ognuna delle indicazioni sopra riportate, garantendo:

  • la preparazione di uno sciroppo con una specifica concentrazione ( Es. 5mg/ml, 1mg/ml etc. etc. etc.);
  • l’aromatizzazione del prodotto, per migliorarne l’assunzione e gradevolezza (es. con aroma di lampone o vaniglia o fragola)
  • la preparazione e l’allestimento di quantità specifiche (es. 50ml, 100ml, 500ml, 1 litro) per tutte le necessità;
  • (volendo) l’assenza di sostanze allergizzanti e assenza di conservanti: il Farmacista può aggiungere un conservante (es. metile p-idrossibenzoato) per aumentare la stabilità e la durata di utilizzo dello sciroppo (fino a 6 mesi di scadenza). Tuttavia lo zinco solfato sciroppo può essere allestito anche senza conservante, ma in questo caso la durata massima di utilizzo sarà di 30 giorni dalla data di preparazione.

Quali sono i dosaggi e le posologie consigliate per lo zinco solfato sciroppo?

Il dosaggio varia in base al tipo di problema ed all’età del paziente e sarà il medico prescrittore ad indicare la giusta posologia per ogni singolo caso.
Bisogna considerare tuttavia che il limite massimo di assunzione di zinco elementare è di 5 mg nei pazienti fino a 12 mesi, fino a raggiungere i 34 mg a 18 anni di età. L’assunzione di quantitativi eccessivi di zinco solfato può determinare sintomi che includono vomito, diarrea e letargia (si veda https://www.drugs.com/dosage/zinc-sulfate.html e http://www.webmd.com/drugs/2/drug-4086/zinc-sulfate-oral/details).
L’assunzione va effettuata a stomaco vuoto, lontano dalla somministrazione di altri Farmaci.

Il Farmacista preparatore fornirà il prodotto in un contenitore ambrato da conservare ad una temperatura compresa tra i 4 e i 15 gradi (in pratica, il frigorifero). Inoltre verranno fornite tutte le indicazioni per il corretto utilizzo del preparato allestito. Per la realizzazione dello sciroppo a base di zinco solfato è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni, che può essere redatta da qualsiasi Medico.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica in grado di allestire lo zinco solfato sciroppo, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Soliphen, Gardenale e Fenobarbitale: galenica veterinaria

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Come fare a ottenere un dosaggio preciso al milligrammo di Soliphen (fenobarbitale uso veterinario), se non con il Farmacista? 🙂

Da Marzo 2017(*) è stato commercializzato in Italia un farmaco ad uso veterinario chiamato Soliphen ® 60 compresse da 60 mg a base di fenobarbitale al costo di 9.90€ dal 1 Agosto 2017 13.40€ (inizialmente costava 16€), da utilizzare nella prevenzione delle crisi dovute a epilessia generalizzata nel cane.
Fino ad oggi, non esistendo una specialità medicinale ad uso veterinario, il Medico Veterinario prescriveva (in base alla “cascata” prevista dal D.lgsl. 193/2006) il corrispondente (e famoso) farmaco ad uso umano Gardenale®, compresse da 50mg o 100mgLuminale, compresse da 15mg o 100mg.
In questo articolo, Farmagalenica SNC spiegherà come la Galenica può risolvere alcuni problemi legati alla gestione del corretto dosaggio del fenobarbitale uso veterinario, sostanza stupefacente che richiede quindi la massima precisione nella somministrazione a cani, gatti o altri animali di piccola taglia.

Aggiornamento Agosto 2017: la Ditta produttrice del Soliphen conferma di aver ripreso la commercializzazione del Soliphen che dal 1° AGOSTO 2017 è NUOVAMENTE DISPONIBILE.

Da dove nasce il problema del dosaggio del Soliphen ®, del Gardenale® e del Luminale®?

Il Soliphen è un farmaco destinato ai cani e venduto in Italia (attualmente) in confezioni con 5 blister da 12 compresse. Le compresse sono divisibili, ossia è possibile dividerle a metà per ottenere 2 mezze-compresse da 30mg di fenobarbitale cadauno o 4 mezze-compresse da 15mg di fenobarbitale cadauno.

In generale, il fenobarbitale negli animali di piccola taglia come i cani, viene dosato in base al peso corporeo dell’animale: dai piccolissimi (4-5 Kg) ai più grossi (50-60Kg). Poichè esiste questa grande variabilità, è fondamentale per il Veterinario poter somministrare la dose con assoluta precisione onde evitare effetti collaterali (da sovradosaggio) o inefficacia del farmaco (da sottodosaggio).
In alcune circostanze, con le compresse divisibili è “solo” possibile avvicinarsi al valore corretto richiesto dal Veterinario (es. 20mg, 38mg, ecc…), ma soprattutto nei cani di piccola taglia, anche mezza compressa divisa (ossia 15mg di fenobarbitale) possono essere troppi (es. ne servirebbero 8mg). Discorso analogo in caso di aggiustamenti legati a problemi epatici.
Inoltre, nel foglietto illustrativo è indicato di non somministrare il Soliphen ® (fenobarbitale uso veterinario) in cani di peso inferiore ai 6 Kg, per i quali è stato chiarito essere possibile la prescrizione di Gardenale®.

È scientifico e terapeuticamente sicuro che il Veterinario chieda al proprietario dell’animale di spezzare “a occhio” una compressa, senza avere idea del dosaggio reale che andrà a dare all’animale?
È sicuro (inteso come incolumità fisica) per il paziente, manipolare direttamente polveri di fenobarbitale?

Come la Galenica può risolvere il problema del dosaggio?

La risposta è semplice: partendo dal Soliphen® (o Gardenale® nei casi consentiti) acquistato dal proprietario dell’animale (legalmente parlando si vende il Soliphen® al paziente e lo si fa riconsegnare per eseguire la preparazione), il Farmacista può realizzare capsule o compresse alla dose esatta di fenobarbitale prescritta dal Veterinario (es. 6mg, 13mg, 20mg, 43mg, ecc…).
Il farmacista può infatti micronizzare le compresse in polvere impalpabile, uniforme e ridiluirla con analogo eccipiente; in questo modo è possibile:

  1. ottenere un farmaco alla dose esatta, senza che divisioni maldestre o errate causino errori di dosaggio
  2. aumentare la compliance della terapia
  3. garantire una scadenza della capsula a nuovo dosaggio superiore ai 3 giorni normalmente indicati, dato che la polvere di Soliphen® in essa contenuta viene protetta da luce, aria, umidità.

Ma se il cane o l’animale è allergico a uno degli eccipienti presenti nel Soliphen®?

È uno dei problemi possibili, legati ai diversi eccipienti che compongono il farmaco e, tra i quali, potrebbe esserne presente uno a cui l’animale è allergico o intollerante.
In quel caso il Veterinario potrebbe (sempre in base al D.lgsl 193/2006 e dopo opportuna segnalazione alla farmacovigilanza) prescrivere il farmaco ad uso umano Gardenale® compresse (50 o 100mg) e richiedere comunque al Farmacista Galenista la ripartizione della dose di fenobarbitale secondo necessità (es. 17 mg), considerando che il Gardenale® NON permette una pratica e precisa suddivisione delle compresse.

In teoria il Farmacista potrebbe realizzare un farmaco purissimo partendo dal fenobarbitale materia prima, ma la “cascata prescrittiva” delD.lgs 193/2006, prevede l’uso del farmaco ad uso umano (Gardenale®), prima ancora del galenico magistrale.
Nel caso però di preparazioni particolari (es. fenobarbitale transdermico in PLO), è possibile la prescrizione in deroga di fenobarbitale materia prima pura come farmaco galenico.

Cosa serve per richiedere la divisione di dosaggio personalizzato del fenobarbitale uso veterinario al Farmacista?

Innanzitutto è necessaria una ricetta medico veterinaria non ripetibile in copia semplice che richieda l’acquisto del farmaco industriale Soliphen® compresse. Nella stessa ricetta (o in altra accompagnatoria) il Veterinario dovrà indicare di ripartire le compresse nella dose prescritta (es. 8 mg) oltre che  al numero totale di capsule/compresse da realizzare con quel dosaggio.
ATTENZIONE: NON è consentito al Farmacista di utilizzare Gardenale® o fenobarbitale uso veterinario per la preparazione, quando la ricetta prescrive Soliphen® (e viceversa).
La ricetta ha validità di 30 giorni escluso quello di emissione ed essendo non ripetibile, può essere utilizzata una sola volta.
Importante: il Farmacista prepara e dispensa ed utilizza QUALSIASI RICETTA a base di fenobarbitale, sia che riporti Soliphen o Gardenale o Luminale: non è compito del Farmacista sindacare la prescrizione del Medico Veterinario ovvero se questi ha rispettato la normativa! Il Farmacista, se la ricetta è formalmente corretta, esegue la preparazione e spedisce, come la Legge gli impone di fare.
Tale ricetta NON deve contenere in alcun modo dichiarazioni del veterinario su peso dell’animale, altre terapie usate o motivazioni di sorta.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire capsule (o compresse) a dose personalizzata di fenobarbitale ripartite da Soliphen ® o Gardenale® per cane o gatto o altri animali, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Phenibut: cos’è e dove comprare il farmaco

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Il phenibut si può acquistare in Italia, grazie al Farmacista Galenico

A volte ritornano: se stai cercando informazioni aggiornate sul phenibut o “fenibat” (phenibut cos’è, come funziona, a cosa serve, dove si acquista in Italia), allora sei nel posto giusto: alcune Farmacie di Farmagalenica sono infatti in grado di realizzare farmaci a base di phenibut, essendo ora disponibile la materia prima pura che, lavorata dal Farmacista nel Laboratorio Galenico della Farmacia, può realizzare un medicinale a base di questa sostanza (v. fine articolo per accedere alla lista delle farmacie di Farmagalenica).
Non stiamo parlando, infatti di un farmaco “di marca” acquistabile come tale, ma che può essere preparato come farmaco galenico magistrale grazie all’Arte del Farmacista.

Cos’è il Phenibut e a cosa serve

Il phenibut (Noofen®, nome commerciale del farmaco all’estero) è un farmaco neuropsicotropo derivato dal GABA (Acido Gamma Amino Butirrico), un neurotrasmettitore inibitorio naturale.
Venne sintetizzato per la prima volta nel 1964 in Russia, ed è stato testato come farmaco tranquillante e sedativo, in quanto ha mostrato la capacità di ridurre l’ansia, migliorare il sonno e diminuire il nistagmo. Inoltre riduce i sintomi dell’astenia, la cefalea, mentre migliora la capacità lavorativa, la memoria, l’attenzione, la velocità di reazione e la precisione.
Per questo, trova applicazione principalmente nel trattamento di: astenia e instabilità emotiva, ansia e stati neurotici, insonnia, stress pre-chirurgico, enuresi, balbuzie e tic nei bambini, sindrome di Meniere, profilassi della cinetosi e, in associazione a farmaci specifici, nella disassuefazione da alcool.

Perchè non si trovava il phenibut in Italia

Esatto, non si trovava! Ma ora è assolutamente possibile e legale acquistare in Italia il phenibut in farmacia come farmaco galenico, ossia farmaco preparato estemporaneamente dal Farmacista.
Non è infatti reperibile come farmaco industriale (le “scatolette” che si acquistano sempre in Farmacia), ma va realizzato su indicazione medica nella dose e quantità stabilita dal Medico.
Ora, invece, è possibile disporre di un canale sicuro e certificato (la Farmacia) che, acquistando la materia prima purissima da un fornitore italiano autorizzato, è in grado di realizzare capsule o compresse a base di phenibut a qualsiasi dosaggio e qualsiasi quantità.

Grazie al Farmacista Galenista, quindi è possibile:

  1. ottenere un farmaco altrimenti non reperibile in Italia (se non illegalmente)
  2. ottenere un farmaco a qualsiasi dosaggio il Medico ritenga necessario (es. 100mg, 250mg, 483mg, ecc…)
  3. ottenere un qualsiasi numero di capsule o compresse a seconda della durata della terapia (10 capsule, 50, 100, 785, ecc…)
  4. realizzare il farmaco senza determinati conservanti o eccipienti a cui il paziente è allergico o intollerante

Sull’attività del phenibut esistono tantissimi studi (si veda ad esempio https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11830761 o ),

Va sottolineato inoltre, che il phenibut non è un farmaco stupefacente o psicotropo e risulta testato in diversi scenari:

  • ansia (in alcuni casi, con efficacia superiore al diazepam)
  • astenia
  • potenziamento degli effetti dei farmaci neurolettici e anti-parkinson, suggerendo come l’associazione con il primo possa permettere di ridurre i dosaggi dei secondi
  • stress post-traumatico e balbuzie
  • ipocondria
  • depressione
  • insonnia (ha effetto ipnoinducente)
  • nootropo
  • aumento dell’attenzione, in generale e nell’ADHD
  • Sindrome di Meniere, cinetosi, disfunzioni vestibolari
  • diverse altre patologie

Posologia del phenibut: come assumerlo e quando

Premessa: in genere un farmaco galenico ha una posologia strettamente personale o comunque non generalizzabile. In questo caso, pur essendo prodotto in Italia come farmaco galenico, il phenibut esiste in altri stati Europei come farmaco industriale, ad un dosaggio fisso per compressa di 250mg (si ricordi comunque che il Farmacista può allestire QUALSIASI dosaggio).

La posologia del phenibut varia a seconda della patologia per la quale è prescritto; Il Medico saprà dire qual è la più adatta in base al problema, ma alcuni suggerimenti (presi dalla vasta bibliografia disponibile) possono essere i seguenti:

  • somministrarlo massimo 3 volte al giorno, dose massima prodose (singola capsula) 750mg
  • durata della terapia variabile da 1 a 3 settimane a seconda della patologia o comunque a discrezione del Medico curante
  • assumerlo contemporaneamente ai pasti

In caso di necessità, è possibile chiedere direttamente al Farmacista un depliant informativo sul phenibut e le patologie più note, oltre che informazioni su farmacocinetica e farmacodinamica.

È tutto oro quello che luccica. Ovviamente no….

Come tutti i farmaci, anche il phenibut ha effetti collaterali e interazioni con altri farmaci.

In generale, aumenta l’effetto dei farmaci ipnoinducenti, tranquillanti, ansiolitici e antiepilettici. La cosomministrazione va quindi attentamente monitorata dal Medico.
Anche se in caso di sovradosaggio, il phenibut è generalmente ben tollerato (gli effetti indesiderati rari), negli adulti sono stati osservati:

  • disturbi gastrointestinali e nausea (a inizio terapia)
  • sonnolenza (a inizio terapia)
  • cefalea
  • vertigini
  • epatotossicità (in caso di somministrazione prolungata di alte dosi)
  • rash cutaneo e prurito

Ci sono avvertenze particolari per chi deve assumere il phenibut?

Anche qui, come sempre, trattandosi di un farmaco, ci sono certamente alcune cose da tenere in considerazione, che il Farmacista saprà ricordare al momento della dispensazione. Principalmente:

  1. non somministrare in caso di ipersensibilità al farmaco.
  2. si consiglia di non somministrare il phenibut durante la gravidanza o l’allattamento
  3. può irritare il tratto gastrointestinale, perciò occorre somministrarlo con cautela nei pazienti con disturbi a questo apparato (es. ulcere, gastriti, colon irritabile ecc.)
  4. somministrare con cautela nei pazienti con insufficienza epatica
  5. può influire sulla capacità di guida e di conduzione di macchinari
  6. non esistono dati concernenti l’impiego nei bambini sotto i 3 anni

Come acquistare il phenibut in Italia?

Per l’acquisto del phenibut in una Farmacia Galenica è necessario presentare una ricetta medica ripetibile, valida 6 mesi per un massimo di 10 preparazioni.
Può essere redatta da qualsiasi Medico e non richiede formalismi particolari se per le indicazioni mediche autorizzate del Noofen®, se non l’indicazione della sostanza, della dose in mg (es. 250mg) e del numero di capsule (es. 50 capsule).
Con questa, il paziente può acquistare a pagamento il farmaco, che il Farmacista preparatore realizzerà in base alle indicazioni contenute in ricetta medica.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire phenibut capsule o compresse, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

CBD capsule, farmaco galenico puro in Farmacia

Ottenere CBD capsule o olio legalmente, senza problemi è possibile: grazie alla Galenica del Farmacista!

Stai cercando come acquistare legalmente capsule di CBD a dosaggio personalizzato, che il Medico ti ha richiesto? Sappi che in Italia è perfettamente legale per le Farmacie realizzare farmaci a base di CBD puro in cristalli al 99% oppure da estrazione da Cannabis Terapeutica.

Ottenere CBD capsule è possibile grazie al Farmacista che può realizzarle nel proprio Laboratorio Galenico (v. in fondo all’articolo per la lista completa di tutte le Farmacie).

In questo articolo si parlerà esclusivamente di CBD capsule ottenute per lavorazione dei cristalli di CBD puri al 99%, non di estrazioni (es. oleose o alcoliche) da cannabis per i quali è già stato scritto un articolo dedicato.

Cos’è il CBD e cos’è il CBD puro

Il CBD è un componente non psicoattivo (e non stupefacente) della cannabis, presente sia nella cannabis terapeutica che in quella industriale (“canapa”); ditte specializzate possono estrarre questa sostanza isolandola completamente da qualsiasi altro componente presente nella cannabis (dal THC, altri cannabinoidi, cere, lipidi, alcaloidi) ottenendo un prodotto purissimo (valore medio attorno al 99%) che si presenta o in cristalli o in una polvere, chiamato appunto CBD puro o CBD isolato.

A seconda della purezza, della provenienza della cannabis (certificata o meno), del processo di estrazione, delle condizioni in cui vengono svolte le varie attività per ottenere il CBD puro, si possono ottenere 3 tipi di destinazioni d’uso per il CBD:

  • uso tecnico o di ricerca
  • uso alimentare
  • uso farmaceutico

Tipi e qualità di CBD puro

Uso tecnico: si tratta di CBD di scarsa qualità, non destinato alla somministrazione umana in alcun modo, ma prodotto esclusivamente per essere utilizzato in test analitici, sperimentali, ecc… Può contenere contaminanti o sostanze secondarie senza che questo costituisca un problema o sia pericoloso, dato che non va somministrato ad alcun organismo.

Uso alimentare: si tratta di CBD di buona qualità, certificato all’uso alimentare (es. impiegato per arricchire oli di canapa) ed idoneo anche alla realizzazione dei tanti prodotti presenti sul mercato (internet per lo più). Deve essere esente da contaminanti o sostanze secondarie, e deve rispondere a determinati requisiti di sicurezza, ad esempio per quanto riguarda la presenza di radiazioni, metalli pesanti, pesticidi, ecc…

Uso farmaceutico: si tratta di CBD di altissima qualità, certificato in GMP (good Manufacturing Practices) che ne sancisce l’idoneità ad essere utilizzato per la realizzazione di farmaci (galenici o industriali).
Essere certificato GMP implica una assoluta purezza, una corrispondenza totale alle indicazioni della monografia di Farmacopea ovvero una totale (o quasi) assenza della benché minima traccia di metalli pesanti, contaminanti, aflatossine, pesticidi, radiazioni, ecc…
Poichè ha un costo maggiore degli altri CBD, in Italia attualmente è impiegato solo dalle Farmacie nella realizzazione di CBD capsule o CBD oli.

Tutti i vantaggi nell’uso del CBD farmaceutico nella realizzazione di CBD capsule

Anche se il CBD non è classificato come materia prima ad uso farmaceutico (API) nella Farmacopea Tedesca (DAB), ma è riportato nel Formulario Tedesco (DAC) e poiché è classificato come cosmetico in Europa, è possibile per il Farmacista Galenista acquistarlo e realizzare farmaci secondo necessità, TUTTI con ricetta medica.
Tale possibilità si esplica anche in base alla Legge Di Bella 94/98 (v. fondo articolo) che prevedono la prescrizione di sostanze non di grado farmaceutico destinate all’uso orale (art. 5).
Attualmente NON è possibile per il farmacista realizzare farmaci a base di solo CBD puro e venderli senza ricetta medica, anche se si tratta di farmaci NON stupefacenti.

Il Farmacista Galenista, quindi, dispone della materia prima (CBD puro) e la può lavorare per ottenere CBD capsule alla dose desiderata, con precisione assoluta (più o meno 1 milligrammo). Questo permette:

  • realizzazione di un farmaco non disponibile in commercio
  • garanzia della precisione e della qualità del CBD impiegato
  • possibilità di realizzare QUALSIASI dosaggio in capsule, resina, olio o crema: esempio,  si possono richiedere capsule da 20mg, 240mg, 783mg, eccetera oppure emulsioni/creme allo 0,2%, 1%, 30%, ecc…
  • la realizzazione di un farmaco meno costoso rispetto ad un omologo ad analoga concentrazione, ma ottenuto da estrazione di cannabis terapeutica.

A titolo informativo, il CBD puro farmaceutico permette al Farmacista di aumentare la concentrazione in oli o resine di CBD ottenute da estrazione di Cannabis Terapeutica (es. Bedrolite o Bediol).

* Va anche detto però, che l’uso del CBD puro (es. CBD capsule pure) non permette di disporre del c.d. “effetto entourage” che spesso viene indicato come importante (se non fondamentale) per l’attività terapeutica.
Alcuni produttori però, stanno cominciando a produrre cristalli di CBD contenenti terpeni e altre parti del fitocomplesso della pianta, in modo da “superare” il limite dell’uso del CBD puro.

Come ottenere CBD puro in capsule o olio in maniera assolutamente legale?

Per richiedere al Farmacista capsule di CBD puro o olio di CBD puro AD USO UMANO (interno o esterno, cioè orale o cutaneo), ATTUALMENTE la normativa “galenica” impone la presentazione di una ricetta medica ripetibile redatta secondo la Legge 94/98, artt. 4 e 5 poiché non esistono indicazioni terapeutiche autorizzate per il CBD, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni.
Per facilitare la redazione della ricetta, si rende disponibile al download un facsimile per capsule di CBD puro con relative istruzioni per il Medico Chirurgo.

Per richiedere al Farmacista capsule di CBD puro o olio di CBD puro AD USO VETERINARIO, è necessaria una ricetta medica non ripetibile, valida 30 giorni per il numero di preparazioni indicate dal Medico Veterinario (solitamente 1).
Per facilitare la redazione della ricetta, si rende disponibile al download un facsimile per capsule di CBD puro con relative istruzioni per il Medico Chirurgo.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire CBD capsule pure o CBD olio, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

POTABA bustine, capsule, farmaco galenico in Italia

Dove trovare il POTABA bustine in Italia? Grazie al Farmacista, un aiuto per la fertilità e per la malattia di Peyronie

Se stai cercando un farmaco o integratore a base di potassio para-aminobenzoato ( POTABA bustine, capsule, ecc..) ad una dose personalizzata, sappi che può essere preparato su misura direttamente dal Farmacista Galenista, nel suo laboratorio Galenico.  Infatti, alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire delle capsule (o bustine) a base di POTABA, fornendoti poi tutte le informazioni di cui necessiti per la terapia (vedi in fondo all’articolo per la lista delle Farmacie).

Cos’è il potassio para-aminobenzoato o POTABA?

Il potassio para-aminobenzoato (POTABA) è un elemento vitaminosimile essenziale per diversi processi metabolici in quanto, sottoforma di acido para-amino benzoico (PABA), risulta essere un componente costituzionale dell’acido folico (vitamina B9).
L’assunzione di POTABA sembra essere utile nel trattamento di diverse patologie tra le quali la sclerodermina, la vitiligine e la malattia di Peyronie.

Cos’è la malattia di Peyrone, per cui usare il POTABA?

Per la malattia di Peyronie, il POTABA bustine o capsule sembra avere un ruolo chiave nel contrastarne la patogenesi ed i sintomi ad essa correlati. La malattia di Peyronie è caratterizzata dalla formazione di placche di materiale fibrotico all’interno dei corpi cavernosi del pene, le quali ne contrastano la normale elasticità determinando alterazioni erettili associate a dolore localizzato.
La causa di tale patologia non è nota, seppur i piccoli traumi, sportivi o accidentali, sembra ricoprano un ruolo fondamentale nella sua insorgenza.
L’utilizzo del PABA e del suo derivato (POTABA) sembra anche essere in grado di contrastare l’infertilità, attraverso la stimolazione dell’attività estrogenica, anche se non è da escludere l’importante ruolo che ricopre questa sostanza come agente antiossidante. Diversi studi hanno constatato una diretta correlazione tra uso di PABA e POTABA bustine ed aumento della fertilità femminile.
Per chi volesse approfondire, ecco alcuni link:

I Farmacisti preparatori di Farmagalenica.it possono allestire delle capsule o bustine a base di potassio para-aminobenzoato (POTABA) a diverso dosaggio (importantissimo!), specifici per ogni tipologia di patologia precedentemente descritta.
La preparazione di bustine o capsule galeniche a base di questo attivo permette di:

  1. realizzare delle capsule con un dosaggio personalizzato di Farmaco (il dosaggio giornaliero può variare dai 100 mg ai 3 grammi totali ripartiti in diverse somministrazioni giornaliere), a seconda dell’indicazione medica
  2. l’associazione con altri principi attivi o sostanze che possono supportare l’azione farmacologica, ad esempio la vitamina E e/o del gruppo B
  3. l’assenza di sostanze allergizzanti o intolleranti per il paziente (es. lattosio); addirittura è possibile ottenere dosi di farmaco puro, senza alcuna sostanza aggiuntiva
  4. la realizzazione di un numero di capsule o bustine congruo alla durata della terapia
  5. l’allestimento di un Farmaco non rinvenuto nel normale ciclo distributivo

Quali sono i dosaggi terapeutici del POTABA?

Il dosaggio è variabile in base al tipo di patologia e sarà il Medico a decidere quale sarà la dose più adatta per il caso in esame.
Normalmente l’organismo può tollerare un dosaggio fino a 3 grammi giornalieri, seppur in diversi studi sono stati sperimentati gli effetti del Farmaco con dosaggi ben superiori (fino a 12 g/die) oltre ai quali insorgono inevitabilmente effetti indesiderati (dovuti principalmente all’iperkalemia) che includono: nausea, vomito, ipoglicemia, disfunzioni renali ed epatiche.
L’uso del POTABA bustine a dosaggi minimi di 300-400 mg giornalieri, somministrati per almeno 7 mesi, sembra tuttavia già essere sufficiente nel contrastare l’infertilità femminile.
(http://www.babymed.com/blogs/sitesuper/what-paba-and-how-can-it-help-conceiving).
Un altro studio ha messo alla luce l’efficacia del PABA nell’infertilità ad un dosaggio ancora più basso, più precisamente di 100 mg suddivisi in 4 somministrazioni giornaliere: http://natural-fertility-info.com/paba-study-shows-75-success-rate.html.

Ѐ consigliabile assumere le capsule o bustine durante i pasti e ripartire la dose totale in 3 – 4 assunzioni giornaliere, in particolar modo quando sono prescritti dosaggi totali giornalieri molto alti (v. http://www.nutritional-supplements-health-guide.com/paba-side-effects.html).
L’assunzione del medicinale è sempre sconsigliata in gravidanza o durante la terapia con antibiotici sulfamidici o con trimetoprim (es. Bactrim®) o dapsone.

Come ottenere il POTABA bustine o capsule nelle Farmacie italiane

Per la realizzazione di bustine o capsule a base di potassio para-aminobenzoato è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni.

Per cercare e visualizzare le Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire POTABA bustine o capsule (potassio para-aminobenzoato), consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Ronidazolo gatto, farmaco galenico in Farmacia

Il ronidazolo gatto veterinario è finalmente disponibile in Italia. Grazie alla Galenica!

Se stai cercando un farmaco in Italia a base di ronidazolo, sappi che è finalmente possibile reperirlo. Infatti, da Marzo 2017, alcune Farmacie di Farmagalenica.it disporranno della materia prima pura per poter allestire, nei loro Laboratori Galenici, farmaci ad uso veterinario a base di ronidazolo gatto, cane, piccioni o altro (vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è il ronidazolo e per cosa è usato il ronidazolo

Il ronidazolo è un principio attivo che risulta essere altamente efficace nel trattamento di infezioni condotte da Tritrichomonas foetus, noto per la capacità di indurre aborto ed infertilità nei bovini. Negli ultimi anni tale patogeno è stato più volte associato ad infezioni del tratto gastrointestinale del gatto, che determinano nel felino colite cronica, forti scariche diarroiche e flatulenza.
Molto spesso le condizioni generali del gatto rimangono buone, aspetto che porta spesso a sottostimare l’effettiva gravità del problema, il quale può perdurare per molto tempo. In questo modo, aumentano drasticamente le probabilità di contagio della malattia, specie in ambienti in cui convivono più gatti, dal momento che la trasmissione del patogeno avviene per via orofecale.
La malattia tuttavia può determinare gravi conseguenze nei gattini giovani, specie se non trattata in tempo e può essere anche causa di co-infezioni come quella da Giardia o Cryptosporidium (http://icatcare.org/advice/cat-health/tritrichomonas-foetus-infection-cats )

È possibile reperire il ronidazolo gatto o cane in Italia?

In Italia non esiste un farmaco industriale gia pronto a base di ronidazolo gatto o cane e, nel caso il Veterinario volesse utilizzarlo (magari perchè unica terapia efficace), non avrebbe possibilità se non richiedere l’importazione dall’estero.
Ma non disperare! Grazie al Farmacista Galenista è possibile disporre di tale farmaco, realizzato su misura direttamente dal Farmacista che, lavorando la materia prima pura, può realizzare il farmaco nella forma e quantità necessaria; in parole povere:

  • permettere il trattamento della diarrea causata dal T.foetus in modo efficace
  • creare farmaco con un dosaggio specifico di farmaco in relazione all’età ed al peso del gatto (es. 10mg, 30mg, 60mg, eccetera)
  • fornire un numero sufficiente di capsule per il trattamento (solitamente ls durata è di due settimane, v. dopo)
  • aromatizzare le capsule per rendere più appetibile e pratica la somministrazione
  • evitare l’uso di eventuali eccipienti o conservanti che possono risultare intolleranti o a cui il cane, gatto o altro risultasse allergico
  • possibilità di realizzare, oltre che capsule, paste appetibili aromatizzate o altre forme farmaceutiche per rendere pratica e precisa la somministrazione del ronidazolo gatto o cane.

Come scritto, il Farmacista Galenista può aromatizzare le capsule o la pasta orale con (esempio) manzo o pollo, per favorire l’assunzione da parte del gatto; è sconsigliata, invece, l’apertura della capsula e la solubilizzazione del principio attivo nel cibo o bevanda, a causa del sapore amaro del ronidazolo.

Quali sono i dosaggi del farmaco ronidazolo?

Il dosaggio di assunzione suggerito è di 20 – 30 mg/kg una volta al giorno per due settimane, limite oltre il quale si può facilmente incorrere in disturbi di natura neurologica, quali letargia, atassia e convulsioni. In caso di disturbi epatici il dosaggio può scendere a 10 mg/kg con le stesse modalità di utilizzo.
Ovviamente, sarà il Veterinario a calcolare il dosaggio necessario in base alla situazione e a redigere la ricetta veterinaria corrispondente.

L’assunzione del Farmaco va evitata in caso di gatte in gravidanza, per il possibile effetto teratogeno del ronidazolo, e nei gattini di età inferiore alle 12 settimane di età (per approfondimenti si veda http://www.vetjournal.it/item/1638-i-tritrichomonas-foetus-i-nel-gatto-studio-retrospettivo.html e http://www.esccap.org/uploads/docs/lsbn9a5j_ESCCAPItaly_Protozoi_6_2012.pdf e http://www.aivpafe.it/wp-content/uploads/2014/05/RASSEGNA-3-2013.pdf)

Norme igieniche complementari all’uso del ronidazolo gatto o cane

Ѐ importante pulire e disinfettare efficacemente la lettiera e tutti gli oggetti con cui è venuto a contatto l’animale, al fine di scongiurare la trasmissione della malattia o addirittura una sua recidiva.
Anche se ad oggi non si ha un’adeguata documentazione in relazione ad una eventuale trasmissione dell’infezione dal gatto all’uomo, è comunque buona norma disinfettare tutto il materiale che può essere causa di possibile contagio.

Il ronidazolo in polvere è indicato per il trattamento di infezioni da trichomonas nei piccioni, mentre non è registrato in Italia per l’utilizzo nel gatto. Per tale motivo il Farmaco può essere prescritto, come preparato galenico veterinario con

  • una ricetta veterinaria non ripetibile, della durata di trenta giorni dalla data di prescrizione se destinato ad animali nDPA (cani, gatti, ecc..)
  • una ricetta veterinaria non ripetibile in triplice copia, della durata di dieci giorni lavorativi dalla data di prescrizione se destinato ad animali DPA (es. bovini)

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire capsule a base di ronidazolo gatto o cane, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Itraconazolo collirio, farmaco galenico in Farmacia

Itraconazolo collirio? SI! Per i funghi assassini degli occhi

Itraconazolo collirio? Esiste davvero? Ebbene SI 🙂 e, aggiungiamo, fortunatamente per chi soffre di determinate infezioni fungine all’occhio. Alcune Farmacie di Farmagalenica.it possono infatti allestire questo farmaco sterile nei loro Laboratori Galenici (vedere in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è l’itraconazolo e per cosa viene utilizzato?

L’itraconazolo è un farmaco ad azione antimicotica (antifungina) che, a seconda della via di somministrazione adottata, viene utilizzato per il trattamento di infezioni fungine a livello cutaneo o sistemico.
Questo principio attivo agisce dal punto di vista farmacologico mediante l’inibizione della sintesi dell’ergosterolo, componente fondamentale della membrana cellulare del fungo, rendendola meno resistente e permettendo al sistema immunitario di combattere più facilmente l’infezione fungina.
Solitamente gli antifungini come l’itraconazolo vengono utilizzati per il trattamento di infezioni sistemiche (Es. capsule per via orale ) o topiche (creme), applicando il Farmaco direttamente sulla pelle oppure a livello oculare, attraverso uno specifico collirio.
Nelle infezioni fungine oculari, come ad esempio la cheratite fungina, gli unici Farmaci utilizzabili per il trattamento dell’infezione sono i colliri con principi attivi ad azione antimicotica.

Cos’è la cheratite fungina?

La cheratite rappresenta una reazione infiammatoria a carico della cornea che può colpire adulti e bambini e si distingue in diverse tipologie a seconda della causa eziologica da cui deriva, distinguendosi in virale, batterica e fungina. La cheratite micotica (o fungina) è causata da un’infezione da parte di patogeni quali l’Aspergillus, il Fusarium e la candida. Specie la cheratite da candida, può sopraggiungere in pazienti immunodepressi e richiede un trattamento specifico al fine di evitare di incorrere nel rischio di cecità permanente se non si interviene in tempi brevi (http://www.aspergillus.org.uk/content/aspergillus-keratitis).

In Italia è reperibile itraconazolo collirio?

Non esiste in commercio un farmaco pronto (industriale) come collirio di itraconazolo. La cura sarebbe quindi impossibile, ma grazie al lavoro del Faramcista Galenista, è possibile richiedere la creazione di questo farmaco mediante l’uso della materia prima pura e l’uso di cappe a flusso laminare che permettono di ottenere un farmaco sterile come da normativa (http://www.scielo.br/pdf/rbof/v72n2/en_14.pdf)
I vantaggi dell’allestimento in Farmacia dell’ itraconazolo collirio sono molteplici:

  • l’allestimento di un farmaco non reperibile in commercio in Italia
  • la possibilità di allestire un collirio con una specifica concentrazione di antimicotico che può essere qualsiasi il medico voglia (es. 0,5%, 1%, eccetera)
  • la preparazione di quantitativi specifici secondo le esigenze del paziente (solitamente o 5 o 10 ml)
  • la possibilità di non utilizzare alcun conservante o preservante in caso di occhio particolarmente problematico o allergia/intolleranza del paziente.

Come e quanto usare itraconazolo collirio?

La posologia dipenderà dallo stato della malattia e dalla sua tipologia, tuttavia comunemente è richiesta l’instillazione di 2 – 3 gocce di collirio all’1% ogni ora per i primi giorni di trattamento, fin quando non si nota un evidente miglioramento clinico delle lesioni e dello stato infiammatorio (consultare https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15829804, http://emedicine.medscape.com/article/1194167-treatment).
L’itraconazolo per uso oculare raramente determina l’insorgenza di effetti indesiderati gravi, tuttavia a causa del possibile assorbimento sistemico del Farmaco (sempre in minime quantità) è importante prestare attenzione qualora si utilizzino farmaci quali antibiotici, antistaminici, calcio-antagonisti, benzodiazepine o antidepressivi.
In questo caso è necessario avvertire immediatamente il medico prescrittore.

Il collirio all’itraconazolo deve essere conservato ad una temperatura compresa tra i 2 °C e gli 8 °C per un tempo massimo di 30 giorni dalla data di allestimento (non dall’apertura: allestimento ossia dalla data di preparazione!).

L’ itraconazolo collirio può essere richiesto in Farmacia con ricetta medica ripetibile, valida sei mesi dalla data di prescrizione; tale ricetta può essere redatta da qualsiasi medico, non solo un oculista.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire il collirio all’itraconazolo, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Vendita cannabis in Farmacia: situazione 2017

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2015?

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2016?

I Farmacisti di Farmagalenica preparano Cannabis Sativa e Indica, da quando è permessa, legalmente, la vendita cannabis in Farmacia (ossia da inizio 2013).

A distanza di oltre 4 anni, si ritiene utile riepilogare molte domande che sono state poste, soprattutto in un periodo in cui il clamore mediatico è alto e sempre più si parla dell’uso terapeutico della cannabis senza nemmeno sapere che già da tempo è legalmente autorizzato.
Tutte le risposte fornite in questo post sono date da un Farmacista che lavora ogni giorno a stretto contatto con la realtà della vendita cannabis in Farmacia.

CANNABIS TERAPEUTICA: ASPETTI GENERALI

La cannabis è legale in Italia (Luglio 2017)?

SI per uso terapeutico o medico, NO per uso personale o ricreativo. Non c’è alcuna depenalizzazione o liberalizzazione (v. domande più avanti).

Ma ho sentito parlare di cannabis legale, tipo Easyjoint o similare… Non è legale quella?

Quella è canapa industriale, coltivata NON per uso terapeutico o ludico, ma destinata alla produzione edile, tessile, eventualmente alimentare.
Certamente è legale in quanto non contiene THC o ne contiene un valore inferiore a quello di legge (0.6%), ma non è pensata per essere fumata. Si tratta di un insieme di fiori (anche maschi), foglie e semi, mentre la parte terapeutica (o ludica) della cannabis sono i fiori femmina.

Da dove proviene la cannabis legale ad uso terapeutico per la quale è consentita la vendita cannabis in Farmacia?

TUTTA la cannabis legale circolante sul suolo Italiano proviene dall’Olanda, da serre farmaceutiche olandesi e dalla coltivazione italiana da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

La cannabis olandese è “chimica” o OGM?

Assolutamente no, ANZI! È di coltivazione natuarle, viene coltivata in serre chiuse (indoor) controllate e computerizzate, senza alcun pesticida o fitofarmaco proprio perché l’ambiente è automatizzato e i parametri sono mantenuti costanti e ottimali per permettere lo sviluppo della pianta (che viene clonata, non seminata) ed evitare lo sviluppo di infezioni; per il controllo degli infestanti si usano insetti predatori.

La cannabis italiana è “chimica” o OGM?

Vedi risposta precedente, similmente.

La cannabis olandese e cannabis italiana sono prodotte in GMP?

Si, entrambe sono prodotte in Good Manufacturing Practices.

È possibile acquistare legalmente cannabis ad uso terapeutico – medico senza ricetta?

No, la cannabis terapeutica Olandese/Italiana può essere acquistata sempre e solo con ricetta medica, essendo classificata come stupefacente (anche se a basso tenore in THC).

Dove è possibile acquistare la cannabis ad uso terapeutico?

La cannabis ad uso medico può essere acquistata presso Ospedale/AUSL o presso le Farmacie aperte al pubblico che effettuano preparazione di farmaci galenici e che ne dispongono in giacenza.
Per cercare quali Farmacie italiane di Farmagalenica preparano e vendono cannabis ad uso terapeutico – medico, cliccare QUI (si apre una nuova pagina).

Che tipo di ricetta serve per l’acquisto di cannabis uso medico a pagamento presso una Farmacia Galenica?

Per l’acquisto è necessaria una ricetta “bianca” (su ricettario privato) redatta da un QUALSIASI Medico (specialista, non specialista, di base, pediatra, eccetera) iscritto all’Ordine dei Medici Italiani che andrà redatta secondo particolari modalità previste dalla legge Di Bella (Legge 94/98). Contattando le Farmacie di Farmagalenica, sarà possibile richiedere anche facsimile di ricette già pronte e precompilate, con tutte le istruzioni per il Medico.
Nella Regione Emilia Romagna, la prescrizione PUÒ ANCHE avvenire attraverso il sistema SOLE, ossia ricetta dematerializzata.

Quali varietà di cannabis sono disponibili legalmente in Italia?

Ad oggi tutta la cannabis legale in Italia arriva solo ed unicamente dall’Olanda. Esiste una sola varietà INDICA (detta Bedica), mentre tutti gli altri strain (varietà) di cannabis venduti in Farmacia sono SATIVA.
La situazione sulle disponibilità è quindi:

THCCBDVarietà
Bedrocan22%< 1%SATIVA
Bediol6%8%SATIVA
Bedica14%< 1%INDICA
Bedrobinol12%< 1%SATIVA
Bedrolite< 0,4%9%SATIVA
FM25-8%7,5-12%SATIVA

Perché mancano diverse varietà di cannabis nell’attuale periodo?

La carenza di cannabis, che già si è sperimentata negli anni passati, anche se in misura minore è dovuta principalmente a 3 fattore, di diversa importanza:
1. problemi produttivi all’Olanda (solo per il Bediol)
2. apertura del mercato Tedesco (aumento delle richieste)
3. raggiungimento del tetto di cannabis richiesto dal Ministero della Salute Italiana per l’anno 2017.
Sul punto 3, da una parte girano voci che sia stato tenuto troppo basso rispetto alla reale necessità, dall’altra che l’Olanda potrebbe “venirci incontro” concedendoci un certo quantitativo extra (es. 40-50 Kg).

 

CANNABIS TERAPEUTICA: COSTI E MUTABILITÀ

In quali regioni italiane è legale prescrivere cannabis terapeutica?

A pagamento, in TUTTE LE REGIONI DI ITALIA! TUTTE! Al di la di quello che si legge o comprende da giornali e trasmissioni televisive o su Internet, sono quasi 4 anni che la cannabis terapeutica può essere prescritta per l’acquisto a pagamento in tutta Italia, incluse Regioni Autonome o a Statuto Speciale.
Per la prescrizione a carico del Sistema Sanitario (Regionale), leggere dopo.

È possibile ottenere la cannabis GRATIS per uso medico – terapeutico?

Attualmente, solo poche Regioni (Toscana, Puglia, Liguria, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto) riconoscono pienamente la possibilità di fornire gratuitamente la cannabis uso terapeutico.
La situazione rimborso però o molto disomogenea in tutta Italia: al di la delle singole Regioni, alcune AUSL di varie Regioni permettono l’importazione dei cannabinoidi direttamente dall’Olanda richiedendo al paziente solamente il pagamento di una quota per le spese burocratiche di importazione e gestione della richiesta. La maniera CERTA per sapere se la propria AUSL di residenza rimborsa i cannabinoidi è contattarla direttamente e chiedere.

L’istituto Farmaceutico Militare di Firenze sta coltivando la cannabis. Questo permetterà di abbassare i costi? Sarà possibile acquistarla direttamente?

In breve: si e no.

La cannabis “italiana” prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze consiste in una sola varietà (chiamata FM2) che “ricorda” il Bediol Olandese.
È disponibile da Gennaio 2017 e può essere acquistata sia da Farmacie pubbliche che private, oltre che AUSL e Ospedali.
Il prezzo di acquisto da parte di Farmacie e Ospedali (quindi NON prezzo di vendita al pubblico) è di 8,39€ (6,88€ + IVA 22%) al grammo che, come fanno notare alcuni addetti ai lavori, è più alto di quello di importazione diretta dall’Olanda da parte di Ospedali (al costo di 6€/grammo + IVA 22%)

Per gli ultimi aggiornamenti, leggere questo post di Giugno 2017.

Quali sono i costi della cannabis uso terapeutico – medico?

Risposta: i costi (inteso quanto paga il paziente con ricetta bianca) sono riportati in questo post. Sono costi INDICATIVI, ma danno un’idea sull’ordine di spesa:

  • circa 17-21€ al grammo (anche meno di quella reperibile illegalmente) per la cannabis OLANDESE.
  • circa 15,14€ al grammo per la cannabis ITALIANA prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.
  • dopo il 18 Giugno 2017, la cannabis (olandese o italiana) DEVE essere venduta dal Farmacista a 9€ al grammo (IVA 10% inclusa) a cui vanno sommati (come sempre) gli onorari per la preparazione del farmaco (cartine, buste, oli, resine, capsule, ecc…)

Chi parla di 40€/45€/60€ al grammo o mente sapendo di mentire (o è stato truffato).

 

CANNABIS ITALIANA FM2

Se adesso pago la cannabis olandese, quando arriverà quella “italiana” FM2 (dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze) potrò non pagarla?

Assolutamente NO. Non cambierà una virgola. Se la patologia è non rimborsata, la cannabis si paga sempre e comunque, indipendentemente che sia olandese, italiana, marocchina o altro…

Ho letto che la cannabis FM2 sarà disponibile solo in una Farmacia di Vicenza…

Ma assolutamente no! È disinformazione.
Qualsiasi farmacia italiana può ricevere la cannabis FM2 facendone richiesta con appositi moduli. Non ci sono distinzioni o preferenze o esclusività di sorta.

La cannabis italiana FM2 e la cannabis olandese Bediol sono la stessa IDENTICA cosa?

Assolutamente no! Sono 2 varietà accomunate (si fa per dire) solo dal fatto che entrambe contengono sia THC sia CBD.
Non sono gli stessi livelli di THC e CBD, non hanno genetica in comune, non hanno stesso profilo terpenico, ecc…
Sono sostituibili solo se il Medico lo vuole, tant’è che il Medico può opporsi alla sostituzione.

La cannabis Italiana FM2 è “migliore” di quella olandese?

Premesso che, in base alla risposta sopra, è errato fare paragoni, anche solo valutando il titolo in THC e CBD è impossibile affermare che sia migliore, anzi.
Se ad esempio si considera il CBD (sostanza di grande interesse farmaceutico), sostenendo che nella cannabis FM2 ce ne è di più (in teoria fino al 12%) rispetto a quella Olandese (in teoria 9%), in realtà la concentrazione reale del primo lotto è di 8.7% (quindi inferiore a quella olandese).
Non si può parlare, quindi di “migliore” (o “peggiore”), al massimo “simile”.
Tutto questo senza considerare la genetica, gli altri cannabinoidi, i terpeni e il loro ruolo biologico / farmaceutico.

PERCHÉ LA CANNABIS FM2 SONO INFIORESCENZE macinate?

Interessante domanda.
E’ stato spiegato che macinare le infiorescenze con granulometria inferiore a 4 mm è servito a “uniformare” il contenuto in principio attivo (come riportato dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare).
L’osservazione principale che viene da fare è: la triturazione rompe i tricomi, causa fuoriuscita degli oli della cannabis, aumenta la superficie di esposizione. In pratica, si ha potenziale perdita di principio attivi (cannabinoidi, ma non solo) e invecchiamento più rapido a opera di luce e aria (ossidazione).

Qual è la reale concentrazione del primo lotto di cannabis commercializzato?

Dal certificato di analisi ricevuto a Gennaio dalle Farmacie, risulta che:
THC 5.6%
CBD: 8.6%
Dal certificato di analisi ricevuto a Giugno dalle Farmacie, risulta che:
THC 6.8%
CBD: 10.3%

Se ho una ricetta medica che prescrive Bediol, può il farmacista sostituirla automaticamente con cannabis FM2?

No, non è possibile in nessun modo. L’unica maniera è che il medico rifaccia la ricetta indicando la varietà cannabis FM2 al posto di Cannabis Bediol.

Assumevo Bediol. Il mio medico è OBBLIGATO a prescrivermi la FM2?

A pagamento c’è assoluta libertà di scelta, quindi il problema non sussiste.
A carico SSN, a seconda della Regione, il medico NON è obbligato a prescrivere FM2 al posto del Bediol, se il Medico dichiara che il paziente NON può assumere FM2 (magari con una sintetica motivazione).
Altrettanto, in alcune richieste di importazione diretta di cannabis, se si deve importare Bediol, il Medico deve indicare sul modulo che il paziente NON può assumere la FM2, ma il Bediol.

Ci sono raccomandazioni o linee guida per l’uso e prescrizione di cannabis FM2?

Il Ministero ha pubblicato in un documento (scaricabile cliccando qui) alcune “raccomandazioni”, ossia una raccolta di tutte le informazioni disponibili sulla cannabis terapeutica (con particolare riferimento all’FM2). Da come è prodotto, alle modalità di somministrazione, alle informazioni di farmacocinetica e farmacodinamica, al monitoraggio, eccetera…

Ma se io volessi assolutamente non usare FM2 ma il Bediol (mancante fino a novembre 2017), non ho alternative?

La ditta Bedrocan BV ha rilasciato un documento ufficiale in cui spiega come ottenere il “Bediol” (o meglio cannabis con composizione simile al Bediol), partendo da Bedrocan e Bedrolite. Reperibile in questo articolo.

 

PATOLOGIE PER LA CANNABIS TERAPEUTICA

Per quali patologie è possibile prescrivere la cannabis?

Se si parla di cannabis a pagamento, la risposta è “per qualsiasi patologia per la quale esista un minimo di letteratura scientifica accreditata“.
Se si parla di cannabis a carico SSR (Sistema Sanitario Regionale), la risposta è “per le sole indicazioni terapeutiche che la Regione ha accreditato come riconosciute“. Attualmente, gli utilizzi (diverso da indicazioni terapeutiche) riconosciuti dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuitamente a carico SSR sono: sclerosi multipla, dolore oncologico  e cronico, cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia), vomito e inappetenza da chemioterapici, glaucoma, sindrome di Tourette*.
Importante: ogni Regione è AUTONOMA nel decidere quali patologie rientrano nella distribuzione gratuita e quali no.

sono affetto dalla patologia XYZ. Potrò avere gratuitamente la cannabis terapeutica (infiorescenze, olio, eccetera) Olandese o prodotta dallo Stato italiano?

No, a meno che la patologia XYZ non sia tra le poche indicazioni riconosciute (v. domanda precedente), andrà acquistata a pagamento indipendentemente che sia di importazione Olandese o produzione Italiana.

Il medico mi ha prescritto cannabis da assumere per vaporizzazione. Quali dispositivi MEDICI esistono?

Premesso che esistono tantissimi vaporizzatori, gli unici 2 attualmente certificati per l’uso medico (ossia viene garantita la quantità e riproducibilità dell’estrazione) sono della ditta Volcano (consigliata dal Ministero Olandese): esiste in versione Digital Medic e, da Giugno 2016, in versione portatile Volcano Mighty.

 

ACQUISTARE CANNABIS TERAPEUTICA

Quali formulazioni di cannabis possono essere acquistate?

La cannabis acquistabile nelle Farmacie galeniche può essere preparata in cartine (per vaporizzazione o tisana), tinture alcoliche, resine ed estratti oleosi, capsule apribili micronizzate per tisana, colliri, capsule ad uso orale già pronte, supposte, liquido con THC e CBD per sigarette elettroniche (sperimentale*), crema o gel transdermico.

Come è possibile acquistare (con ricetta medica) i flaconcini da 5 grammi di cannabis olandese (con tappo giallo?)

Non è possibile, in quanto è illegale: al momento dell’acquisto, è apposto un sigillo su ogni confezione che riporta come il Farmacista NON possa cedere i 5 grammi come tali; altrettanto, ad ogni acquisto, il Farmacista deve firmare sul DDT una certificazione in base alla quale non cederà nessuno dei flaconi da 5 grammi come tali.
La legge prevede, inoltre, che un farmaco possa essere venduto solo a dose e forma di medicamento.

Ma le AUSL o Ospedali forniscono proprio questi flaconi con tappo giallo sigillati che…

È illegale!

Ma anche alcune Farmacie, che fanno pagare qualche € in meno, forniscono la cannabis NON in cartine, ma in grossi barattoli, senza dividerla.

È illegale! Se la Farmacia a cui il paziente si rivolge, fornisce dosi NON ripartite in cartine/bustine, magari il paziente avrà risparmiato qualcosa, ma dall’altro lato dovrebbe chiedersi: il Farmacista ha preferito commettere un illecito già una volta; per quale motivo allora dovrebbe essere onesto nel consegnare effettivamente cannabis farmaceutica (Bedrocan, Bediol, ecc…), piuttosto che una mescolanza con cannabis di strada o altro (!), allo scopo di lucrare ulteriormente sulla salute del paziente?

OLIO DI CANNABIS E RESINE

È possibile acquistare LEGALMENTE l’olio di cannabis in Italia?

Si, tramite le farmacie e con ricetta medica, come spiegato in questo post (con concentrazioni, ricette, spiegazioni, eccetera…).

È vero che da Dicembre 2015 NON è più possibile preparare in Farmacia olio di cannabis o altri estratti?

NO, non è vero. Il DM 9/11/2015 ha imposto un vincolo molto pesante per le farmacie, ossia di titolare (calcolare la concentrazione di THC e/o CBD) ogni singola preparazione galenica magistrale di estratto (alcolico, oleoso, ecc…). I macchinari e i costi da sostenere sono assolutamente proibitivi per la maggior parte delle Farmacie, eccetto alcune che potranno continuare a preparare cannabis olive oil, resine e altri estratti. Alcune Farmacie di Farmagalenica in grado di continuare a preparare l’olio sono reperibili su Cercagalenico.it.

Il Medico dice che non può prescrivere l’olio perché non si può più fare.

Vedi sopra: il Medico sbaglia in quanto può continuare a prescrivere qualsiasi estratto esattamente come prima, solo che bisogna rivolgersi ad una delle (poche) farmacie dotate della strumentazione necessaria prevista dal Decreto 9/11/2015.

È possibile acquistare legalmente online (su Internet) olio di cannabis (CBD oil) con solo CBD?

No, non è legalmente possibile perché in Italia, estratti ad uso orale contenenti solo CBD e 0.x% THC non sono recepiti e classificati come (es.) integratori alimentari o parafarmaco o alimenti, ma ritenuti alla stregua di un qualsiasi estratto di cannabis con THC.
Il CBD è stato riconosciuto come sostanza cosmetica e alcuni Stati (Gran Bretagna) hanno cominciato a interrompere la commercializzazione di prodotti a base di CBD in quanto riclassificati come “dotati di proprietà terapeutiche”: potranno essere venduti solo come medicinali (con tutto l’iter del caso).
Per la normativa italiana, attualmente le uniche parti della cannabis utilizzabili nella realizzazione di integratori alimentari sono i semi.
Poi si sà, internet è un limbo…

Se volessi ottenere un prodotto a base solo di CBD o arricchito in CBD ad uso meDIco, come posso fare?

La risposta (positiva) è in questo post.

Come posso calcolare il dosaggio corretto dell’olio di cannabis (numero di gocce o ml) sapendo la dose di THC o CBD che devo assumere?

Utilizzando un pratico calcolatore online reperibile QUI su Farmagalenica.
È possibile sapere la concentrazione percentuale (es. 0.5%, 1%) dell’olio o resina e il contenuto medio di una goccia.

DOMANDE VARIE

Ho sentito che è legale in italia la cannabis detta . Si troverà anche in farmacia?

Si tratta di cannabis NON terapeutica, in infiorescenze. Il “prodotto” (chiamato EasyJoint) non è registrato come alimento, integratore, parafarmaco o dispositivo medico, ma si tratta di canapa contenente solo CBD (4%).
Ecco quindi che la vendita cannabis in farmacia (di EasyJoint) NON può avvenire, non rientrando in alcuna categoria merceologica.
Si chiarisce inoltre che questa canapa NON ha alcun effetto terapeutico.

E’ possibile guidare dopo l’assunzione di cannabis terapeutica?

Ni.
Da Dicembre 2015, il DM 9/11/2015 ha sancito che

I soggetti in terapia [dei cannabinoidi, ndr.], inoltre, dovrebbero essere esentati dalla guida di veicoli o dallo svolgimento di lavori che richiedono allerta mentale e coordinazione fisica per almeno 24 ore dopo l’ultima somministrazione con cannabis per uso medico.

La parola dovrebbero non rappresenta un obbligo, ma una raccomandazione. Per questo non è possibile sostenere che è categorico NON guidare.
In caso di incidente automobilistico dal punto di vista civilistico/penalistico, dato che è possibile rilevare tracce di cannabinoidi a distanza di settimane dall’assunzione, è necessario essere consapevoli che comunque potrebbe aprirsi un contenzione in cui sarà necessario dimostrare (con copia delle prescrizione e etichette del farmaco) che l’assunzione è avvenuta a scopo terapeutico.
Attualmente però non è prevista una legge precisa sulla guida per chi assume cannabis terapeutica, anche se il seguente post è di grande aiuto per orientarsi.

Posso chiedere una copia della ricetta al farmacista, al fine di dimostrare che la cannabis utilizzata è legale e ad uso terapeutico?

Certamente si, anzi, con il DM 9/11/2015 il Farmacista ha l’obbligo di fornire sempre una copia datata, timbrata, prezzata e firmata, anche senza che il paziente la chieda.

Come mai a volte si fa fatica a reperire Cannabis terapeutica, intesa come disponibilità in farmacia?

Ormai c’è ampia disponibilità di cannabis, alcune Farmacie di Farmagalenica (clicca per avviare la ricerca) dispongono di ampie scorte per sopperire alla mancanza e permettere di non interrompere le terapie, non ci sono più periodi “scoperti” in cui la cannabis non si trova. Bisogna solo cercare una Farmacia che ne disponga: ce ne sono sempre, 24/7.

Alcune AUSL pretendono certi formalismi sulla ricetta che prima non chiedevano.

Se il Farmacista o la AUSL vi dicono che la ricetta che avete per l’acquisto di cannabis a pagamento, non va bene perché:

  • non riporta il consenso informato
  • deve essere limitata a 30 giorni di terapia anche se a pagamento
  • è necessario avere obbligatoriamente la carta di identità per poterla ritirare
  • serve un ricettario speciale (ministeriale a ricalco)

cambiate AUSL/Farmacia. Nessuna di queste richieste è legittimamente supportata dalla normativa (si ribadisce, nella dispensazione a pagamento).

Ho sentito che ci sono 2 tipi di cannabis Bedrocan, uno al 19%, l’altro al 22%. E’ vero?

No.
Fino a Giugno 2014 il metodo analitico strumentale della ditta Bedrocan BV per calcolare il THC, calcolava un THC del 19%; la Bedrocan BV si è accorta che questo metodo era impreciso e, con il nuovo metodo, la cannabis Bedrocan è risultata con una concentrazione del 22% di THC. NON SI TRATTA di 2 Bedrocan diversi, ma sempre dello stessa cannabis, ma con metodi analitici differenti.
L’Olanda ha risolto immediatamente aggiornando tutti i certificati in quanto la definizione “formale” 19% ha cessato di esistere. In Italia (figuriamoci) il Ministero della Salute non ha aggiornato le “carte”: il valore del THC è, infatti, il parametro legale per differenziare le varie varietà di cannabis terapeutica. Ne consegue che in Italia resta legale il Bedrocan 19% e non è “contemplato” il Bedrocan 22%, che viene ribadito, è la stessa identica cosa (per chi mastica fisica quantistica, pensi al gatto di Schrödinger: contemporaneamente vivo e morto. Il Bedrocan in Italia è uguale: contemporaneamente 19% e 22%).
Per questo motivo, la Bedrocan BV produce dei certificati d’analisi ad hoc per l’Italia in cui indica che il Bedrocan è 22% con la nuova metodica, ma anche contemporaneamente 19% con la vecchia metodica.
Quando si legge Bedrocan 19% o Bedrocan 22% in ricetta, dal Medico o dal Farmacista, si sta parlando della stessa identica cosa (al reale valore di 22% in THC).

Con la depenalizzazione a Gennaio 2016, è cambiato qualcosa nel consumo ad uso terapeutico o autocoltivazione della cannabis, dato che si è parlato di “depenalizzazzione”?

NON È CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NULLA!
La depenalizzazione di cui si è parlato a metà Gennaio 2016 riguardava solo ed ESCLUSIVAMENTE i soggetti autorizzati a coltivare cannabis per scopo terapeutico, ossia l’Istituto Militare di Firenze e il CRACIN di Rovigo, trasformando eventuali future mancanze (errori) da reato (quindi penale) a sanzione amministrativa. NULLA è stato variato per autocoltivazione, spaccio, legalizzazione, ecc.. Rimane tutto illegale come sempre. Depenalizzazioni e uso personale non sono state minimamente sfiorate e non sono neppure in agenda di Governo. I giornalisti non sanno di che parlano e fanno solo grande confusione.

Questo vuol forse dire che è possibile coltivare cannabis ad uso terapeutico da rivendere a farmacie o industrie farmaceutiche?

In teoria SI, in pratica NO per 2 motivi:
1. come prevede il Decreto 9/11/2015, si tratta di autorizzazioni che rilascia l’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute, cosa che non avverrà fino a (almeno) fine 2017.
2. sempre come prevede il Decreto citato, la produzione di cannabis deve avvenire in ambiente GMP (Good Manufactoring Practice) alla pari di un’industria farmaceutica, con tutte le autorizzazioni del caso.

Dove posso trovare ulteriori informazioni istituzionali sulla cannabis ad uso medico?

Possono essere reperite sul sito del Ministero della Salute e dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Miitare di Firenze.

Da Giugno/Luglio 2017 molte farmacie hanno smesso di preparare cannabis. Come mai?

A seguito dell’entrata in vigore (il 18 Giugno 2017) del DM che impone il prezzo di vendita della cannabis infiorescenze a 8,18€ + 10% IVA (9€), molte farmacie hanno cessato di preparala perché… ci rimettevano, dato che acquistavano la cannabis a prezzi superiori (9€/9.50€ + IVA 22%). Non essendo sostenibile per la farmacia lavorare in perdita (come in qualsiasi lavoro), l’unica cosa possibile è stata sospendere la preparazione.

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