Vendita cannabis in Farmacia: situazione 2017

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2015?

Vendita cannabis in Farmacia. A che punto siamo nel 2016?

I Farmacisti di Farmagalenica preparano Cannabis Sativa e Indica, da quando è permessa, legalmente, la vendita cannabis in Farmacia (ossia da inizio 2013).

A distanza di oltre 4 anni, si ritiene utile riepilogare molte domande che sono state poste, soprattutto in un periodo in cui il clamore mediatico è alto e sempre più si parla dell’uso terapeutico della cannabis senza nemmeno sapere che già da tempo è legalmente autorizzato.
Tutte le risposte fornite in questo post sono date da un Farmacista che lavora ogni giorno a stretto contatto con la realtà della vendita cannabis in Farmacia.

CANNABIS TERAPEUTICA: ASPETTI GENERALI

La cannabis è legale in Italia (Gennaio 2017)?

SI per uso terapeutico o medico, NO per uso personale o ricreativo. Non c’è alcuna depenalizzazione o liberalizzazione (v. domande più avanti).

Da dove proviene la cannabis legale ad uso terapeutico per la quale è consentita la vendita cannabis in Farmacia?

TUTTA la cannabis legale circolante sul suolo Italiano proviene dall’Olanda, da serre farmaceutiche olandesi e dalla coltivazione italiana da parte dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.

La cannabis olandese è “chimica” o OGM?

Assolutamente no, ANZI! È di coltivazione “biologica”, viene coltivata in serre chiuse (indoor) controllate e computerizzate, senza alcun pesticida o fitofarmaco proprio perché l’ambiente è automatizzato e i parametri sono mantenuti costanti e ottimali per permettere lo sviluppo della pianta (che viene clonata, non seminata) ed evitare lo sviluppo di infezioni; per il controllo degli infestanti si usano insetti predatori.

È possibile acquistare legalmente cannabis ad uso terapeutico – medico senza ricetta?

No, la cannabis terapeutica può essere acquistata sempre e solo con ricetta medica.

Dove è possibile acquistare la cannabis ad uso terapeutico?

La cannabis ad uso medico può essere acquistata presso Ospedale/AUSL o presso le Farmacie aperte al pubblico che effettuano preparazione di farmaci galenici e che ne dispongono in giacenza.
Per cercare quali Farmacie italiane di Farmagalenica preparano e vendono cannabis ad uso terapeutico – medico, cliccare QUI (si apre una nuova pagina).

Che tipo di ricetta serve per l’acquisto di cannabis uso medico a pagamento presso una Farmacia Galenica?

Per l’acquisto è necessaria una ricetta “bianca” (su ricettario privato) redatta da un QUALSIASI Medico (specialista, non specialista, di base, pediatra, eccetera) iscritto all’Ordine dei Medici Italiani che andrà redatta secondo particolari modalità previste dalla legge Di Bella (Legge 94/98). Contattando le Farmacie di Farmagalenica, sarà possibile richiedere anche facsimili di ricette già pronte e precompilate, con tutte le istruzioni per il Medico.
Nella Regione Emilia Romagna, la prescrizione PUO’ ANCHE avvenire attraverso il sistema SOLE, ossia ricetta dematerializzata.

Quali varietà di cannabis sono disponibili legalmente in Italia?

Ad oggi tutta la cannabis legale in Italia arriva solo ed unicamente dall’Olanda. Esiste una sola varietà INDICA (detta Bedica), mentre tutti gli altri strain (varietà) di cannabis venduti in Farmacia sono SATIVA.
La situazione sulle disponibilità è quindi:

THC CBD Varietà
Bedrocan 22% < 1% SATIVA
Bediol 6% 8% SATIVA
Bedica 14% < 1% INDICA
Bedrobinol 12% < 1% SATIVA
Bedrolite < 0,4% 9% SATIVA
FM2 5-8% 7,5-12% SATIVA

CANNABIS TERAPEUTICA: COSTI E MUTUABILITA’

In quali regioni italiane è legale prescrivere cannabis terapeutica?

A pagamento, in TUTTE LE REGIONI DI ITALIA! TUTTE! Al di la di quello che si legge o comprende da giornali e trasmissioni televisive o su Internet, sono quasi 4 anni che la cannabis terapeutica può essere prescritta per l’acquisto a pagamento in tutta Italia, incluse Regioni Autonome o a Statuto Speciale.
Per la prescrizione a carico del Sistema Sanitario (Regionale), leggere dopo.

È possibile ottenere la cannabis GRATIS per uso medico – terapeutico?

Attualmente, solo poche Regioni (Toscana, Puglia, Liguria, Campania, Emilia Romagna e Veneto) riconoscono pienamente la possibilità di fornire gratuitamente la cannabis uso terapeutico.
La situazione rimborso però o molto disomogenea in tutta Italia: al di la delle singole Regioni, alcune AUSL di varie Regioni permettono l’importazione dei cannabinoidi direttamente dall’Olanda richiedendo al paziente solamente il pagamento di una quota per le spese burocratiche di importazione e gestione della richiesta. La maniera CERTA per sapere se la propria AUSL di residenza rimborsa i cannabinoidi è contattarla direttamente e chiedere.

L’istituto Farmaceutico Militare di Firenze sta coltivando la cannabis. Questo permetterà di abbassare i costi? Sarà possibile acquistarla direttamente?

In breve: si e no.

La cannabis “italiana” prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze consiste in una sola varietà (chiamata FM2) che “ricorda” il Bediol Olandese.
Sarà disponibile da Gennaio 2017 e potrà essere acquistata sia da Farmacie pubbliche che private, oltre che AUSL e Ospedali.
Il prezzo di acquisto da parte di Farmacie e Ospedali (quindi NON prezzo di vendita al pubblico) è di 8,39€ (6,88€ + IVA 22%) al grammo che, come fanno notare alcuni addetti ai lavori, è più alto di quello di importazione diretta dall’Olanda da parte di Ospedali (al costo di 5€/grammo + IVA 22%)

Per gli ultimi aggiornamenti, leggere questo post.

Quali sono i costi della cannabis uso terapeutico – medico?

Risposta: i costi (inteso quanto paga il paziente con ricetta bianca) sono riportati in questo post. Sono costi INDICATIVI, ma danno un’idea sull’ordine di spesa:

  • circa 18-20€ al grammo (come quella reperibile illegalmente) per la cannabis OLANDESE.
  • circa 15,14€ al grammo per la cannabis ITALIANA prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.

Chi parla di 40€/45€/60€ al grammo o mente sapendo di mentire o è stato truffato.

 

CANNABIS ITALIANA FM2

Se adesso pago la cannabis olandese, quando arriverà quella “italiana” FM2 (dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze) potrò non pagarla?

Assolutamente NO. Non cambierà una virgola. Se la patologia è non rimborsata, la cannabis si paga sempre e comunque, indipendentemente che sia olandese, italiana, marocchina o altro…

Ho letto che la cannabis FM2 sarà disponibile solo in una Farmacia di Vicenza…

Ma assolutamente no! È disinformazione.
Qualsiasi farmacia italiana può ricevere la cannabis FM2 facendone richiesta con appositi moduli. Non ci sono distinzioni o preferenze o esclusività di sorta.

La cannabis italiana FM2 e la cannabis olandese Bediol sono la stessa cosa?

Assolutamente no! Sono 2 varietà accomunate (si fa per dire) solo dal fatto che entrambe contengono sia THC sia CBD.
Non sono gli stessi livelli di THC e CBD, non hanno genetica in comune, non hanno stesso profilo terpenico, ecc… In più il Bediol è soggetto a brevetto, quindi impossibile sia replicato nella FM2.

La cannabis Italiana FM2 è “migliore” di quella olandese?

Premesso che, in base alla risposta sopra, è errato fare paragoni, anche solo valutando il titolo in THC e CBD è impossibile affermare che sia migliore, anzi.
Se ad esempio si considera il CBD (sostanza di grande interesse farmaceutico), sostenendo che nella cannabis FM2 ce ne è di più (in teoria fino al 12%) rispetto a quella Olandese (in teoria 9%), in realtà la concentrazione reale del primo lotto è di 8.7% (quindi inferiore a quella olandese).
Non è certo “migliore”.

PERCHè LA CANNABIS FM2 SONO INFIORESCENZE macinate?

Interessante domanda.
E’ stato spiegato che macinare (sic) le infiorescenze con granulometria inferiore a 4 mm è servito a “uniformare” il contenuto in principio attivo.
L’osservazione principale che viene da fare è: la triturazione rompe i tricomi, causa fuoriuscita degli oli della cannabis, aumenta la superficie di esposizione. In pratica, si ha potenziale perdita di principio attivi (cannabinoidi, ma non solo) e invecchiamento più rapido a opera di luce e aria.

Qual è la reale concentrazione del primo lotto di cannabis commercializzato?

Stando al (presunto) certificato di analisi ricevuto dalle Farmacie, risulta che:
THC 5.6%
CBD: 8.6%

Se ho una ricetta medica che prescrive Bediol, può il farmacista sostituirla automaticamente con cannabis FM2?

No, non è possibile in nessun modo. L’unica maniera è che il medico rifaccia la ricetta indicando la varietà cannabis FM2 al posto di Cannabis Bediol.

 

PATOLOGIE PER LA CANNABIS TERAPETUICA

Per quali patologie è possibile prescrivere la cannabis?

Se si parla di cannabis a pagamento, la risposta è “per qualsiasi patologia per la quale esista un minimo di letteratura scientifica accreditata“.
Se si parla di cannabis a carico SSR (Sistema Sanitario Regionale), la risposta è “per le sole indicazioni terapeutiche che la Regione ha accreditato come riconosciute“. Attualmente, gli utilizzi (diverso da indicazioni terapeutiche) riconosciuti dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuitamente a carico SSR sono: sclerosi multipla, dolore oncologico  e cronico, cachessia (in anoressia, HIV, chemioterapia), vomito e inappetenza da chemioterapici, glaucoma, sindrome di Tourette*.
Importante: ogni Regione è AUTONOMA nel decidere quali patologie rientrano nella distribuzione gratuita e quali no.

sono affetto dalla patologia XYZ. Potrò avere gratuitamente la cannabis terapeutica (infiorescenze, olio, eccetera) Olandese o prodotta dallo Stato italiano?

No, a meno che la patologia XYZ non sia tra le poche indicazioni riconosciute (v. domanda precedente), andrà acquistata a pagamento indipendentemente che sia di importazione Olandese o produzione Italiana.

Il medico mi ha prescritto cannabis da assumere per vaporizzazione. Quali dispositivi MEDICI esistono?

Premesso che esistono tantissimi vaporizzatori, gli unici 2 attualmente certificati per l’uso medico (ossia viene garantita la quantità e riproducibilità dell’estrazione) sono della ditta Volcano (consigliata dal Ministero Olandese): esiste in versione Digital Medic e, da Giugno 2016, in versione portatile Volcano Mighty.

 

ACQUISTARE CANNABIS TERAPEUTICA

Quali formulazioni di cannabis possono essere acquistate?

La cannabis acquistabile nelle Farmacie galeniche può essere preparata in cartine (per vaporizzazione o tisana), tinture alcoliche, resine ed estratti oleosi, capsule apribili micronizzate per tisana, colliri, capsule ad uso orale già pronte, supposte, liquido con THC e CBD per sigarette elettroniche (sperimentale*), gel transdermico.

Come è possibile acquistare (con ricetta medica) i flaconcini da 5 grammi di cannabis olandese (con tappo giallo?)

Non è possibile, in quanto è illegale: al momento dell’acquisto, è apposto un sigillo su ogni confezione che riporta come il Farmacista NON possa cedere i 5 grammi come tali; altrettanto, ad ogni acquisto, il Farmacista deve firmare sul DDT una certificazione in base alla quale non cederà nessuno dei flaconi da 5 grammi come tali.
La legge prevede, inoltre, che un farmaco possa essere venduto solo a dose e forma di medicamento.

Ma le AUSL o Ospedali forniscono proprio questi flaconi con tappo giallo sigillati che…

È illegale!

Ma anche alcune Farmacie, che fanno pagare qualche € in meno, forniscono la cannabis NON in cartine, ma in grossi barattoli, senza dividerla.

È illegale! Se la Farmacia a cui il paziente si rivolge, fornisce dosi NON ripartite in cartine/bustine, magari il paziente avrà risparmiato qualcosa, ma dall’altro lato dovrebbe chiedersi: il Farmacista ha preferito commettere un illecito già una volta; per quale motivo allora dovrebbe essere onesto nel consegnare effettivamente cannabis farmaceutica (Bedrocan, Bediol, ecc…), piuttosto che una mescolanza con cannabis di strada o altro (!), allo scopo di lucrare ulteriormente sulla salute del paziente?

OLIO DI CANNABIS E RESINE

È possibile acquistare LEGALMENTE l’olio di cannabis in Italia?

Si, tramite le farmacie e con ricetta medica, come spiegato in questo post (con concentrazioni, ricette, spiegazioni, eccetera…).

È vero che da Dicembre 2015 NON è più possibile preparare in Farmacia olio di cannabis o altri estratti?

NO, non è vero. Il DM 9/11/2015 ha imposto un vincolo molto pesante per le farmacie, ossia di titolare (calcolare la concentrazione di THC e/o CBD) ogni singola preparazione galenica magistrale di estratto (alcolico, oleoso, ecc…). I macchinari e i costi da sostenere sono assolutamente proibitivi per la maggior parte delle Farmacie, eccetto alcune che potranno continuare a preparare cannabis olive oil, resine e altri estratti. Alcune Farmacie di Farmagalenica in grado di continuare a preparare l’olio sono reperibili su Cercagalenico.it.

Il Medico dice che non può prescrivere l’olio perché non si può più fare.

Vedi sopra: il Medico sbaglia in quanto può continuare a prescrivere qualsiasi estratto esattamente come prima, solo che bisogna rivolgersi ad una delle (poche) farmacie dotate della strumentazione necessaria prevista dal Decreto 9/11/2015.

È possibile acquistare legalmente online (su Internet) olio di cannabis (CBD oil) con solo CBD?

No, non è legalmente possibile perché in Italia, estratti ad uso orale contenenti solo CBD e 0.x% THC non sono recepiti e classificati come (es.) integratori alimentari o parafarmaco, ma ritenuti alla stregua di un qualsiasi estratto di cannabis con THC.
A breve, potrebbe essere realizzato un olio dal Farmacista sulla base della Farmacopea Tedesca, senza ricetta, ma la questione è ancora in divenire.
Alcuni Stati (Gran Bretagna) hanno inoltre cominciato a interrompere la commercializzazione di prodotti a base di CBD in quanto riclassificati come “dotati di proprietà terapeutiche”.

Come posso calcolare il dosaggio corretto dell’olio di cannabis (numero di gocce o ml) sapendo la dose di THC o CBD che devo assumere?

Utilizzando un pratico calcolatore online reperibile QUI su Farmagalenica.

DOMANDE VARIE

E’ possibile guidare dopo l’assunzione di cannabis terapeutica?

Ni.
Da Dicembre 2015, il DM 9/11/2015 ha sancito che

I soggetti in terapia [dei cannabinoidi, ndr.], inoltre, dovrebbero essere esentati dalla guida di veicoli o dallo svolgimento di lavori che richiedono allerta mentale e coordinazione fisica per almeno 24 ore dopo l’ultima somministrazione con cannabis per uso medico.

La parola dovrebbero non rappresenta un obbligo, ma una raccomandazione. Per questo non è possibile sostenere che è categorico NON guidare.
In caso di incidente automobilistico dal punto di vista civilistico/penalistico, dato che è possibile rilevare tracce di cannabinoidi a distanza di settimane dall’assunzione, è necessario essere consapevoli che comunque potrebbe aprirsi un contenzione in cui sarà necessario dimostrare (con copia delle prescrizione e etichette del farmaco) che l’assunzione è avvenuta a scopo terapeutico.
Attualmente però non è prevista una legge precisa sulla guida per chi assume cannabis terapeutica, anche se il seguente post è di grande aiuto per orientarsi.

Posso chiedere una copia della ricetta al farmacista, al fine di dimostrare che la cannabis utilizzata è legale e ad uso terapeutico?

Certamente si, anzi, con il DM 9/11/2015 il Farmacista ha l’obbligo di fornire sempre una copia datata, timbrata, prezzata e firmata, anche senza che il paziente la chieda.

Come mai a volte si fa fatica a reperire Cannabis terapeutica, intesa come disponibilità in farmacia?

Ormai c’è ampia disponibilità di cannabis, alcune Farmacie di Farmagalenica (clicca per avviare la ricerca) dispongono di ampie scorte per sopperire alla mancanza e permettere di non interrompere le terapie, non ci sono più periodi “scoperti” in cui la cannabis non si trova. Bisogna solo cercare una Farmacia che ne disponga: ce ne sono sempre, 24/7.

Alcune AUSL pretendono certi formalismi sulla ricetta che prima non chiedevano.

Se il Farmacista o la AUSL vi dicono che la ricetta che avete per l’acquisto di cannabis a pagamento, non va bene perché:

  • non riporta il consenso informato
  • deve essere limitata a 30 giorni di terapia anche se a pagamento
  • è necessario avere obbligatoriamente la carta di identità per poterla ritirare
  • serve un ricettario speciale (ministeriale a ricalco)

cambiate AUSL/Farmacia. Nessuna di queste richieste è legittimamente supportata dalla normativa (si ribadisce, nella dispensazione a pagamento).

Ho sentito che ci sono 2 tipi di cannabis Bedrocan, uno al 19%, l’altro al 22%. E’ vero?

No.
Fino a Giugno 2014 il metodo analitico strumentale della ditta Bedrocan BV per calcolare il THC, calcolava un THC del 19%; la Bedrocan BV si è accorta che questo metodo era impreciso e, con il nuovo metodo, la cannabis Bedrocan è risultata con una concentrazione del 22% di THC. NON SI TRATTA di 2 Bedrocan diversi, ma sempre dello stessa cannabis, ma con metodi analitici differenti.
L’Olanda ha risolto immediatamente aggiornando tutti i certificati in quanto la definizione “formale” 19% ha cessato di esistere. In Italia (figuriamoci) il Ministero della Salute non ha aggiornato le “carte”: il valore del THC è, infatti, il parametro legale per differenziare le varie varietà di cannabis terapeutica. Ne consegue che in Italia resta legale il Bedrocan 19% e non è “contemplato” il Bedrocan 22%, che viene ribadito, è la stessa identica cosa (per chi mastica fisica quantistica, pensi al gatto di Schrödinger: contemporaneamente vivo e morto. Il Bedrocan in Italia è uguale: contemporaneamente 19% e 22%).
Per questo motivo, la Bedrocan BV produce dei certificati d’analisi ad hoc per l’Italia in cui indica che il Bedrocan è 22% con la nuova metodica, ma anche contemporaneamente 19% con la vecchia metodica.
Quando si legge Bedrocan 19% o Bedrocan 22% in ricetta, dal Medico o dal Farmacista, si sta parlando della stessa identica cosa (al reale valore di 22% in THC).

Con la depenalizzazione a Gennaio 2016, è cambiato qualcosa nel consumo ad uso terapeutico o autocoltivazione della cannabis, dato che si è parlato di “depenalizzazzione”?

NON È CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NULLA!
La depenalizzazione di cui si è parlato a metà Gennaio 2016 riguardava solo ed ESCLUSIVAMENTE i soggetti autorizzati a coltivare cannabis per scopo terapeutico, ossia l’Istituto Militare di Firenze e il CRACIN di Rovigo, trasformando eventuali future mancanze (errori) da reato (quindi penale) a sanzione amministrativa. NULLA è stato variato per autocoltivazione, spaccio, legalizzazione, ecc.. Rimane tutto illegale come sempre. Depenalizzazioni e uso personale non sono state minimamente sfiorate e non sono neppure in agenda di Governo. I giornalisti non sanno di che parlano e fanno solo grande confusione.

Questo vuol forse dire che è possibile coltivare cannabis ad uso terapeutico da rivendere a farmacie o industrie farmaceutiche?

In teoria SI, in pratica NO per 2 motivi:
1. come prevede il Decreto 9/11/2015, si tratta di autorizzazioni che rilascia l’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute, cosa che non avverrà per i successivi 2 anni.
2. sempre come prevede il Decreto citato, la produzione di cannabis deve avvenire in ambiente GMP (Good Manufactoring Practice) alla pari di un’industria farmaceutica, con tutte le autorizzazioni del caso.

POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO CON ULTERIORI DOMANDE.
Scrivere la domanda nei commenti o inviatele tramite email.

Divieto preparazioni dimagranti: la posizione di Farmagalenica

Dopo il divieto preparazioni galeniche a scopo dimagrante, una analisi a caldo

Dopo il divieto preparazioni galeniche a scopo dimagrante, una analisi a caldo

Farmagalenica SNC esprime nel seguente articolo (aggiornato a Gennaio 2017… i motivi sono esposti sotto), la sua posizione sulle preparazioni dimagranti a seguito di quanto deciso recentemente dal Ministero della Salute a proposito del divieto di allestire preparazioni galeniche a scopo dimagrante, cioè prescritte dal Medico e preparate dal Farmacista in un Laboratorio Galenico.

Cosa succede alle preparazioni dimagranti galeniche, cioè preparate dal Farmacista su indicazione medica?

Il DM (Decreto Ministeriale) del 10 Agosto 2015, lo ricordiamo, ha imposto che le seguenti sostanze

  • bupropione
  • clorazepato di potassio
  • fluoxetina
  • furosemide
  • metformina
  • topiramato
  • TRIAC (acido triiodoacetico)
  • efedrina (da 11 Dicembre 2015) ANNULLATO dal TAR Lazio 10/01/2017

e il Decreto del Ministero della Salute del 22 dicembre 2016 “Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina ed altri” (in vigore dal 2 Gennaio 2017):

  • sertralina
  • buspirone
  • acido ursodesossicolico
  • pancreatina
  • 5-idrossitriptofano
  • te’ verde e.s.
  • citrus aurantium e.s.
  • sinefrina
  • fucus e.s.
  • iodio totale
  • tarassaco e.s.
  • inulina
  • aloe e.s.
  • boldo e.s.
  • boldina
  • pilosella e.s.
  • teobromina
  • guaranà e.s.
  • rabarbaro e.s.
  • finocchio e.s.
  • cascara e.s.
  • 1-(beta-idrossipropil) teobromina
  • acido deidrocolico
  • bromelina
  • caffeina
  • cromo
  • d-fenilalanina
  • deanolo-p-acetamido benzoato
  • fenilefrina
  • fucus vesciculosus e.s.
  • L-(3 acetiltio-2(S)-metil propionil)-L-propil-L-fenilalanina
  • senna
  • spironolattone
  • teobromina
  • L-tiroxina
  • triiodotironina
  • zonisamide
  • naltrexone
  • oxedrina
  • fluvoxamina
  • idrossizina
  • inositolo
  • L-carnosina
  • slendesta

non siano più utilizzabili da sole o in associazione quando prescritte per terapie di controllo del peso (o anche non per il controllo peso).

Perchè sono stati emanati questi Decreti?

Si tratta, a nostro avviso, di un provvedimento ingiusto, che va a colpire chi non ha responsabilità in merito (farmacisti) e, anzi, introducendo alcuni elementi contraddittori che verranno esplicati di seguito.
A quanto risulta, tutto è iniziato a seguito di una segnalazione di 2 (due) morte sospette (sospette!) a causa di uno dei componenti utilizzato nella prescrizione di farmaci galenici (la fenilpropanolamina o norefedrina) che nel Maggio 2015 e Luglio 2015 poi, ha dato il via a tutto questo.

Di seguito una tabella esplicativa su cosa è possibile preparare o meno a seguito dei vari decreti:

Possibilità prescrittive di alcuni principi attivi
A scopo dimagrante Non a scopo dimagrante
 Metformina, TRIAC,
Buproprione, ecc..
(da soli)
 NON AMMESSO  AMMESSO
  Metformina, TRIAC,
Buproprione, ecc..
(associati tra loro)
 NON AMMESSO  NON AMMESSO
 Pseudoefedrina  AMMESSO  AMMESSO
Fenilpropanolamina
(norefedrina)
 NON AMMESSO  NON AMMESSO
Efedrina  AMMESSO  AMMESSO
Tutte le sostanze del DM 2/1/17
(da soli)
 NON AMMESSO  AMMESSO
Tutte le sostanze del DM 2/1/17
(in associazione)
NON AMMESSO NON AMMESSO

Quali le contraddizioni di questi ultimi decreti?

1. il caso della PSEUDOEFEDRINA

ATTENZIONE: in data 11/01/2017 il Tar del Lazio, con sentenza N. 00450/2017 ha annullato il Decreto 27/7/15. La pseudoefedrina torna liberalmente prescrivibile anche per scopi dimagranti.
Rimane il testo sottostante a memoria storica.

Nel DM del 27 Luglio 2015 viene vietata QUALSIASI (lo ripetiamo: qualsiasi) preparazione galenica a base di pseudoefedrina, principio attivo definito “pericoloso per la salute pubblica“.
Il testo del DM recita infatti:

Ravvisata la necessita’ di emanare un provvedimento cautelativo urgente che disponga l’immediato divieto di prescrizione di medicinali galenici e preparazioni contenenti tale principio attivo, in quanto ritenuto pericoloso per la salute pubblica.

La domanda sorge spontanea: se il rischio è della sostanza in se, tale per cui sia vietata in toto (e non solo per preparazioni dimagranti) come mai sono ancora in commercio farmaci industriali che la contengono? Esempio: Actifed®, Actigrip®.
Si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche?
Il sospetto è ancora più marcato se si pensa a preparazioni ad uso veterinario o umano dove la pseudoefedrina veniva usato come analettico cardio-respiratorio.
Siamo CERTI che si tratta solo di una svista o di tempi tecnici, per cui celermente il Ministero della Salute interverrà a tutela dei cittadini Italiani, impedendo la commercializzazione di farmaci a base di pseudoefedrina (o la sua riammissione nelle preparazioni galeniche).

2a. piuttosto che intervenire su chi emette le prescrizioni (Medici), si colpiscono tutti indistintamente (Medici, Farmacisti, pazienti)

Inutile nascondere che in alcune realtà, esisteva la prescrizione e preparazione “facile” di questi farmaci, ma con questo divieto preparazioni dimagranti si è attestata l’incapacità di circoscrivere e limitare solo quei soggetti che abusavano.
Si è voluto (ci sia concesso usare questa metafora) buttare il bambino con l’acqua sporca:
la normativa (94/98, “Legge Di Bella”) prevede che il MEDICO, sapendo in scienza e coscienza se il preparato galenico è usato per scopo dimagrante (o comunque off label) DEVE (imperativo) redigere la ricetta in una certa e precisa maniera, differente dalle normali ricette “bianche” (v. fine articolo per facsimile di esempio), con l’acquisizione del consenso informato, uso di codice alfanumerico e motivazione della prescrizione. Ovviamente, se il MEDICO, sapendo che in scienza e coscienza i principi attivi sono utilizzati secondo le loro indicazioni terapeutiche (in label), redige una normale ricetta “bianca”.
Il Farmacista è obbligato per legge a spedire ricette mediche formalmente corrette, prive di iperdosaggi e di incompatibilità chimico fisiche, senza porsi il problema dell’in label o off label.
D’altro canto, recenti sentenze (2013), hanno stabilito che il Farmacista NON è (aggiungiamo giustamente) da ritenersi in alcun modo responsabile della conoscenza e/o accertamento dell’indicazione terapeutica di un farmaco galenico, essendo questa una competenza del Medico.

2b. non solo non si agisce all’origine del problema, ma si aprono nuovi dilemmi e scaricano responsabilità al Farmacista.

[si ringrazia ASFI per la segnalazione]
Poiché per legge le ricette magistrali ripetibili non sono intestate ad un singolo paziente (nome e cognome sono auspicabili, ma non obbligatori), come fa il farmacista a distinguere se due ricette con sostanze diverse, tra quelle disciplinate dal decreto, sono o meno destinate alla stessa persona?

3. divieto di allestire preparazioni singole con 1 solo dei 7 principi attivi quando usati a scopo dimagrante

Come detto nel punto precedente, un medico può comunque continuare a prescrivere i principi attivi (solo singolarmente) se usati per indicazioni terapeutiche diverse dal dimagrimento/controllo del peso corporeo.
Domanda: considerando quanto esposto sopra, se un medico redige una prescrizione “bianca” normale, senza riferimenti alla Legge Di Bella, come fa un farmacista a sapere se è per dimagrimento o no? Ma sopratutto, lo deve sapere? Come scritto, recenti sentenza hanno stabilito di no (a tal proposito, ASFI ha dichiarato di chiedere lumi al Ministero).
Quindi nessuno vieta ad un Medico di prescrivere 3 preparazioni singole, ognuna con 1 principio attivo, senza specificare l’indicazione terapeutica, far andare il paziente in 3 farmacie diverse per procurarsi i medicinali.
Si comprende come il punto di partenza è sempre quello? Cioè da dove partono le prescrizioni?

4. nessun limite per la vendita di specialità medicinali industriali

I Decreti vanno a colpire solo ed esclusivamente (anche con paradossi, come nel caso della pseudoefedrina) le preparazioni galeniche magistrali realizzate dal Farmacista, non intervenendo in alcuna maniera sui preparati industriali a base dei singoli principi attivi (che, si ricorda, sono vietati come prescrizione galenica quando utilizzati a scopo dimagrante).
E’ quindi legittimo per un medico prescrivere farmaci industriali come il Topamax (topiramato), Lasix (Furosemide), Metforal (metformina), Transene (Clorazepato) a scopo dimagrante, magari associando una singola preparazione galenica di capsule di buproprione, aggirando in questo modo il Decreto.
Anche qui, la domanda è la stessa: si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche?

5. il provvedimento è valido solo per l’Italia, quindi negli altri stati d’Europa questo limite non esiste

Ci si chiede quindi se un Medico francese, tedesco o spagnolo abbiano potere prescrittore diverso rispetto ad uno italiano o se tali sostanze siano pericolose solo se usate (a scopo dimagrante e non) su suolo Italiano.

6. il DM vieta l’uso del bupropione nelle terapie dimagranti, mentre l’EMA ne raccomanda l’approvazione per tale indicazione

[si ringrazia ACEF per la segnalazione]
Suona paradossale il divieto del Ministero di utilizzare il bupropione nelle terapie dimagranti, mentre in America l’FDA approva Mysimba compresse (associazione naltrexone + bupropione) e l’EMA (l’ente Europeo che regola quali farmaci possono essere commercializzati in Europa, Italia compresa) ne raccomanda addirittura l’approvazione.
Ancora una volta: si vuole favorire l’industria farmaceutica e/o sminuire la galenica come Arte del Farmacista e/o si sta cercando una “scusa” per limitare l’uso di questa sostanza nelle preparazioni galeniche? O si tratta di una “svista”?

7. non ci sono cose strane nell’elenco delle sostanze?

Ad esempio:

  1. “pancreatina FU IX ed”: è l’unica sostanza a riportare la descrizione della Farmacopea IX… che non esiste più, siamo alla XII. La dizione è, infatti, un residuo di alcuni software gestionali del laboratorio che stampano in etichetta la vecchia dizione.
  2. fucus vesciculosus: sarà un errore di stampa, ma è vesiculosus. Copiato male sempre da una etichetta?
  3. L-(3 acetiltio-2(S)-metil propionil)-L-propil-L-fenilalanina: che sostanza è? Non esiste in alcun database di chimica…
  4. slendesta: è un nome commerciale (l’unico della lista) che non identifica una sostanza in quanto tale, ma un composto registrato a base di estratto di patata. Basta usare un altro estratto di patata e non si incorre nel divieto del Decreto…

Quale il futuro per le preparazioni dimagranti nella galenica?

È molto probabile che (purtroppo) nulla cambierà lo stato delle cose attuali, perché sono ormai tante, tantissime, le frecce che puntano nella direzione contraria alle terapie dimagranti, con o senza anoressizzanti:

  • l’Europa (nella funzione dell’EMA) ha ormai tolto dal commercio qualsiasi farmaco industriale con indicazione terapeutica anoressizzante.
  • l’ultimo anoressizzante “famoso” è stata la fendimetrazina, tolta dal commercio nel lontano 2010. Da allora, nonostante cause in corso, ricorsi e vie legali, è tutto fermo. Se tanto ci dà tanto…

Quali soluzione Farmagalenica SNC ritiene sarebbero state necessarie adottare?

L’unica vera soluzione del caso “preparazioni dimagranti”, che avrebbe anche risolto i “problemi” citati nelle motivazioni dei Decreti, quali

  • foglietto illustrativo assente
  • minor segnalazioni relative ai preparati galenici

e cioè l’obbligo per i Medici di ricorrere alla giuste modalità di compilazione della ricetta per gli offlabel, ossia secondo gli artt. 4 e 5 della Legge 94/1998 (legge “Di Bella”), in cui il MEDICO dovrebbe (avrebbe dovuto):

  • acquisire il consenso informato, dando spiegazioni al paziente sul trattamento off label, evidenziando rischi e controindicazioni – ecco risolto il problema della mancanza del foglietto illustrativo
  • redigere la ricetta riportando il codice numerico/alfanumerico e la motivazione della prescrizione

mentre il Farmacista avrebbe dovuto, in seguito alla preparazione del farmaco nel Laboratorio Galenico,

  • spedire mensilmente copia della prescrizione alla AUSL che a sua volta la avrebbe inviata al Ministero della Salute per fini statistici e di controllo sul territorio – ecco risolto il problema dell’impossibilità di controllo delle prescrizioni da parte del Ministero della Salute

Certo, servirebbe un lavoro di informazione medica, l’uso di risorse, il cambiamento di abitudini forse troppo consolidate.
Farmagalenica dà il suo contributo allegando di seguito alcuni esempi di facsimile di ricette mediche galeniche redatte correttamente secondo la Legge Di Bella, al fine di cominciare a far prendere coscienza delle corrette modalità di prescrizione di determinate terapie.

Facsimile prescrizione Efedrina in label (indicazioni terapeutiche autorizzate)


Facsimile prescrizione Efedrina off label (indicazioni terapeutiche non autorizzate)

Ci sia permesso concludere con una nota amara: ad oggi (Luglio 2015), nessuna delle principali associazioni dei Farmacisti (ad eccezione di ASFI) ha pubblicamente commentato in maniera decisiva questa situazione delle preparazioni dimagranti. La Galenica, sarà anche di nicchia, ma rimane sempre l’Arte (e l’Anima) del Farmacista.

Desmopressina collirio veterinario: farmaco galenico in Farmacia

Un bel desmopressina collirio per il cagnolone tanto bravo 🙂

Sei alla ricerca di desmopressina collirio uso veterinario per cane (o altro animale)? Il veterinario ha bisogno di un dosaggio che non si trova in Italia? Sappi che alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire un particolare collirio per il tuo cane/gatto a base di desmopressina acetato, nei loro Laboratori Galenici della Farmacia (vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è la desmopressina

La desmopressina (usata come desmopressina acetato) è un farmaco analogo sintetico dell’ormone vasopressina (ADH), che presenta una maggiore durata di azione. Viene utilizzato nel trattamento del diabete insipido. L’assente secrezione ipofisaria di vasopressina può essere ascrivibile a diverse cause quali:

  • tumore ipofisario
  • operazioni neurochirurgiche
  • malattie autoimmuni

In tutti casi la patologia determina escrezione di urine abbondanti e molto diluite (poliuria), con la conseguente elevatissima sete. L’assenza di alti livelli di zuccheri nel sangue, permette di differenziare la diagnosi di diabete insipido dal diabete mellito.
Il trattamento richiede la somministrazione di desmopressina ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3893256).

Cosa fa il Farmacista e perché realizza la desmopressina collirio

Tenendo conto della bassa biodisponibilità orale della desmopressina, la terapia viene normalmente attuata attraverso l’utilizzo di spray nasali, o in ambito veterinario attraverso l’allestimento di uno specifico collirio, direttamente dal Farmacista e su misura.
I Farmacisti di Farmagalenica possono infatti allestire un collirio a base di desmopressina adatto alle esigenze del tuo cane o gatto. Questo significa:

  1. la realizzazione di un Farmaco non reperibile in commercio, permettendoti di attuare la terapia
  2. l’allestimento di un collirio a concentrazione specifica e variabile secondo le diverse esigenze dell’animale, adattando la terapia ad ogni situazione, tipologia e peso dell’animale
  3. la preparazione di un quantitativo adeguato al trattamento (es. 5ml, 10ml, 20 ml, ecc…))
  4. l’assenza di sostanze allergizzanti nel prodotto finale.

La concentrazione della desmopressina collirio varia in base alla razza, al peso dell’animale ed all’entità del problema da trattare (assenza o solo iposecrezione di ADH ad esempio). Ma come detto, per il Farmacista Galenista non è un problema realizzare qualsiasi concentrazione che il Medico Veterinario ritenga migliore, in modo da, tra l’altro, ridurre il numero di somministrazioni.

Come somministrare la desmopressina collirio

La posologia è estremamente variabile e l’allestimento nel laboratorio galenico di un collirio specifico per ogni singola esigenza permetterà di attuare la terapia con poche somministrazioni giornaliere (solitamente l’instillazione di una/due gocce per occhio fino a due volte al giornohttp://www.endocrinevet.info/2011/01/how-do-we-make-desmopressin-dose.html

Quali problemi può causare la desmopressina collirio uso veterinario?

La desmopressina può determinare secchezza ed irritazione della congiuntiva e a lungo termine anche ritenzione idrica. Non è consigliabile la somministrazione della desmopressina collirio nel caso di animali cardiopatici o in trattamento con farmaci quali cortisonici (per aumento del rischio di ritenzione idrica), clorpropamide ed urea (per approfondimenti: http://www.wedgewoodpetrx.com/learning-center/medication-information-for-pet-and-horse-owners/desmopressin-acetate-for-dogs-and-cats.html).
Al momento della vendita, comunque, il Farmacista preparatore indicherà come somministrare ed utilizzare il farmaco, il quale va conservato in frigorifero ed utilizzato al massimo entro 30 giorni dalla data di allestimento.

Per richiedere l’allestimento del collirio di desmopressina acetato per uso veterinario per cane o gatto (o altro animale di piccola taglia, non destinato alla produzione di alimenti) è richiesta la presentazione di una ricetta medico veterinaria NON ripetibile valida 30 giorni dalla data di prescrizione.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it che possono allestire la desmopressina collirio veterinario (con desmopressina acetato), consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Prezzo cannabis FM2 italiana di Stato: guida completa

Dopo il crollo prezzo cannabis terapeutica, da 35€ si passa a 19-22€ al grammo!!! E arriva pure la cannabis FM2.

Da quanto la cannabis è diventata legale ad uso terapeutico nel 2013, uno degli ostacoli più grandi lamentati dai pazienti e associazioni è stato il prezzo: chi diceva che si pagava 35€ al grammo, chi 40€, chi 50€, chi 80€, eccetera.
Posto che agli inizi 2013 (appena diventata legale ad uso terapeutico), la cannabis aveva davvero un prezzo di 35€/grammo (mai 40€), ad oggi importi del genere sono legati o a (voluta) disinformazione o situazioni episodiche disdicevoli. Il Farmacista NON può scegliere liberamente a quale prezzo vendere un farmaco galenico (qualsiasi, non solo i farmaci a base di cannabis), ma deve sottostare a una Tariffa ben precisa, ferma al 1992 (!!), dove tutto parte dal prezzo di acquisto della materia prima (cannabis grezza, raw).

Chiarito il concetto che “1 grammo di cannabis” non vuol dire nulla (si legga l’articolo dedicato), vediamo a fine 2106 – inizio 2017 quale è la situazione:

  1. a partire da Marzo 2016, la cannabis terapeutica di provenienza olandese (Bedrocan BV) verrà venduta nelle Farmacie Italiane (incluse alcune di Farmagalenica) ad un costo di circa 19-22€/grammo, un importante crollo del prezzo cannabis, quindi, rispetto agli inizi.
  2. la notizia che molti aspettavano è arrivata: la “cannabis di stato” o “cannabis italiana” o “cannabis dei militari” o “cannabis FM2” (titolata al 5-8% THC e 7-12%CBD), prodotta a Firenze dall’Istituto Farmaceutico Militare sarà acquistabile in farmacia a partire da (fine) Gennaio 2017.

A cosa è dovuto il calo del prezzo cannabis OLANDESE?

In primis e tecnicamente, ad un solo fattore: la diminuzione dei prezzi di acquisto olandesi.
L’Olanda, infatti, vende ad un prezzo più basso ai fornitori Italiani, i fornitori italiani vendono ad un prezzo più basso ai Farmacisti, i Farmacisti vendono ad un prezzo più basso ai pazienti.
I “responsabili” di questo calo sono da identificarsi in alcuni fornitori italiani che si sono attivamente proposti per ridurre il prezzo all’origine e rivalutare il prezzo di vendita all’Italia.

Qual è il prezzo di vendita della cannabis nelle Farmacie galeniche italiane?

OLANDESE: la cannabis olandese viene acquistata dalle Farmacie Italiane ad un prezzo che varia dagli 8€ ai 10€ + IVA 22% al grammo (ossia dai 9.76€ ai 12.2€ IVA INCLUSA).
In base alla Tariffa nazionale, il prezzo di vendita al pubblico della cannabis diventa circa 18 – 22€ al grammo (IVA 10% inclusa).

ITALIANA: il prezzo cannabis è unico e preciso: viene stabilito (Nota del Ministero QUI) che il prezzo di vendita dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze a Farmacie, AUSL e Ospedali è di 6.88€ + IVA 22% = 8.39€ + spese di spedizione (NON è il prezzo di vendita al PUBBLICO, ATTENZIONE! Continuare a leggere!).
Diversamente da quanto si diceva in interviste passate, infatti, sarà lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze a vendere direttamente, SENZA passare da intermediari. Questo incide sul prezzo finale? Si.

Si è sempre parlato in interviste e interventi passati, di un costo finale di vendita al pubblico (al paziente finale) che sarebbe stato composto da 3 fattori (riferendosi a 1 grammo di cannabis terapeutica):

  1. 6€ circa per Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze
  2. 2€ circa per il grossista intermediario
  3. 2-3€ circa per il Farmacista

che avrebbe dovuto portare, in base alla Tariffa sulla Cannabis (citata nell’ultimo articolo del Decreto 9/11/2015), ad un prezzo di vendita finale della cannabis al paziente di CIRCA 10€ + IVA = 12€/grammo.
Invece, ora, la cannabis FM2 terapeutica è venduta direttamente come materia prima dallo Stabilimento Farmaceutico Militare alla Farmacia. Questo vuol dire che

  • essendo in vigore la Tariffa Nazionale dei Medicinali (aggiornata al 1992!)
  • NON essendo in vigore alcuna Tariffa della Cannabis
  • essendo stabilito comunque un prezzo cannabis fisso al grammo ossia non c’è convenienza ad acquistare (esempio) 1000 grammi rispetto 100 grammi rispetto a 10 grammi

il Farmacista si comporta come sempre, raddoppiando il prezzo di acquisto.
In parole povere, dai 6.88€ + IVA 22% = 8.39€ di acquisto, il prezzo cannabis di vendita al paziente della cannabis FM2 è di 15.14€ al grammo (IVA inclusa).

Quali sono i costi sostenuti dalle AUSL o Ospedali per l’importazione diretta della cannabis olandese?

Normalmente sono tra i 5-6€ + IVA 22%.
Si chiarisce ancora: sono i costi per l’acquisto diretto da parte di AUSL e Ospedali, non da parte di pazienti o farmacie.

Che aspetto ha la cannabis FM2 terapeutica italiana dell’Istituto Farmaceutico Militare?

La cannabis FM2 viene definita dal Ministero come

“costituita da infiorescenze femminili non fecondate, essiccate e macinate con granulometria inferiore a 4 mm”

Appena sarà disponibile un lotto reale fisicamente in Farmacia, verranno pubblicate foto dettagliate in questo articolo.
Nota: i lotti disponibili di cannabis FM2 da gennaio 2017 avranno scadenza a MAGGIO 2017.

Quali sono i TEMPI di approvvigionamento della cannabis?

OLANDESE: se parliamo di farmacie “rifornite”, normalmente in pochi giorni/settimana è possibile ottenere la preparazione.
I grossisti e gli ospedali che si devono invece approvvigionare dall’Olanda, possono richiedere 1-2 mesi di attesa a seconda della DISPONIBILITA’.
Va però detto anche che ormai ci sono Farmacie che dispongono di ampi quantitativi di scorte di cannabis terapeutica ed è quindi impossibile rimanerne sprovvisti: i pazienti devono solo cercare la Farmacia con scorte, ad esempio tramite il motore di ricerca galenico Cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

ITALIANA: come precedentemente scritto, lo Stabilimento Farmaceutico militare dichiara che in caso di DISPONIBILITA’, la cannabis FM2 farmaceutica viene fornita in circa 15 giorni lavorativi alla Farmacia/Ospedale.

Da quanto FISICAMENTE e REALMENTE sarà disponibile la cannabis FM2 nelle Farmacie Italiane?

Probabilmente da metà-fine gennaio 2017. Perché non prima? Stando a quanto riportato sul sito dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze e alle dichiarazioni sul portale del Ministero della Salute:

  1. lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze non evade più ordini a partire dal 18 Dicembre 2016 fino al 9 Gennaio 2017.
  2. per poter richiedere la cannabis FM2, la farmacia deve dotarsi di CIG (procedura abbastanza lunga e laboriosa) per ogni singolo ordine.
  3. ogni ordine viene processato in 15 giorni (“stimati”, cit.)

La cannabis FM2 terapeutica italiana potrà essere usata solo per le prescrizioni SSR (gratuite) o anche nelle prescrizioni a pagamento? Solo per cartine o anche per estratti o altro?

Interessante domanda. Il dubbio nasce esclusivamente da un documento tecnico redatto da un gruppo di lavoro del Ministero e UCS, disponibile QUI.
Certamente a pagamento, cioè quando la ricetta è fatta su ricettario privato del medico (c. d. “ricetta bianca”) NON ci sono limiti, essendo stabilita nel Decreto 9/11/2015 la possibilità di utilizzare la cannabis terapeutica per effettuare estratti (olio o resina) di cannabis. Non ci sono inoltre vincoli prescrittivi alla libertà del Medico, che prescrive sempre secondo scienza e coscienza e in base alla Legge 94/98.
A livello SSR la risposta attualmente migliore è che DIPENDE da ogni singola Regione se consentire o meno l’utilizzo della varietà di cannabis FM2 per l’uso in estratti o altri, piuttosto che solo per decotto o vaporizzazione.

Molte testate giornalistiche scrivono che con la cannabis FM2 di “Stato” le regioni cominceranno a permetterne la distribuzione nelle Farmacie. Ma non era già così?

Si, infatti. Si tratta di errori da parte dei giornalisti che (probabilmente) confondo la distribuzione della cannabis a pagamento tramite le farmacie (che già avviene dal 2013) con la distribuzione a carico SSR (che pure avviene da qualche mese in pochissime Regioni) e che partirà in ulteriori Regioni da quando sarà disponibile la cannabis FM2.
Inoltre essa verrà distribuita a partire dalla riapertura del Farmaceutico a Gennaio, non ci saranno “primi” e “ultimi” a riceverla.

Che ricetta serve per poter ottenere cannabis FM2 terapeutica?

Le modalità di prescrizione per ottenere cannabis FM2 italiana dello stabilimento farmaceutico Militare di Firenze sono IDENTICHE a quelle della cannabis olandese, cambia solo il nome.
Questo significa che:

  1. per la prescrizione a pagamento (su ricetta bianca) di cannabis FM2, il medico può scaricare i facsimile dedicati in questa pagina, sostituendo solamente il nome della cannabis Olandese (es. Bediol) con quello della varietà italiana (FM2) e relative percentuali di THC/CBD.
  2. per la prescrizione a carico SSR nelle regioni in cui già era già rimborsata la cannabis olandese, le ricette vengono redatte alla stessa maniera, sostituendo solamente il nome della cannabis Olandese (es. Bediol) con quello della varietà italiana (FM2) e relative percentuali di THC/CBD.

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Su gentile concessione della Farmacia Dr. Ternelli, si rende disponibile al download una scheda riepilogativa sulla Cannabis terapeutica in Italia, incluso un appendice con tabelle di equivalenze tra olio, milligrammi e gocce.

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Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica in grado di allestire preparazioni a base di cannabis (marijuana) terapeutica consultare il motore di ricerca Cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Cannabis sativa (Bedrocan), farmaco galenico in Farmacia

Cannabis pronta per essere lavorata nel Laboratorio della Farmacia

Cannabis (Bedrocan) appena arrivata, pronta per essere preparata nel Laboratorio della Farmacia

IMPORTANTE: dopo aver letto questo articolo, leggere anche le domande frequenti aggiornate al 2016 – 2017.

Alcune farmacie aderenti a Farmagalenica sono in grado di realizzare farmaci e preparazioni galeniche a base di bedrocan o bediol o bedrobinol bedica o bedrolite o FM2 (Cannabis sativa / indica inflorescenze femminili essiccate) per i medici e pazienti che ne avessero bisogno, nella Sclerosi Multipla, nell’inappetenza, vomito e nausea da chemioterapia o HIV, glaucoma e (in base alla legge Di Bella 94/98) nel trattamento del dolore oncologico, neuropatico e non o (solo se a pagamento) a qualsiasi altra indicazione terapeutica (es. morbo di Chron, epilessia, fibromialgia, Parkinson, eccetera) di cui sia presente sufficiente letteratura scientifica accreditata.

In quali forme farmaceutiche può essere assunta la cannabis?

Ad oggi, le preparazioni a base di cannabis terapeutica che possono essere realizzate nelle Farmacie Galeniche di Farmagalenica sono:

Infatti, il Ministero della salute con DM 23/01/2013, GU n. 33 del 08/02/2013 ha inserito nella Tabella dei Medicinali, sezione B, i medicinali stupefacenti di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) con entrata in vigore il 23 febbraio 2013.
Tale decreto conferma la possibilità di utilizzare in terapia, non solo il delta-9-tetraidrocannabinolo o THC, ma anche i composti vegetali che lo contengono (cioè la cannabis).
Non è quindi necessario alcun modulo di importazione dall’estero o autorizzazione, ma la sola ricetta del medico (QUALSIASI MEDICO, di base o specialista).

Quali sono le varietà di cannabis terapeutica utilizzabili in Italia?

Esistono 6 varietà teoricamente utilizzabili:

  • bedrocan: titolato al 19% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e < 1% in CBD (cannabidiolo) varietà SATIVA
  • bedrobinol: titolato al 12% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e < 1% in CBD (cannabidiolo) varietà SATIVA
  • bediol: titolato al 6% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e 7,5% in CBD (cannabidiolo) varietà SATIVA
  • bedrolite: titolato a <0,4% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e 9% in CBD (cannabidiolo) varietà SATIVA
  • bedica: titolato al 14% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e < 1% in CBD (cannabidiolo) varietà INDICA
  • FM2 (Istituto Farmaceutico Militare): titolato al 5-8% in THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo o dronabinolo) e  7-12% in CBD (cannabidiolo) varietà SATIVA.

Dei 6 preparati vegetali di cannabis sativa, quelli importati attivamente (in ampie quantità) in Italia dai grossisti autorizzati sono il bedrocan, bediol e bedroliteSi consideri inoltre che il costo al grammo delle varietà (a parte FM2) è pressoché identico: ne consegue che essendo il bedrocan quello con il più alto titolo in THC, è sufficiente usarne un quantitativo minore rispetto al bedrobinolbediol. Questo si riflette sul costo finale della preparazione che, a parità di contenuto di THC, ha un prezzo inferiore.
Ovviamente, questo discorso vale se si vuole sfruttare il THC; se è necessario utilizzare il CBD, allora la scelta “obbligata” è per il Bedrolite, essendo quello che ne contiene la quantità più alta a parità di costo. Altrettanto, se si considerano i terpeni presenti, forse si ricorre al Bedrobinol.

Poiché il Bedrocan (e tutte le altre varietà legali di cannabis terapeutica) presente nelle Farmacie viene importato dall’Olanda, i costi di importazione e lavorazione sono mediamente elevati (la spesa è fiscalmente detraibile in quanto medicinale), ma dipendono moltissimo dalla quantità di cannabis richiesta per dose e dal numero di dosi indicate in ricetta.
Parlando di prezzo della cannabis, esso merita un discorso a parte: la cannabis ha un costo medio-basso. Il problema del prezzo è legato (come appena detto) alla necessità di importazione, al fatto che si tratta di uno stupefacente, alla normativa delle farmacie, al fatto che indipendentemente dalla quantità ordinata, il prezzo è fisso (non c’è convenienza per la farmacia nell’acquistare quantitativi elevati).

Quanto costa la cannabis terapeutica di grado farmaceutico?

Questo cosa vuol dire?
Che da un prezzo all’origine della cannabis olandese di circa 8-9€ 6-7€ 5-6€ al grammo, il fornitore italiano vende alle Farmacie ad un prezzo, concordato con il Ministero della Salute, di circa 18-19€/grammo 14-15€/grammo 11-12€/grammo (IVA 22% inclusa). Le Farmacie, in base alla Tariffa Nazionale dei Medicamenti (in vigore dal 1993), sono obbligate a raddoppiare il prezzo di acquisto, e si arriva così ad un prezzo di vendita al pubblico di circa 30-35€ 28-29€ 19-21-22€/grammo (IVA 10% inclusa) (per approfondimenti sul prezzo, leggere questo articolo).

Che da un prezzo all’origine della cannabis italiana FM2 di 6,88€ + IVA 22% (8.39€) al grammo (prezzo cui l’istituto vende), le Farmacie, in base alla Tariffa Nazionale dei Medicamenti (in vigore dal 1993), sono obbligate a raddoppiare il prezzo di acquisto, e si arriva così ad un prezzo di vendita al pubblico di circa 15€/grammo (IVA 10% inclusa) (per approfondimenti sul prezzo, leggere questo articolo).

IN LINEA DI MASSIMA, per dare una stima molto approssimativa del costo finale della cannabis OLANDESE, risulta che

  • 30 cartine da 100mg hanno un costo indicativo di circa 118€ 110€ 99€ 89€ 69€
  • 30 cartine da 200mg hanno un costo indicativo di circa 222€ 210€ 188€ 175€ 136€
  • 30 cartine da 300mg hanno un costo indicativo di circa 330€ 300€ 277€ 265€ 215€
  • 30 cartine da 500mg hanno un costo indicativo di circa 540€ 500€ 455€ 435€ 344€

Cosa serve per poter acquistare legalmente cannabis terapeutica in Italia?

Dal punto di vista della ricetta medica, è necessaria una Ricetta Non Ripetibile redatta su ricettario privato (“c.d. “ricetta bianca”) prescritta da un medico qualsiasi (neurologo, oncologo, medico di base, medico non specialista, pediatra ecc…) nel rispetto dei formalismi previsti della Legge 94/98 (Legge “Di Bella”).
Per chiarimenti e spiegazioni sulla redazione e compilazione della ricetta e sulle modalità di prescrizione, con possibilità di DOWNLOAD di vari FACSIMILE, fare riferimento a questo post.
Per cercale quali Farmacie di Farmagalenica preparano la cannabis per uso terapeutico, utilizzare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova pagina).

IMPORTANTE: per Legge, ogni Farmacia che si approvvigiona di cannabis terapeutica non può MAI cedere la cannabis in quanto tale (nei contenitori sigillati da 5 grammi che vedete nella foto di questo post), ma solo dopo averla ripartita nelle dosi indicate dal medico in ricetta.

Le Farmacie non possono dispensare la Cannabis direttamente nei flaconi originali

Le Farmacie non possono dispensare la Cannabis direttamente nei flaconi originali

Ci fossero ancora dei dubbi...

Ci fossero ancora dei dubbi…

Per questo, la Farmacia prepara delle cartine/bustine contenenti la dose indicata dal Medico (es. 100mg), pronte per essere usate per infusione o via inalatoria.
Se la Farmacia a cui il paziente si rivolge, fornisce dosi NON ripartite in cartine/bustine, magari il paziente avrà risparmiato qualcosa, ma dall’altro lato bisogna chiedersi: il Farmacista ha preferito commettere un illecito già una volta; per quale motivo allora dovrebbe essere onesto nel consegnare effettivamente cannabis farmaceutica (Bedrocan, Bediol, ecc…), piuttosto che una mescolanza con cannabis di strada o altro (!), allo scopo di lucrare ulteriormente sulla salute del paziente?

Per anni, nel caso di distribuzione diretta dopo importazione, al paziente sono stati forniti direttamente i barattolini con tappo giallo, con l’indicazione di “comprare una bilancia e farsi le dosi a casa” (…).
Chi perseguiva questa linea, si “giustificava” dicendo che poiché la normativa (DM 11/02/1997) per l’importazione di specialità medicinali non registrate (commercializzate) in Italia, si riferisce appunto a specialità medicinali, motivo per cui la cannabis diventa automaticamente specialità medicinale, ossia prodotto industriale.
Una incredibile magia quindi. Lo stesso identico contenitore, stesso lotto (!!), stessa sostanza, stesso produttore:

  1. se importata per le farmacie va obbligatoriamente ripartita come richiede il RD 1938 (“È vietata la vendita delle sostanze farmaceutiche non in forma e dose di medicamento), altrimenti scattano sanzioni penali.
  2. se importata per essere distribuita direttamente, allora diventa (??) “specialità medicinale” (termine impreciso) quindi non sconfezionabile quindi non utilizzabile per realizzare cartine e fornita nei barattolini intonsi.

Senonché il Consiglio di Stato (sentenza N. 02934/2015) ha ribadito che (semplificando) anche le specialità medicinali possono essere sconfezionate per la preparazione di galenici. E cade tutta l’impalcatura precedente. Questo è uno dei motivi per cui negli ultimi mesi, molti pazienti che prima ricevevano i barattolini integri, si sono visti fornire le dosi già ripartite.

Consigli del Farmacista per l’uso e l’assunzione della cannabis terapeutica

Al momento della dispensazione del bedrocan, bedrobinol, bedica, bediol o bedrolite, verranno fornite tutte indicazioni (a voce e scritte in un protocollo) necessarie al corretto utilizzo della Cannabis, alla sua conservazione, alla sua preparazione, ecc…
Fondamentalmente, la somministrazione terapeutica viene effettuata o mediante infusione (con metodiche descritte nel protocollo che forniamo) o tramite inalazioni/vaporizzazioni orali (mediante l’utilizzo di dispositivi appositi acquistabili anche in Farmacia) oppure, nel caso dell’olio, per via orale in gocce già pronte all’uso.
La posologia dei derivati della Cannabis è estremamente variabile e dipende da numerosi fattori che concorrono a determinare il dosaggio; tra i fattori più rilevanti vi sono:

  • sesso
  • età e peso del paziente
  • natura della patologia
  • tipo e gravità dei sintomi
  • risposta individuale
  • terapie concomitanti
  • via di somministrazione

In letteratura generalmente la posologia si riferisce al contenuto in milligrammi di THC, pur sapendo che il fitocomplesso comprende altri principi attivi che possono influire sull’effetto farmacologico. I derivati della Cannabis, incluso il bedrocan possono essere somministrati per via orale o inalatoria.
La via orale prevede la preparazione di una tisana da assumere una o più volte durante la giornata.
La via inalatoria prevede l’utilizzo di speciali apparecchi riscaldatori/vaporizzatori  ed una serie di inalazioni ripetute.
La scelta della via di somministrazione influisce notevolmente sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del farmaco:

  • la via inalatoria comporta un rapido assorbimento dei principi attivi ed una rapida comparsa dell’effetto (circa in 5 minuti). I picchi ematici sono elevati e l’eliminazione rapida.
  • la via orale tramite tisana (decotto), comporta una comparsa degli effetti dopo 30-90 minuti raggiungendo il picco massimo dopo due o tre ore. L’effetto si prolunga per altre 4-6 ore e l’eliminazione è graduale.
  • la via orale tramite olio, comporta una comparsa degli effetti dopo 90-110 minuti raggiungendo il picco massimo dopo due o tre ore. L’effetto si prolunga per altre 6-8 ore e l’eliminazione è graduale.

Nota importante: si raccomanda di non “fumare” il farmaco in quanto la combustione determina una notevole perdita di principi attivi (fino al 40% del THC).
Normalmente la preparazione viene preparata in farmacia entro 24-48 ore, (salvo difficoltà di reperimento della materia prima) ed ha una scadenza (calcolata con parametri stabiliti per legge) di circa 4-5 mesi.

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Su gentile concessione della Farmacia Dr. Ternelli, si rende disponibile al download una scheda riepilogativa sulla Cannabis terapeutica in Italia, incluso un appendice con tabelle di equivalenze tra olio, milligrammi e gocce.

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Per informazioni sulla possibilità di avere gratuitamente la cannabis sativa per uso terapeutico, fare riferimento a quest’altro post. Nella maggior parte dei casi, la cannabis terapeutica si paga, ma alcune Regioni permettono di ottenerla gratuitamente: per maggiori informazioni, modalità, indicazioni terapeutiche, ecc.. consultare la sezione apposita Cannabis Mutuabile.

Per sapere quali Farmacie italiane aderenti a Farmagalenica preparano, o sono in grado di preparare, Bedrocan, Bedrobinol, Bedica, Bediol o Bedrolite cannabis sativa e indica, clicca QUI (si apre nuova pagina).

Dicloroacetato capsule si trova in Farmacia, farmaco galenico

Dove si trova il dicloroacetato capsule? Sicuramente nelle capsule :) preparate dal Farmacista Galenista!

Dove si trova il dicloroacetato capsule? Sicuramente nelle capsule 🙂 preparate dal Farmacista Galenista!

Sei alla ricerca di un farmaco galenico contenente dicloroacetato capsule (o dicloroacetato sodico) e non sai dove si trova? Come reperirlo legalmente e con la garanzia e sicurezza secondo normativa?
Sappi allora che alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire direttamente nei loro Laboratori Galenici, capsule a base di dicloroacetato, da solo o in associazione con altri principi attivi, soddisfacendo ogni tua specifica esigenza (Vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cosa è il dicloroacetato (“sodico” o “di sodio”) e a cosa serve?

Il dicloroacetato sodico (o DCA) è un piccolo composto chimico utilizzato in terapia sottoforma di sale sodico, a cui sono state associate diverse proprietà terapeutiche che ne hanno permesso l’utilizzo in pazienti affetti da diverse tipologie di tumori solidi.
Il dicloroacetato sembra infatti essere in grado di stimolare la sintesi di energia attraverso processi ossidativi che avvengono all’interno dei mitocondri, sfavorendo, allo stesso tempo, il processo della glicolisi, responsabile della morte cellulare programmata (apoptosi).
In parole più semplici, il DCA stimola il ciclo di krebs, riducendo la produzione di lattato, aumentando il quantitativo di energia prodotto e stimolando il processo apoptotico. Per maggiori dettagli leggere https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2567082/

Il dicloroacetato è stato testato in diversi trial clinici nel trattamento di varie tipologie di tumori solidi tra i quali: carcinoma intestinale, prostatico e mammario, nel glioblastoma e nel linfoma non-Hodgkins (http://medicorcancer.com/wp-content/uploads/DCA-FAQs_form-Medicor.pdf e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2567082/)

Viene inoltre impiegato nel trattamento dell’acidosi lattica in malattie mitocondriali.

Quali effetti indesiderati possono insorgere durante il trattamento con il DCA?

Di norma il DCA è una sostanza ben tollerata dall’organismo, tuttavia il principale effetto avverso, comune specie a dosaggi massimali di principio attivo (es. superiori a 100mg/Kg), è rappresentato dalla neuropatia periferica, reversibile con la riduzione del dosaggio e la contemporanea somministrazione di vitamina B-1 (tiamina), acido alfa-lipoico ed L-acetil carnitina.
Altri effetti avversi segnalati sono rappresentati da disturbi gastrointestinali, tra i quali vomito, nausea e diarrea, ed aumento degli enzimi epatici (si veda https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2567082/ e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1533324/?page=1).

Cosa possono realizzare i Farmacisti Galenisti di Farmagalenica?

Spesso è difficile trovare in Italia il dicloroacetato e si ricorre all’acquisto illegale su internet o da soggetti non autorizzati.
La via per acquistare dicloroacetato capsule sicura e legale è più semplice di quanto si pensi, grazie al lavoro del Farmacista Galenista che permette di preparare farmaci a base di dicloracetato partendo dalla materia prima purissima e certificata, direttamente in Farmacia.
L’allestimento di dicloroacetato capsule (ma anche compresse o sciroppo in sospensione orale) garantisce importanti possibilità al paziente:

  1. la preparazione di un Farmaco non disponibile in commercio in Italia
  2. l’allestimento di capsule a dosaggi assolutamente precisi (al milligrammo) e variabili di dicloroacetato (es 250mg, 500mg, 1000mg eccetera)
  3. la possibilità di associare all’interno della stessa capsula altri principi attivi, quale a titolo di esempio la tiamina (Vitamina B-1)
  4. la realizzazione di un numero di capsule adeguato alla durata della terapia (con risparmio economico annesso)
  5. l’allestimento di un preparato stabile in capsule (evitando i problemi relativi a dosaggio ed igroscopicità della polvere ripartita in cartine)

Quanto dicloroacetato assumere e per quanto tempo?

La grande varietà di patologie trattate, diverse per tipologia, sede ed entità, non permettono la realizzazione di linee guida di utilizzo, ma sarà il medico che deciderà in base alle specifiche necessità la migliore terapia da utilizzare.

Di norma nei trial clinici il Farmaco è stato testato ad un dosaggio variabile dai 10mg/kg ai 100mg/kg al giorno, da assumere per via orale. Il trattamento viene proseguito per almeno 8 settimane, allorché si valutano gli eventuali effetti clinici derivanti dalla terapia ed in base ai risultati conseguiti si sceglie se proseguire la terapia, sospenderla o modificare il dosaggio del Farmaco (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2567082/, https://www.spandidos-publications.com/ol/1/5/889?text=fulltext e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25362214)

Infine, in caso di necessità, ad esempio nei bambini, negli anziani, o nei pazienti che presentano difficoltà nell’ingestione delle capsule, il Farmacista preparatore potrà allestire una forma liquida di dicloroacetato in sospensione orale (sciroppo), al gusto di arancia, stabile per trenta giorni se conservata in frigorifero (http://www.farmaciaclinica.it/r.php?v=2046&a=22280&l=323158&f=allegati/02046_2015_03/fulltext/15_galenicaclinica_140_152.pdf)

Cosa serve per poter acquistare il dicloroacetato capsule o sciroppo?

Un paziente italiano che volesse acquistare farmaci galenici a base di dicloroacetato deve richiedere al Medico (QUALSIASI, di base, privato, ospedaliero, specialista, ecc…) la presentazione di una ricetta medica ripetibile valida sei mesi, per un numero massimo di 10 preparazioni.
Con tale ricetta sarà sufficiente presentarsi in farmacia per richiedere la preparazione del dicloroacetato sodico, che il Farmacista realizzerà alla dose indicata dal medico in ricetta.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire un farmaco a base di dicloroacetato capsule e sciroppo, puro o con altri principi attivi, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

Resina e olio di cannabis: percentuali e dosaggi cannabis

Olio e resina di cannabis: guida definitiva alle percentuali e dosaggio. AMEN!

Che concentrazione ha il tuo olio di cannabis? Quante gocce prendi? La resina di cannabis che assumi ha almeno il 60% di THC? È possibile ottenere tutto il THC decarbossilato?
Queste sono solo la millesima parte delle moltissime domande che si pongono pazienti e medici quando si approcciano agli estratti di cannabis terapeutica realizzati in Farmacia (tisane, olio e resina per lo più).
Oggi Farmagalenica prova a spiegare in maniera pratica, completa e (si spera) definitiva come leggere, interpretare e capire i risultati percentuali e di dosaggio che vengono forniti dalle Farmacie quando si preparano decotti, oli, resine, ecc… in pratica, estratti a base di cannabis terapeutica.
Scopo dell’articolo è anche far capire come parlare genericamente di “olio di cannabis” o “resina di cannabis” o “tisana di cannabis” senza specificare la concentrazione (che si esprime in mg/ml o %) è errato, e non permette in alcun modo di sapere esattamente di cosa si stia parlando.
Infine, è tentare di evitare (banalmente) il sottodosaggio, per cui molti pazienti o Medici sono convinti di assumere/somministrare alte dosi di cannabis, quando invece stanno dando dosi molto diverse (e inferiori) a quanto creduto.

Un ripasso semplice e veloce di matematica

Prima di iniziare la spiegazione è FONDAMENTALE padroneggiare il concetto di percentuale, ossia cosa si intende quando si scrive (ad esempio) 20%.
Immaginiamo di avere una cassa con un misto di 100 tra mele e arance, e immaginiamo che a noi piacciano solo le mele.
20% (“venti per cento“) di mele, significa che se nella cassa ci sono IN TOTALE 100 tra mele e arance, 20 saranno mele e 80 saranno arance. Semplice, vero?

E se nella cassa ci fossero 200 mele+arance IN TOTALE?
20% (“venti per cento“) di mele, significa che se nella cassa ci sono IN TOTALE 200 tra mele e arance, 40 saranno mele e 160 saranno arance. Semplice, vero?

E se nella cassa ci fossero 300 mele+arance IN TOTALE?
20% (“venti per cento“) di mele, significa che se nella cassa ci sono IN TOTALE 300 tra mele e arance, 60 saranno mele e 240 saranno arance. Semplice, vero?

Quello che è necessario aver capito: in tutti e tre gli esempi si parla sempre di 20%, ma

  • nel primo caso, avremo da mangiare 20 mele
  • nel secondo caso, avremo da mangiare 40 mele
  • nel terzo caso, avremo da mangiare 60 mele

e che quindi, il solo valore percentuale non mi permette di sapere qual è il numero esatto di mele che avrò da mangiare.
Detto in altra maniera, se chiedeste “Quante sono le mele nella cassa?” e vi venisse risposto “ll 20%”, non avreste idea di quante mele avrete da mangiare fino a che non verrà detto il numero totale di frutta (100, 200, 300, ecc…) presente nella cassa.

Bene, ma che c’entra con la cannabis terapeutica?

Immaginiamo che al posto delle mele abbiamo il THC.
Come spiegato in diversi articoli su Farmagalenica, una varietà di cannabis molto famosa è il Bedrocan che contiene il 22% di THC.
Cosa vuol dire?
Riprendendo l’esempio delle mele, potremmo dire che su 100 (100 cosa?) abbiamo 22 (22 cosa?) di THC.
Chiarendo meglio, il 22% si riferisce ai milligrammi (mg) di THC contenuti nell’infiorescenza di Bedrocan, quindi potremmo dire che: su 100mg di fiore di cannabis, 22mg sono di THC, 78mg (100 – 22) sono ALTRO (tenete a mente questo “altro”).
Ulteriore esempio: 22% di 1000mg (1 grammo) di Bedrocan contengono 220mg di THC.

Volendo essere sempre chiari, se il medico prescrive 200 mg di infiorescenza di cannabis Bedrocan (es. da vaporizzare o fare decotto), vuol dire che NEL FIORE (ripeto, NEL FIORE) saranno contenuti 44mg di THC* e 156mg di ALTRO.

Concludiamo la sezione con l’esempio di due pazienti che si incontrano e confrontano i loro dosaggi:

  • Paziente A: Tu quanto assumi?
  • Paziente B: Io prendo 50mg di Bedrocan in tisana.
  • Paziente A: Ah, quindi nel fiore che metti nell’acqua ci saranno 11mg di THC, giusto? [ndr. “nel fiore”, non nella tisana finale!!!!!!!!!!!]
  • Paziente B: Esatto, tu invece?
  • Paziente A: io prendo 300mg di Bedrocan in tisana, che sono 66mg di THC… nel fiore ovviamente, non nella tisana finale.
  • Paziente B: Ovviamente. Cavolo, ma allora tu prendi molti più THC di me.
  • Paziente A: eh si…

Cose importanti da imparare da questo dialogo:

  1. i confronti di dosaggio si fanno SOLO ed ESCLUSIVAMENTE sulla stessa forma farmaceutica: tisana con tisana, olio con olio, vaporizzato con vaporizzato. Confrontare tisana con olio oppure fumo con vaporizzato è insensato e sbagliato, poiché i calcoli matematici finora descritti non sarebbero validi (il perché è troppo complesso da spiegare in questa sede, fidatevi :-)).
  2. per “ALTRO” si intende tutto quello che sta attorno al THC; si possono intendere diverse cose: nel caso del fiore, è “tutto quello che è diverso dal THC”: (CBD, altri cannabinoidi, alcaloidi, clorofille, cellulosa, lignina, ecc…). Nel caso di un olio si intende, appunto, l’olio di oliva escluso il THC. Nel caso di una resina, tutte le sostanze diverse dal THC estratte dall’alcool.

Cosa succede alle percentuali con l’ olio di cannabis e la resina di cannabis?

Le cose si complicano (figuriamoci…).
Ma andiamo con ordine.
In un estratto, il Farmacista prende l’infiorescenza di marijuana terapeutica e, con un solvente apposito (es. olio di oliva FU, alcool etilico 96° FU), “prende” (estrae) il THC dal fiore e lo “sposta” nel solvente.

[Avviso per i più tecnici: potete saltare questo contenuto se non avete dimestichezza con le espressioni delle concentrazioni in chimica.
Nel resto dell’articolo di parlerà di olio in peso (grammi), non in volume (ml) per un mero discorso di semplificazione ed evitare di introdurre ulteriori concetti di chimica analitica.
Altresì, quando si parla di THC o altri cannabinoidi disciolti, ci si riferisce sempre ad 1 grammo, senza considerare l’aumento di peso dovuto al cannabinoide: es. 220mg sciolti in 1 grammo sono trattati, per semplicità, come 220mg/1g e non 1,220g]

 

Per favore, un esempio per capire il concetto 🙂

Un esempio pratico per capire.
ESEMPIO 1: prendiamo 1 grammo (1000mg) di infiorescenza di cannabis terapeutica Bedrocan al 22% (ricordate?) e facciamo una estrazione in 1 grammo di olio.
Cosa vuol dire?

  1. Che in 1 grammo di Bedrocan c’è il 22% di THC ossia 220 mg di THC
  2. Che “spostiamo” (estraiamo) i 220mg di THC dal fiore all’olio
  3. Che avremo 220mg di THC sciolti in 1 grammo di olio
  4. Che in 1 grammo di olio avremo, quindi, il 22% di THC

Leggendo questo elenco viene da dire: ovviamente!
Vediamo di complicare le cose.

ESEMPIO 2: immaginiamo di estrarre sempre 1 grammo di Bedrocan, ma questa volta usando il doppio quantitativo di olio, cioè 2 grammi.
Cosa vuol dire?

  1. Che in 1 grammo di Bedrocan c’è il 22% di THC ossia 220 mg di THC
  2. Che “spostiamo” (estraiamo) i 220mg di THC dal fiore all’olio
  3. Che avremo 220mg di THC sciolti in 2 grammi di olio
  4. Che 1 grammo di olio conterrà 110mg di THC (220 / 2, la metà)
  5. Che in 1 grammo di olio avremo l’11% di THC

Quello che va capito, dopo l’esempio 2 è: siamo partiti dalla stessa quantità di Bedrocan dell’esempio 1, abbiamo estratto e “spostato” la stessa quantità di THC nell’olio… ma nel secondo olio abbiamo l’11% di THC mentre nel primo il 22%.
Abbiamo 2 oli a concentrazioni diverse pur partendo dalla stessa quantità di materia prima (stessa quantità di marijuana terapeutica)!

Non è “magia”, solo matematica o meglio, diluizioni.

Come sono fatte le prescrizioni e diluizioni di cannabis terapeutica dai Medici?

Normalmente, i medici prescrivono 1 grammo di cannabis terapeutica in 10 grammi di olio di oliva. Cosa significa lo vediamo con il ragionamento di prima:

  1. Che in 1 grammo di Bedrocan c’è il 22% di THC ossia 220 mg di THC
  2. Che “spostiamo” (estraiamo) i 220mg di THC dal fiore all’olio
  3. Che avremo 220mg di THC sciolti in 10 grammi di olio
  4. Che 1 grammo di olio conterrà 22mg di THC (220 / 10)
  5. Che in 1 grammo di olio avremo il 2,2% di THC

Tenendo a mente anche i 2 esempi precedenti, avrete capito che pur partendo dalla stessa quantità di cannabis (1 grammo), abbiamo ottenuto concentrazioni (o diluizioni) finali dell’olio diverse a seconda di quanto olio si è usato:

  • se 1 grammo di cannabis è messo in 1 grammo di olio, la concentrazione dell’olio è del 22% e l’olio contiene in tutto 220mg di THC.
  • se 1 grammo di cannabis è messo in 2 grammi di olio, la concentrazione dell’olio è del 11% e l’olio contiene in tutto 220mg di THC.
  • se 1 grammo di cannabis è messo in 10 grammi di olio, la concentrazione dell’olio è del 2,2% e l’olio contiene in tutto 220mg di THC.

Vuol dire che un olio è più “potente” dell’altro? NO (in realtà dopo verrà spiegato meglio), vuol solo dire che andranno assunte quantità (gocce o ml) diverse di olio di cannabis per assumere la stessa quantità di THC:

  1. nel primo caso, per assumere tutti i 220 mg di THC dovrò ingurgitare 1 grammo di olio (circa 28 gocce).
  2. nel secondo caso, per assumere tutti i 220 mg di THC dovrò ingurgitare 2 grammi di olio (circa 56 gocce)
  3. nel terzo caso, per assumere tutti i 220 mg di THC dovrò ingurgitare 10 grammi di olio (circa 280 gocce).

Attenzione ora: 3 pazienti che parlano tra loro e si confrontano sui dosaggi.

  • Paziente A: Ma allora usiamo tutti l’ olio di cannabis?
  • Paziente B: Si!
  • Paziente C: Si!
  • Paziente A: Ah, io prendo 20 gocce al giorno.
  • Paziente B: Io invece sono ferma a 12 al giorno
  • Paziente C: Io ne prendo 60!!

Da questo discorso, emerge che il paziente B assume meno gocce di tutti (12), mentre C più di tutti (60). Questo è un dato di fatto, stiamo parlando di numero di gocce.
Domanda: chi assume più THC? Verrebbe da dire “Il paziente C che assume 60 gocce e quindi più THC”.

SBAGLIATO. La risposta corretta è una sola: NON è possibile dire chi assume più THC perchè non abbiamo idea delle concentrazioni degli oli usati dai pazienti!
Ad esempio, si potrebbe dire che il paziente C (quello delle 60 gocce) usa l’olio al 2.2% mentre B (quello delle 12 gocce) al 22%.
Questo significa che

  1. il paziente C (olio al 2.2%) assume 60 gocce che contengono quindi (fidatevi del calcolo matematico ;)) un totale di 4.4mg di THC
  2. il paziente B (olio al 22%) assume 12 gocce che contengono quindi (fidatevi del calcolo matematico ;)) un totale di 94mg di THC

Quindi, dei 3 pazienti chiacchieroni, quello che apparentemente assumeva meno gocce di olio di cannabis è in realtà quello che assume più THC in assoluto!

La morale? NON FARE CONFRONTI TRA OLI DI CANNABIS, A MENO CHE LA CONCENTRAZIONE PERCENTUALE SIA IDENTICA.

 

GLI ERRORI PIÙ COMUNI SUI DOSAGGI DELL’ OLIO DI CANNABIS PREPARATO IN FARMACIA

Quante sono “tante gocce” di olio di cannabis?
La diluizione prescritta dai medici italiani (1 grammo di cannabis terapeutica ogni 10 grammi di olio di oliva nella quasi totalità dei casi) è certamente la migliore dal punto importante-cannabis-terapeutica-farmaciadi vista della sicurezza, ma spesso ingenera l’errore che “30 gocce sono tante”. A seconda della concentrazione presente, il numero di per se è insignificante: in generale si tenga presente che 30 gocce di olio di cannabis 1:10 sono una dose (in media) bassa-molto bassa per la stragrande maggioranza delle patologie (v. dopo).

In tutto l’articolo si è omesso (volutamente per semplificare) di spiegare che il 2,2% è raggiungibile solo teoricamente: nella realtà, i processi di estrazione e decarbossilazione permettono di ottenere solo valori più bassi. Questo vuol dire che l’ olio di cannabis ottenuto da 5 grammi di cannabis terapeutica Bedrocan 22% in 50 g di olio di oliva potrà avere (ad esempio):

  1. 0.3% THC
  2. 0.9% THC
  3. 1.1% THC
  4. 1.6% THC

Quante gocce deve assumere il paziente per introdurre (esempio) 20 mg di THC al giorno? Rispettivamente

  1. 186 gocce
  2. 62 gocce
  3. 51 gocce
  4. 35 gocce

Sono numeri che spaventano? Sembrano tantissimi? Pensateli allora in ml, come quando si prende uno sciroppo per la tosse o sciroppo antibiotico con una siringa dosatrice: si avrà che

  1. 186 gocce equivalgono ad assumere circa 6.7ml
  2. 62 gocce equivalgono ad assumere circa 2.2ml
  3. 51 gocce equivalgono ad assumere circa 1.8ml
  4. 35 gocce equivalgono ad assumere circa 31,8ml

Ed è sempre olio di cannabis ottenuto da 5 grammi di Bedrocan e 50 grammi di olio di oliva (o se preferite 1 grammo/10g)…
Bassa concentrazione vuol dire che l’olio è scadente? Non necessariamente, anzi! Potrebbe essere una cosa voluta (per mantenere alta la concentrazione acida) o per salvaguardare terpeni, ad esempio.

Il valore % si può riferire a tante cose, ma uno solo è quello corretto:
Attenzione a NON CONFONDERE la % dell’infiorescenza di cannabis con la % finale dell’olio di cannabis: es. Bediol 6% THC / 8% CBD in 50 ml di olio.
Credere che l’olio contenga il 6% in THC vuol dire… non avere capito nulla di tutto l’articolo! 😉 Per cui, sarebbe bene rileggerlo nuovamente.
Altro esempio: avere un olio con 7 grammi di cannabis in 100ml e dire che “è al 7%” vuol dire… non avere capito nulla di tutto l’articolo! Rileggere 🙂

C’è qualche modo per confrontare olio di cannabis a concentrazioni diverse?

Si. Si potrebbe usare un convertitore matematico in cui inserire la concentrazione e il volume per calcolare il numero di gocce necessarie ad ottenere un determinato dosaggio di THC e/o CBD.
Di seguito, eccone uno semplice appositamente realizzato allo scopo:



Attenzione però: una osservazione importante va fatta considerando che variando il numero di gocce (volume) da assumere per raggiungere un determinato dosaggio di THC, varia anche la concentrazione (quantità) delle altre sostanze di cannabis disciolte nell’olio (altri cannabinoidi, clorofille, terpeni, ecc…).
E’ importante?
“Si” o “no” dipendono se vi affidate esclusivamente al THC o CBD o se ritenete (o il Medico ritiene) importanti anche tutto il fitocomplesso.

Pausa caffè!

Pausa caffè!

E per quanto riguarda la resina di cannabis?

ll discorso è analogo, ma molto più lungo da spiegare.
La fondamentale differenza è sul fatto che il solvente utilizzato (l’alcool puro 96° da Farmacopea) può evaporare, a differenza dell’olio; questo vuol dire che il volume finale può variare e che quindi (per i più tecnici) al variare del volume, varia la concentrazione finale.

Detto in altre parole: abbiamo detto che se mettiamo 1000mg (1 grammo) di THC in 10 ml di olio di oliva, avremo una concentrazione del 10%.

  1. Ipotesi 1: se aggiungessimo (e si può fare) altri 10 ml di olio (quindi in totale 20 ml) si avrebbero i soliti 1000mg di THC i 20ml di olio; dovremmo aver capito ormai che la concentrazione di THC in questo caso sarebbe 5%.
  2. Ipotesi 2: se riuscissimo a fare evaporare quei 10ml di olio, scendendo a (esempio) 5ml, avremmo i soliti 1000mg di THC in 5ml di olio e una concentrazione del 20%.
    Ma l’ipotesi 2 non è fattibile dato che in condizioni normali, l’olio non evapora.

Ma si stava parlando di alcool…
Immaginiamo sempre 1000mg di THC (1 grammo) in 10ml di alcool etilico 96° (quindi concentrazione del 10%) e ripercorriamo le 2 ipotesi:

  1. Ipotesi 1: se aggiungessimo (e si può fare) altri 10 ml di alcool quindi in totale 20 ml) si avrebbero i soliti 1000mg di THC i 20ml di alcool; concentrazione del THC è 5%.
  2. Ipotesi 2: se facciamo evaporare quei 10ml di alcool scendendo a (esempio) 5ml, avremmo i soliti 1000mg di THC in 5ml di alcool e una concentrazione del 20%.
    E l’ipotesi 2 è perfettamente fattibile!

Proviamo a mettere insieme tutto quello che è stato scritto sulle concentrazioni e le resine: generalmente, nelle estrazioni di cannabis (terapeutica e non) si dice che si estrae approssimativamente il 20% in peso, ossia (esempio) se abbiamo 10g (grammi) di cannabis, si ottiene un estratto (contenente diverse cose a seconda del solvente e della metodica utilizzata) che dovrebbe pesare circa 2 grammi.

Quindi: 10 grammi di partenza di cannabis, CIRCA 2 grammi risultanti di estratto.
Ma cosa vuol dire ” ottengo 2 grammi”? Perché proprio 2, piuttosto che 3, piuttosto che 1?
Per capirlo, bisogna conoscere le basi dell’estrazione (sono semplici, non temete): saltando tutti i passaggi intermedi le fasi sono

  1. immergere cannabis nell’alcool
  2. filtrare (separare la cannabis dall’alcool)
  3. evaporare il solvente fino a quando non c’è più alcool

Nella fase 1, si “spostano” (sciolgono) le sostanze dalla cannabis (cannabinoidi, lipidi, cere, clorofille, terpeni, alcaloidi, ecc…) all’alcool.
IMPORTANTISSIMO: ipotizzando di usare una metodica che consente di estrarre tutto il possibile, maggiore è la quantità di sostanze presenti nella cannabis di partenza e maggiore sarà il peso finale dell’estratto.

La fase 3 serve per passare da un liquido (alcool con le sostanze disciolte) a un “solido” o meglio “semi-solido” in cui l’alcool (liquido) non c’è più e rimangono le sostanze (solide) della cannabis.

Cercando di fare un esempio, immaginiamo di avere i 10 grammi di cannabis.

  1. FASE 1: mettiamo 10 grammi di cannabis in 100 grammi di alcool (perchè 100g? fidatevi per ora). Avremo un totale di 210 grammi.
  2. FASE 2: viene separata la cannabis; rimangono solo 100 grammi di alcool contenenti (esempio) 1000mg di THC.
  3. FASE 3: partendo da 1000mg di THC in 100ml cominciamo a evaporare.

La fase 3 possiamo schematizzarla così:

  • 1000mg di THC in 100ml = concentrazione del THC 1%
  • Evaporiamo. Abbiamo 1000mg di THC in 50ml = concentrazione del THC 2%
  • Evaporiamo ancora. Abbiamo 1000mg di THC in 25ml = concentrazione del THC 4%
  • Evaporiamo ancora. Abbiamo 1000mg di THC in 10ml = concentrazione del THC 10%
  • Evaporiamo ancora. Abbiamo 1000mg di THC in 5ml = concentrazione del THC 20%
  • Evaporiamo ancora. Abbiamo 1000mg di THC in 2ml = concentrazione del THC 50%

Cosa succede?
Che abbiamo sempre 1000mg (1 grammo) di THC, ma il prodotto finito (liquido all’inizio, semisolido alla fine) ha un volume sempre inferiore e… la percentuale di THC cresce!
La percentuale aumenta (1, 2, 4, 10, ecc…), ma il contenuto di THC è sempre lo stesso!!!

[articolo in stesura…]

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Su gentile concessione della Farmacia Dr. Ternelli, si rende disponibile al download una scheda riepilogativa sulla Cannabis terapeutica in Italia, incluso un appendice con tabelle di equivalenze tra olio di cannabis, milligrammi e gocce.

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Note finali:

  • In tutto l’articolo si è parlato di THC, intendendo con esso il Tetraidrocannabinolo e tralasciando la parte acida o THCA (l’acido tetraidrocannabinolico). Se si fosse considerato anche quello, l’articolo sarebbe risultato di difficilissima comprensione ai più, dovendo introdurre una ulteriore variabile.
  • Cercare di ottenere sempre la stessa (più o meno) concentrazione in THC e/o CBD ogni volta che acquistate olio di cannabis. Non importa che si “alto” o “basso”, ma che il range sia più o meno costante. Ottenerlo identico da un lotto ad un altro è impossibile poiché la stessa cannabis terapeutica ha un minimo di variabilità (es. Bedrocan 22.1%, Bedrocan 21.2%, Bedrocan 22.9%).

Per cercare e visualizzare l’elenco delle Farmacie di Farmagalenica.it che possono allestire preparati a base di cannabis terapeutica, olio di cannabis, resina di cannabis, eccetera, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it ( si aprirà una nuova finestra).

Chinidina farmaco Galenico in Farmacia

Cerchi il Ritmocor? Non esiste più, ma il Farmacista prepara direttamente la chinidina farmaco galenico. Olè!

Cerchi il Ritmocor? Non esiste più, ma il Farmacista prepara direttamente la chinidina farmaco galenico. Olè!

Stai cercando in Italia chinidina farmaco (a base di chinidina solfato, il principio attivo del Ritmocor®), in capsule o sciroppo? Hai una ricetta medica contenente questo principio attivo, ma non sai o non riesci a reperirlo? Sappi che alcune Farmacie di Farmagalenica possono allestire chinidina farmaco galenico, cioè preparato direttamente dal Farmacista nel Laboratorio Galenico della Farmacia (vedi in fondo l’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Tale farmaco infatti NON esiste in commercio in Italia (si trova all’estero da solo o in associazione, esempio Nuedexta®).

Cos’è la chinidina solfato, come agisce e per cosa si utilizza

La chinidina solfato è un alcaloide estratto dalla corteccia dell’albero Cinchona che presenta proprietà antiaritmiche. Viene utilizzato tipicamente per il trattamento di alcune forme di aritmia sopraventricolare, flutter atriale e fibrillazione.
Un altro utilizzo “alternativo” che vede coinvolta la chinidina solfato riguarda il trattamento della sindrome pseudobulbare in pazienti affetti da sclerosi multipla, in associazione con il destrometorfano (anche esso preparabile a qualsiasi dose dai Farmacisti Galenisti di Farmagalenica); in questo specifico caso la chinidina ha funzione di contrastare il metabolismo epatico del destrometorfano, permettendone una maggiore durata di azione. (vedere https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2872986/).
Ultimo, la chinidina ha anche attività antimalarica.

Come viene preparata dal Farmacista la chinidina farmaco galenico

I Farmacisti preparatori di Farmagalenica possono allestire nei propri laboratori diversi tipi di farmaci a base di chinidina solfato (capsule, sciroppo, ma anche compresse).
La realizzazione di capsule di chinidina solfato in Farmacia garantisce diversi vantaggi tra i quali:

  • allestimento di un preparato non disponibile in commercio in Italia (il “vecchio” Ritmocor®”);
  • realizzazione di capsule a diverso dosaggio di chinidina (es. 220 mg, 365 mg, 426 mg eccetera);
  • preparazione di formati variabili secondo le esigenze del paziente;
  • assenza di sostanze allergizzanti, coloranti e/o conservanti;
  • l’associazione con altri p.a. (es. il destrometorfano).

E se la preparazione è stata prescritta ad un bambino o in un paziente anziano, i Farmacisti Galenisti possono allestire alternativamente uno “sciroppo specifico” in termini di dosaggio e formato. La sospensione può avere infatti una concentrazione (teoricamete qualsiasi) differente in base all’età ed alla tipologia di problema es. 10mg/ml, 20mg/ml, 40 mg/ml etc. (https://www.uspharmacist.com/article/quinidine-sulfate-10-mg-ml-oral-suspension).
Unica nota: la chinidina farmaco galenico in sciroppo andrà conservata in frigorifero per la sua durata (1 mese).

Come utilizzare la chinidina farmaco galenico

Non esiste un regime posologico fisso e standardizzato per ogni patologia, ma sarà cura del Medico prescrivente decidere il dosaggio iniziale del Farmaco, per poi modificarlo eventualmente in base alla risposta del paziente al trattamento.
Anche in questo caso la personalizzazione della terapia, attuabile con l’allestimento di capsule (o sciroppo) a dosaggio specifico e variabile in base ad età e patologia, potrà garantire una efficace e completa risposta al trattamento, non ottenibile con dosi standard del Farmaco.
Di norma, un regime terapeutico ben noto in letteratura richiede l’assunzione di una dose di 400 mg di chinidina solfato ogni 6 ore, aumentando o riducendo il dosaggio in base alla risposta del paziente (v. https://dailymed.nlm.nih.gov/dailymed/drugInfo.cfm?setid=a90a03b0-ffbe-4cf6-90b5-bfb0412a1cb2).

Effetti collaterali e cosa serve per poter acquistare la chinidina solfato in Farmacia?

Ѐ importante segnalare al Medico e/o al Farmacista l’insorgenza di sintomi quali: visione offuscata, diarrea, nausea e vomito, battito cardiaco irregolare, senso di oppressione al petto ed urine scure.
Ѐ consigliabile inoltre assumere il Farmaco un’ora prima dei pasti ed evitare di sdraiarsi nei successivi trenta minuti l’assunzione (https://www.drugs.com/cdi/quinidine-sulfate.html).

Per la realizzazione di capsule galeniche o sciroppo a base di chinidina solfato è necessario presentare in Farmacia una ricetta medica non ripetibile con formalismi per veleni (ossia il medico deve indicare la dose in tutte lettere: 120mg vanno scritti centoventi milligrammi), valida 30 giorni dalla data di prescrizione.
Il preparato può essere prescritto anche negli animali (uso veterinario), il suo utilizzo è stato testato sugli equidi, e in questo caso, è necessaria la presentazione di una ricetta medica veterinaria di tipo non ripetibile (se è nDPA, confronta  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7760311).
IMPORTANTE: la chinidina solfato non è facilmente reperibile e può essere preparata  (ad esempio) attingendo dalle Farmacie Vaticane (che dispongono delle specialità medicinali da importare).

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it che possono allestire preparati a base di chinidina solfato (chinidina farmaco galenico) da sola o con destrometorfano, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it ( si aprirà una nuova finestra).

Magnesio orotato capsule preparate in Farmacia

Magnesio orotato capsule: puro, economico, efficace. Altro?

Magnesio orotato capsule: puro, economico, efficace. Altro?

Sei alla ricerca di un preparato contenente magnesio orotato capsule o buste? Il medico ti ha fornito una ricetta con un dosaggio particolare di magnesio orotato capsule? Stai ricercando un sale di magnesio ad alta biodisponibilità e vuoi maggiori informazioni a riguardo? Ecco che alcune Farmacie di Farmagalenica.it sono in grado di allestire, nei loro Laboratori Galenici, delle preparazioni a base di magnesio orotato capsule (o altro; vedi in fondo all’articolo l’elenco completo delle Farmacie).

Cos’è il magnesio e quali sono le sue funzioni?

Il magnesio è un minerale fondamentale per l’organismo umano, essendo coinvolto in diversi e molteplici processi metabolici utili ai fini della produzione di energia. Risulta essere il quarto minerale più abbondante nel corpo.
Una sua carenza è responsabile di molteplici sintomatologie che possono convogliare anche nell’insorgenza di patologie più o meno gravi: un deficit di magnesio infatti può comportare principalmente:

  1. stanchezza,
  2. crampi
  3. ansia,
  4. insonnia,
  5. agitazione
  6. osteoporosi e disfunzioni metaboliche e cardiache.

Esistono diversi sali (detti “organici” e “inorganici”) a base di magnesio, ma quali assumere e perchè?
Innanzitutto non tutti i sali di questo minerale hanno la stessa biodisponibilità (semplificando molto, la loro capacità di essere assorbiti) e quindi non tutti vengono assorbiti in eguale quantità a livello intestinale. Più precisamente i sali organici di magnesio (magnesio orotato, citrato, aspartato, lattato, eccetera) sono assorbiti in percentuali superiori (fino a tre volte superiori) rispetto ai relativi sali inorganici (es. magnesio cloruro, carbonato ossido eccetera), come riportato QUI.

Cos’è il magnesio orotato capsule?

Il magnesio orotato capsule è un sale ad alta biodisponibilità di magnesio ed inoltre, rispetto agli altri sali organici, risulta essere meglio tollerato a livello intestinale, riducendo notevolmente l’effetto lassativo da essi indotto.
L’aspetto fondamentale è dato tuttavia dall’effetto che produce questo sale a livello cardiaco, in cui un ruolo chiave lo riveste il gruppo “orotato” da cui deriva l’acido orotico. Quest’ultimo infatti è il precursore della formazione di sostanze dette pirimidine, fondamentali ad esempio nella riparazione dei tessuti e nella sintesi di enzimi ad azione antiossidante, utili specialmente a livello cardiaco.
Diverse evidenze indicano che l’assunzione di alti quantitativi giornalieri (fino ad oltre 3 grammi) di magnesio orotato favoriscano il miglioramento delle performance cardiache in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, determinando allo stesso tempo una migliore tolleranza all’esercizio fisico ed un migliore controllo dei valori pressori rispetto al gruppo placebo (alcune info: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16366126 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18281113 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24090384 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9794088)

Quali sono i vantaggi del magnesio orotato capsule galeniche?

Va fatta una importante premessa: è possibile acquistare integratori già pronti, prodotti industrialmente, contenenti magnesio orotato, da solo o (più spesso) associato a molti altri componenti. Tali integratori sono a dosaggio standard e ottenibili senza ricetta medica.

I Farmacisti di Farmagalenica.it, però, sono in grado, nei propri Laboratori Galenici, di allestire delle capsule a base di magnesio orotato, permettendo:

  • la realizzazione di un Farmaco che non si trova in commercio (se non a dosi già prefissate);
  • la possibilità di ottenere una capsula con solo ed esclusivamente magnesio orotato, senza altri componenti (sali, vitamine, microelementi, ecc…)
  • l’allestimento di un numero variabile ed adeguato di capsule (es. 50, 100, 250, 677,  eccetera.);
  • la produzione di capsule a dosaggi specifici di Farmaco per ogni esigenza (es. 100 mg, 470 mg, 1564 mg, 3000 mg eccetera);
  • l’assenza di sostanze allergizzanti e/o intolleranti (es. lattosio) o conservanti o coloranti.

La formulazione in capsule inoltre evita la somministrazione della polvere come tale, dal sapore molto amaro, migliorando inoltre la precisione di dosaggio.
Sempre a proposito del dosaggio, si ribadisce che il Medico può richiedere qualsiasi dosaggio, molto basso o molto più alto di quelli normalmente disponibili in integratori preconfezionati.

Il magnesio presenta una buona sicurezza d’uso, tuttavia in caso di sovradosaggio possono verificarsi sintomi quali: vomito, nausea, ed ipotensione.
Se ne sconsiglia invece l’utilizzo in caso di disturbi intestinali ed insufficienza renale.

Per la realizzazione di capsule galeniche a base di magnesio orotato è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, valida 6 mesi dalla data di prescrizione per un massimo di 10 preparazioni.

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire magnesio orotato in capsule, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova pagina).

Glicina soluzione pediatrica, farmaco galenico in Farmacia

Dall'ospedale vogliono glicina soluzione pediatrica? Il tuo Bimbo dice GRAZIE al Farmacista :)

Dall’ospedale vogliono glicina soluzione pediatrica? Il tuo Bimbo dice GRAZIE al Farmacista 🙂

Stai cercando dove acquistare glicina soluzione pediatrica (sciroppo o capsule) per il tuo bambino? Sappi che è un farmaco che può essere trovato e acquistato solo in alcune Farmacie di Farmagalenica.it poichè si tratta di un medicinale galenico, preparato sul momento dal farmacista nel laboratorio Galenico della Farmacia (vedi in fondo la pagina l’elenco completo delle Farmacie).
Per chiarezza, va detto che il Farmacista può preparare le glicina anche per adulti,

Cos’è la glicina

La glicina è un piccolo amminoacido, classificato tra i “non essenziali” dal momento che esso stesso viene normalmente sintetizzato dall’organismo umano.
Una dieta bilanciata ricca di carne, pesce e latticini, garantisce un’integrazione di circa 2 g di glicina ogni giorno. Oltre all’importante ruolo che ricopre come elemento costituzionale di molte proteine, la glicina è fondamentale come neurotrasmettitore, specie in regioni del cervello. A tal livello la glicina esercita un’azione inibitoria su alcune funzioni cerebrali, la quale risulta essere fondamentale dal punto di vista terapeutico specie nel trattamento di patologie neurologiche di diversa tipologia ed entità.

Attività terapeutiche della glicina

La glicina, come dimostrato da numerosi studi, sembra essere coinvolta nel trattamento di:

La glicina in età pediatrica (bambini)

In età pediatrica, specie nei primi mesi di vita, comportamenti “borderline” che includono forte nervosismo, ansia ed insonnia, non possono essere trattati con l’utilizzo dei molteplici farmaci sedativi convenzionali presenti in commercio, date le controindicazioni d’uso in questa fascia di età.
Per questo motivo il ricorso ad un Farmaco galenico come la glicina soluzione acquosa,costituito da un amminoacido già presente naturalmente all’interno dell’organismo, realizzato dal Farmacista Galenista può garantire l’attenuazione e/o la risoluzione completa del problema.

Alcune Farmacie di Farmagalenica.it possono allestire nei propri laboratori diverse formulazioni a base di glicina, in particolare

  1. glicina soluzione pediatrica (tipo “sciroppo”)
  2. glicina capsule apribili

il cui contenuto risulta essere facilmente somministrabile nei bambini.
La facilità dipende dall’opera del Farmacista dato che è possibile:

  • l’allestimento di un numero di capsule adeguato alla terapia (qualsiasi);
  • la preparazione di capsule con quantità specifica e nota di principio attivo (es. 150 mg, 300 mg, 600 mg eccetera);
  • l’assenza di sostanze allergizzanti o tossiche per il bambino.

In aggiunta possono essere allestite delle soluzioni acquose a base di glicina (glicina soluzione acquosa o glicina “sciroppo”) che ne permettono una migliore gradevolezza del prodotto, ed anche, in molti casi, una più facile somministrazione (es. non è necessario aprire la capsula, con rischio di perdita del contenuto). Di contro, queste soluzioni sono rapidamente deperibili e devono essere rapidamente utilizzate (pochi giorni).

Dosaggi della glicina soluzione pediatrica e capsule apribili

Nel trattamento degli stati ansiogeni che portano ad una insonnia particolarmente marcata nel bambino, la somministrazione di un dosaggio di 100 mg fino a tre volte al giorno è risultata efficace nel migliorare la durata e la qualità del sonno.
In base all’età del paziente e all’entità della problematica si può arrivare fino all’assunzione di 3 g di glicina al giorno. Allo stesso modo dosaggi di 0,6-0,8 g/kg di glicina sono risultati efficaci nella riduzione di nervosismo, ansia e comportamenti aggressivi in età adolescenziale (https://examine.com/supplements/glycine/,  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2825652/ e http://www.jpsychopathol.it/issues/2004/vol10-3/mondola.htm)

Ogni terapia va comunque impostata e personalizzata dal Medico, considerando che la glicina risulta essere tollerata dall’organismo umano fino ad oltre 60 g/die nell’adulto, pertanto il dosaggio può variare in base all’età al tipo ed all’entità del problema. (http://www.webmd.com/vitamins-and-supplements/glycine-uses-and-risks?page=2)

Seppur la glicina non determina effetti indesiderati gravi, bisogna prestare attenzione durante l’uso concomitante di farmaci neurolettici (es. clozapina), ansiolitici ed antidepressivi, per via della possibile diminuzione dell’efficacia di questi ultimi.

Come acquistare la glicina soluzione pediatrica o capsule

Per l’allestimento e acquisto di una qualsiasi preparazioni a base di glicina è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, dalla validità di 6 mesi dalla data di prescrizione per un massimo di 10 preparazioni. Non è possibile acquistarla senza ricetta!

Per cercare e visualizzare l’elenco completo delle Farmacie di Farmagalenica.it in grado di allestire e vendere glicina soluzione pediatrica o glicina capsule apribili, consultare il motore di ricerca cercagalenico.it (si aprirà una nuova pagina).